giovedì 31 dicembre 2009

Alle strette col tempo

Volevo scrivere qualcosa di acido, cinico e contro sull'idiozia che imperversa circa i festeggiamenti atti a celebrare un semplice fenomeno di meccanica celeste, ma non ne ho avuto proprio il tempo, sono sommerso di studio. Fate conto che l'abbia scritto, tanto si sa come la penso.

venerdì 25 dicembre 2009

A Natale puoi

Vuoi festeggiare un compleanno ricevendo tu i regali invece del festeggiato? Voi festeggiare un compleanno senza dover fare gli auguri all'interessato? Vuoi festeggiare un compleanno senza invitare l'interessato alla festa? Bene, a Natale puoi.

giovedì 24 dicembre 2009

Memorie di una gelida notte d'inverno

Mi guardo nello specchio e non mi riconosco più. Profonde rughe solcano il mio viso, segno d'una vecchiaia che pare essere eterna. Com'era il mio volta da giovane? Non lo ricordo più. Nella penombra danzano le ombre sinistre animate dal fuoco del camino. È veramente freddo, stasera. Ho gettato dell'altra legna nel fuoco ed ho indossato il mio pigiama più pesante ma non arriva a me il tepore piacevole di una casa accogliente. Così scrivo, scrivo nella speranza di distrarmi. Scrivo per scaldarmi le mani. La neve scende ormai da giorni, spero solo di riuscire ad aprire la porta quando dovrò partire. Negli ultimi mesi sono rimasto in casa, a leggere le missive inviatemi dai miei bambini. Mi scrivono ogni anno, mi fanno gli auguri, mi dicono che sì, va tutto bene, prima di sparire delle grinfie dell'adolescenza e smettere di pensare a me, smettere di scrivermi. I primi tempi ne soffrivo, ormai non più. La sofferenza viene lenita dal tempo, il tempo che mi ha rigato le mani. Ma ci sono sempre alcuni dei miei bambini che mi scrivono, e questo mi fa stare bene. Bambini sempre nuovi che mi scrivono. Mi scrivono per chiedere. Tutti chiedono qualcosa da me, più o meno esplicitamente, ma almeno il loro scrivermi mi fa sapere che mi pensano, e allora io sto bene. Sono le loro voci mai sentite impresse sulla carta ad allontanare da me la solitudine decennare che soffro, la solitudine che è destino d'ogni vecchio, abbandonato in un ospizio, abbandonato alla sua casa da vedovo circondato da ricordi. Ecco, il ripensare ai miei bambini mi fa soffrire meno il freddo di questa notte, le mani mi si stanno scaldando scrivendo. Nel silenzio il vento sibila tra le assi della mia vecchia casa isolata sulle montagne gelate. Fuori nevica ancora, come non mai. Sarà una dura sofferenza, stasera, ma alla fine sarò soddisfatto. Come ogni volta. Come ogni anno. Ne sarò soddisfatto.

Babbo Natale

mercoledì 23 dicembre 2009

Buone nuove #14 - Ossimori

Berlusconi: "Sono quello che ha fatto di più contro la mafia". È arrivato perfino a renderne eroi alcuni.

Bonaiuti: "Berlusconi impegnato per distruggere la mafia". Dall'interno.

Dell'Utri sulle dichiarazioni di Spatuzza: "Se fosse vero sarei un mostro, dovrei mettermi corda a collo". No, dai, ci basta la prigione.

Berlusconi: "In Campania candidato esterno alla politica". Come quasi tutti i ministri, insomma.

Obama invia 30mila soldati in guerra prima di ritirare il Nobel per la pace. A questo punto potevano darlo a Berlusconi, almeno i nostri soldati sono in missione di pace.

Corona condannato: "La legge non è uguale per tutti, mi vergogno di essere italiano". Berlusconi: "Oh!".

Centro sinistra sconfitto, bocciata l'abrogazione della legge blocca processi. In Uruguay. Ecco cosa succede quando esportiamo la democrazia.

giovedì 17 dicembre 2009

Piovono mattoni

Spatuzza faceva dichiarazioni scomode su Silvio, c'era bisogno di distogliere l'attenzione. Inoltre l'unica opposizione, Di Pietro, aveva pronunciato parole dure che potevano preannunciare scontri violenti, parole che, dopo esser passate per l'ufficio stampa PdL, sono diventate di istigazione alla violenza. Cosa quindi di meglio di un attacco al premier per demolire l'opposizione, distogliere l'attenzione e contemporaneamente rafforzare l'amore dei fanboy per il proprio beniamino? Nessuno mi toglie dalla mente che la cosa è stata probabilmente costruita, ma dubito che Berlusconi ne fosse a conoscenza. Non so di che materiale fosse fatta la statuetta, ma sui denti fa male a prescindere. E poi il suo sguardo dopo l'attacco, il tipico sguardo di un'ottantenne che non riesce a capire cosa sta succedendo, terrorizzato, sotto choc. No, lui non è un così bravo attore. Se fosse stato preparato da lui avrebbe sorriso innalzando le braccia al cielo ed avrebbe annientato l'aggressore col suo sguardo laser mentre il vento gonfiava il suo mantello. No, lui non c'entra. Magari qualcun'altro dietro, qualcuno che farebbe di tutto per innalzare l'immagine del premier. Qualcuno come Alfonso Signorini, ad esempio.

mercoledì 16 dicembre 2009

martedì 15 dicembre 2009

La metà morfosi

Se fossi io il padre-padrone di un partito politico, mi assicurerei di circondarmi di gente moderatamente fidata e ben preparata. Per una questione di salvarsi la faccia da figure deprecabili. A quanto pare, invece, qualcuno non ha questa prerogativa: il portavoce de Il Popolo della Libertà è Capezzone. Sì, lo stesso Capezzone che era nei Radicali e ne La Rosa Nel Pugno. Oltre ad esserne il portavoce viene sovente mandato in qualche talk-show politico (probabilmente in tanti conosceranno il celebre scontro verbale Travaglio/Capezzone dato che su internet si trovava ovunque grazie ai classici ragazzetti che si schierano politicamente solo quando vedono due litigare in un talk-show). Orrore. Demolire le polemiche di Capezzone è facilissimo, è tremendo che nessuno dell'opposizione non sfrutti mai questo enorme potenziale. Ecco qui qualche aiuto:

30/10/2003: "Sarebbe un'eresia dirsi d'accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica."
14/11/2003: “Tre anni fa i Radicali proposero tre referendum che avrebbero cambiato il sistema giudiziario. Ci fu chi si oppose legittimamente, ma Berlusconi invitò a non votare perché tanto lui avrebbe fatto le riforme. In questi tre anni non è stato fatto nulla, solo leggi di interesse personale, che non funzioneranno e che molto probabilmente verranno dichiarate incostituzionali”.
01/04/2006: Elezioni/tasse, Capezzone: Berlusconi come Wanna marchi, Tremonti come mago Do Nascimento.
03/04/2006: Meglio Prodi, mentre il “venditore di tappeti” Berlusconi ha dato l’impressione di aver esaurito la mercanzia: Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa nel pugno, ritiene che sia stato il leader dell’Unione a vincere la sfida tv.
29/10/2005: “Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5mila miliardi di debiti (di lire, o del vecchio conio, come direbbe Bonolis), e con le banche che – indegnamente, lo sottolineo – tentavano di strozzarlo; oggi (essendosi misurato con... come si chiama? Ah sì, il perfido regime comunista...), vanta 29mila miliardi di attivo (sempre in lire), ed è entrato nel G7 dei sette uomini, appunto, più ricchi del pianeta. Ecco questa è una cosa che è cambiata in questi 12 anni. Il resto – conclude riferendosi alle riforme promesse dal premier – un po’ meno”.
12/02/2006: "Berlusconi si paragona a Napoleone e Churchill. Mi ricorda la barzelletta dei due matti: uno dice "Io sono Mosè e Iddio mi ha dato le tavole della legge" e l' altro, offeso "Ma guarda che io non ti ho dato niente!". Ecco, lui potrebbe essere il secondo matto, mentre per il novello Mosè bisogna scegliere tra Bondi e Fede."
10/03/2006: "L'Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero "ecosostenibili". [...] Per non parlare di ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un'autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve, contro l'aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all'ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello."

In sostanza, era anticlericale (ora sta con Bondi) e in difesa ai diritti degli immigrati (ora sta con La Lega) e degli omosessuali (ora sta con gli ex-AN). Prima parlava come una persona normale, ora usa gli stessi insulti del premier e chiama tutti quelli dell'opposizione "signor [cognome]", ha smesso di paragonarli a personaggi di vecchie sitcom. Senza poi parlare degli scioperi della fame, tanto cari ai Radicali. Capezzone ha scioperato per la legalità in parlamento (ora sta con Dell'Utri) e per far portare all'attenzione della Rai i referendum proposti dai Radicali (ora sta con Minzolini). Ha scioperato anche contro il sovraffollamento delle carceri ma questa posizione rimane effettivamente coerente: difende infatti Berlusconi da qualsiasi critica circa la legalità delle sue azioni per evitargli la gattabuia.

lunedì 14 dicembre 2009

L'immaginazione non rende stupidi

Quest'immagine era famosa tempo addietro, poi è caduta in disuso. Ma ora è tornata nelle firme dei forum e nelle immagini dei blog, più in forma che mai. Personalmente non sono mai stato d'accordo. Adulti con amici immaginari non sono più o meno stupidi di altri adulti o di bambini con amici immaginari. Non è una caratteristica discriminante. Adulti con un capoufficio tirannico immaginario ed onniscente che dice loro come e quando usare il loro pene, come e quando andare in luoghi, fare cose, dire frasi, quelli sì che sono adulti stupidi.

Dio non è amico di nessuno. Nemmeno se esistesse.

domenica 13 dicembre 2009

Crimini di carne

Ormai sta passando un po' di moda parlare degli stupri degli extracomunitari alle giovani donne italiane purosangue, specie da quando ci si è resi conto che anche gli italiani purosangue lo fanno, non è prerogativa dei soli rumeni. Resta il fatto che ogni tanto qualche notiziola viene fuori, qualcuno si indigna, propone pene dure e cose così. Io, non so per qual motivo, non riesco ad impressionarmi di questi crimini. Stupri, pedofilia, assassinio e tortura non mi interessano. Sono crimini che distruggono la vittima e la famiglia della stessa, oltre ad addolorare amici e conoscenti più vicini ad essa, ma non vedo quale tipo di rilevanza nazionale o sociale possano avere questi crimini. Per quanto infami possano essere, sono crimini di basso livello, fisici, crimini di carne. Mi impressiono molto di più con altri tipi di crimini. Tanzi che manda sul lastrico intere famiglie ed un settore economico. Berlusconi che corrompe mezz'Italia e poi ne distrugge il sistema giudiziario per salvarsi. La collusione dei politici con la mafia. Le evasioni dei ricchi. Sono questi i reati che andrebbero perseguiti con le pene più dure perchè indice di una maleducazione e di un'avidità senza pari. Gente che per anni continua a rubare soldi per comprarsi la seconda barca o la quarta villa e che all'improvviso, fallendo, rovinano intere famiglie di azionisti, di investitori, di operai, di lavoratori. Non me ne frega niente degli stupri e della pedofilia, i crimini di carne colpiscono una persona e chi l'amava. I crimini del nuovo millennio, quelli basati sui cavilli giuridici e sulle falle di un sistema economico mondiale traballante distruggono intere famiglie per generazioni. E le distruggono davvero, non son un dolore che, per quanto feroce, è passeggero. No, la distruzione è economica, si perde tutto e si passa poi ad un annichilimento psicologico. È per questo sapere delle azioni di Berlusconi o delle infiltrazioni mafiose nella politica mi fa così schifo. È per questo che avere Berlusconi al governo mi fa così orrore.

sabato 12 dicembre 2009

Sulla durezza delle pene

Il massimo sforzo che riescono a fare autorità e governi italiani (e, credo, anche in tutto il resto del mondo) per debellare certi tipi di crimini è inasprire le pene. Inasprire le pene per la guida in stato d'ebbrezza, per la mafia, gli stupri, immigrazione clandestina, a seconda delle tendenze del momento. Non so con quale criterio attuano certi ragionamenti, queste persone. L'omicidio non è quasi mai premeditato, avviene sul momento per rabbia o non so che altro. A cosa serve inasprire la pena? Per reati di terrorismo o di mafia, tutti premeditati, a cosa serve inasprire le pene? Rischiare di prendersi 40 anni invece di 30 dovrebbe fare una significativa differenza? No, non la fa. Non ha alcun senso. Senza contare che i reati dovrebbero essere prevenuti ed è su questo che si dovrebbero concentrare gli sforzi, non su far stare i colpevoli chiusi il più a lungo possibile in una cella ad oziare tutto il giorno con vitto ed alloggio pagati dai contribuenti onesti (quelli non onesti non pagano le tasse, quindi non partecipano) per tutta la vita. Ma comunque il nostro ministro Angelino ha al momento altri progetti per quanto riguarda la giustizia, deve sfasciare il sistema come il più convinto degli anarchici. Sfasciare il sistema per salvare il suo burattinaio però.

venerdì 11 dicembre 2009

Ottimizzare l'attenzione

È quello che siede in prima fila a scuola ad esser da sempre considerato il secchione o, senza usare parole da bulletto degli anni '70, "quello bravo". Ciò rappresenta il classico esempio di confusione che viene tramandata nelle generazioni dove la causa si mescola e si confonde con l'effetto. Infatti non è "quello bravo" a sedersi davanti ma è chi si siede davanti che diventa "quello bravo". Il perchè di questo comportamento viene spiegato efficacemente dal prossimo schema realizzato colorando dei pixel.

Com'è possibile vedere, anche in questa semplice rappresentazione salta subito all'occhio che la percentuale di campo visivo occupato dalla lavagna decresce velocemente all'aumentare della distanza. Nella prima fila occupa circa il 70% del visibile e nella quarta ci aggiriamo già sul 30% circa. È quindi inevitabile che chi venga a sedersi nelle retrovie si trovi impossibilitato a seguire agevolmente la lezione in quanto il suo campo visivo comprende numerose altre cose da guardare, tutte potenzialmente più interessanti, soprattutto durante certe lezioni. Se consideriamo poi che l'ambiente reale è anche tridimensionale (anche di più, a sentire qualcuno, ma fermiamoci alle tre spaziali), la percentuale decresce ancor più velocemente. Vi sono poi altri fattori a danno di ciò: la soggezione del professore alle prime file che costringe all'attenzione, la presenza di finestre, oggetti attaccati alle pareti, oggetti sul pavimento. Se si considera infine che, dall'ultima fila, puoi vedere tutti i tuoi compagni, metà dei quali sono ragazze, metà delle quali sono potenzialmente carine, allora si comprende perchè chi sta in fondo non fa assolutamente nulla, generalmente. È colpa della distanza quindi se andavi male a scuola, non perchè "io sono proprio negato in matematica" o "a cosa serve studiare il latino che non lo parla più nessuno". No. È la distanza che non da a tutti le stesse opportunità. Quindi, cari ministri dell'istruzione e delle pari opportunità, potrebbe interessarvi una nuova configurazione scolastica. Ecco il mio modello.

PS: Lo so, orientare i banchi lungo la normale di una sfera centrata nella lavagna sarebbe stata l'ottimizzazione migliore, ma la forza di gravità faceva rotolare via le matite dai banchi.

martedì 1 dicembre 2009

L'origine della discriminazione

Si deve chiarire il significato di discriminazione. Ormai è diventato inevitabile tale chiarimento per poter tornare a parlare delle cose stando sui fatti, e non sulle vuote parole. Discutere sulla discriminazione è importante, quando la Lega Nord fa parte del governo di maggioranza. Indispensabile forse. Perchè mentre Fini sta diventando ormai comunista, la Lega, per controbilanciare, sta uscendo un po' più allo scoperto. Parallelamente al problema della discriminazione etnico-razziale nasce e cresce quella sessuale. Gli uomini di potere ormai vanno tutti a trans con grande dispiacere delle aspiranti vallette, e i trans sono il male. Anche gli omosessuali sono il male del momento, non a caso sono presenti entrambi gli esemplari nella casa del Grande Fratello. Infinite, vecchio ma sempre fresco, l'argomento della discriminazione della donna. Quindi sì, è necessario un chiarimento. Cosa significa discriminazione? Trattamento di una persona o una categoria in modo non paritario a chi non è quella persona o non appartiene a quella categoria. Quindi potremmo dire che verso Belusconi vi è una discriminazione, visto che vuole essere protetto da immunità totale. Ma no, non si può dire, la discriminazione viene solo intesa in lato negativo, cosa già sbagliata in se. Ma accettiamola, la degradazione dei significati dei termini è ormai irreversibile. Ma qual'è l'origine della discriminazione? La paura (nel caso dello straniero) e la Bibbia (nel caso della donna). Nonostante l'ottimo lavoro della ministra Carfagna, grande professionista, qualsiasi sia il suo compito, la donna sembra ancora in una posizione di svantaggio rispetto all'uomo tanto da richiedere leggi speciali. Come l'obrobrio delle quote rosa. Un piccolo esempio pratico: si devono eleggere due rappresentati e i papabili sono, che so, Einstein, Gandhi, Flavia Vento e la Lecciso. Credo sia palese il danno che provocherebbe l'applicazione delle quote rosa. Far giungere alla parità la donna con leggi speciali è la più grande scemenza populista che possa essere inventata ed entrambi gli schieramenti politici la fanno propria come fosse invece un'innovazione. Senza contare che le leggi speciali per la donna inevitabilmente producono una discriminazione nei confronti dell'uomo. C'è dualità, evidentemente. Lo si vede anche nell'attuale governo; c'è stata una gran pubblicità nel mettere in risalto lo schieramento di donne-ministro presentato ma, andando al concreto, non c'è niente di importante: la Carfagna che è arrivata lassù non si sa come (forse un giorno ha scambiato Berlusconi per Magalli, chi lo sa), la Gelmini che è di facciata per i tagli di Tremonti, la Prestigiacomo che viene assunta successivamente come ministro del Turismo (addirittura), la Meloni al ministero per le politiche giovanili, la Brambilla al ministero per l'ambiente. Tutti posti di grande rilevanza, altro che. Se fossi una donna sarei alquanto incazzata. Il cuore della discriminazione odierna sta proprio in questi falsi provvedimenti che non fanno altro che mettere una toppa per salvare la faccia. La vera discriminazione nasce nella mente, nella società e nella cultura, nessuna quota rosa potrà eliminarla come non potrà farlo nessuna femminista vecchio stampo, nessuna Carfagna, nessuna Mussolini, nessuna Santanchè. Soprattutto quest'ultima, la cui frase preferita è le nostre radici cristiane, dovrebbe smetterla di difendere populisticamente la donna e la sua posizione all'interno della società. Se le sue radici cristiane la portassero a leggere la Bibbia si renderebbe conto di quanto stridono le due posizioni.

lunedì 30 novembre 2009

Buone nuove #13 - Indagini e gossip

Arrestato Giuseppe Piccolomo. Aveva la mano morta.

Per fare luce sulla morte di Brenda si farà il test tossicologico. Appena si saranno spente le fiamme.

Castelli propone il crocefisso sul tricolore. E pensare che una volta ci si pulivano semplicemente il culo.

Fatta luce sulla lettera inviata dalla mafia a Schifani. Era l'invito per il pranzo di Natale.

Arrestato Mohamed Game, tra i possibili obiettivi anche Berlusconi. Game Over.

Video hard di Fiore e Mussolini: "Non so se incazzarmi o ridere, sono tutti contro di me". Suvvia, non fate di tutta l'erba un fascio.

Paolo Caratossidis: "Bufala inventata per ledere la credibilità di Forza Nuova". Non ce n'era veramente bisogno.

sabato 21 novembre 2009

venerdì 20 novembre 2009

Collisione #2

Tutti in piedi come in un treno bestiame nazista. Lui si chiama Marco (l'ha detto lui) ha 34 anni (l'ha detto lui) e fa il carabiniere da qualche parte a Milano (l'ha detto ancora lui, sì, non sta zitto un cazzo di momento). Parla con due donne con fare circospetto ed ostenta sicurezza, si vede lontano un chilometro che è un carabiniere. Non so perchè, ma appena ho visto la sua faccia quadrata appoggiata sul corpo molliccio direttamente alle spalle, senza collo, ho detto "questo è un carabiniere, mi ci gioco le palle". Ed ho ancora le palle. Le due donne con cui parla sono, toh, com'è piccolo il mondo, proprio due ragazze che fanno le poliziotte (la concorrenza, le chiama lui col sorriso sornione). Lui inizia a dare e ricevere informazioni, fa qualche chiamata ("ah la conosci? pensa sta proprio qui di fronte a me!") e si diverte come non mai. Esordisce anche con la frase "di te avevo capito subito che eri una poliziotta, ma della tua amica non l'avrei mai detto" che, tradotto, significa "tu fai schifo e sembri un uomo ma la tua amica è una bella sgnacchera". Trionfanti le donne se ne scendono dal treno, gustandosi il silenzio. "Ci vediamo allora, ciao!". Seh, come no. Fatto sta che il tizio ha ancora venti minuti prima di scendere (scende a Rimini, anche questo l'ha detto lui) e quindi inizia a guardarsi intorno con gli occhi attenti scegliendo la sua prossima vittima. Si sofferma su di me, poi sul cieco di fianco a me, poi sulla vecchia a fianco al cieco e poi eccola, la ventenne col vestito striminzito sembra essere la sua scelta finale. C'è un piccolo problema però: è accompagnata da due amici. Allora lui si infila nella conversazione dei due "ah studiate? cosa? dove? da quanto?", inizia a dargli consigli da padre supportati da teorie da compagno del liceo, poi come un segugio volta la testa di scatto verso la ragazza: "e tu cosa fai?". Lei sorride, dice cosa fa, poi finge di guardare fuori dal finestrino per capire in che stazione siamo arrivati e se ne rimane lontano. È andata male. Continua quindi a parlare da uomo vissuto ai due universitari finchè, finalmente, per la gioia del convoglio intero, non scende. I due universitari si baloccano dei suoi consigli alle sue spalle, la ragazza scende non appena lo vede abbastanza lontano da essere sicura di non incrociarlo per sbaglio nel sottopassaggio. Questa probabilmente rientra fra le persone troppo loquaci che affollano i mezzi, di cui avevo già parlato. Mi pare.

giovedì 19 novembre 2009

La facoltà di non rispondere

In quest'epoca d'utilitarismo assoluto tutto deve avere un fine materiale. Tutto. Si legge solo se è possibile trarre vantaggio dal pavoneggiarsi con quel mero nozionismo. Si parla con una ragazza solo per poter entrare dalla sua porta sul retro. Si studia solo perchè "così farò proprio un sacco di soldi". Già. C'è talmente bisogno di avere un fine traducibile in una cifra seguita dal simbolo € che si è ormai perso di vista ciò che può essere semplicemente interessante. Basti vedere le migliaia di master e lauree e chicchessia che stanno fioccando negli ultimi anni. Ogni anno un'abnorme numero di iscritti alle facoltà economiche (prima o poi lo capiranno che l'economia è una cosa stupida, traballante e del tutto illogica) o alle facoltà che permettono di accedere al lavoro in fretta e furia. Per carità, niente contro Ingegneria, ma si da il caso che la stragrande maggioranza degli iscritti, ad esempio, ad Ingegneria Elettrica siano figli di elettricisti che non vedono l'ora di andare a lavorare sotto l'ala protrettrice di papà o dei suoi conoscenti. Idem per quelli che si laureano in economia per andare a lavorare nell'azienda di papà. Figli di papà. Sono sempre in costante calo i corsi di laurea dove ci si va per puro interesse, per il sogno di poter un domani far qualcosa di buono ed interessante (Fisica, Matematica, Chimica, Filosofia, Lettere, Lingue e via dicendo). Proprio a causa di questo trend fioccano cazzate dalle università di tutt'Italia. Per rendere appetibile un corso di laurea ormai hanno capito la strategia: inventare un nome figo. Inizialmente avevano provato con la parola Ingegneria ma non ha avuto il successo sperato (seppur sono riusciti a creare un aborto come Ingegneria Gestionale). Al momento in cui scrivo sono tre le parole più usate. Al terzo posto c'è Informatica. La tecnologia, si sa, attira (nonostante il 70% degli iscritti ad Informatica siano liceali che non hanno mai toccato un computer e che si iscrivono perchè credono che potranno fare i videogiochi). Al secondo posto vi sono alcune parole a pari merito ma tutte equivalenti: Economia, Finanza, Management. Al primo posto, rullo di tamburi, la parola più gettonata, abusata e stuprata è... Scienze! Complimenti al vincitore. Questa parola viene generalmente associata a cose totalmente insensate e slegate da qualsiasi nesso scientifico (Scienze di Internet, Scienze Politiche, Scienze della comunicazione, Scienze Economiche, Scienze Sociali), robe da far cascare le braccia. Già con la biologia, a parer mio, si può iniziare a discutere se è o meno una scienza, ci sono fattori a favore e fattori a sfavore. Partendo da questa premessa dunque come si può anche solo lontanamente pensare che l'economia sia una scienza? Domani Obama fa un peto in pubblico ed ecco che salgono le quotazioni in borsa di Imodium. Dov'è l'elemento scientifico in tutto ciò? E cosa c'è di scientifico in Internet (a parte la Wikipedia intendo)? E nella comunicazione? basta vedere che è pieno di gente che non capisce un cazzo (con tutto il rispetto per il cazzo) ed ecco che va a rotoli la sua scientificità. In attesa di chiarimenti dall'alto, nonostante dubiti fortemente dell'arrivo di una risposta, ma ve lo concedo, propongo la nuova idea: Informatica Economica applicata alle Scienze Ingegneristiche. Dovrebbe essere totale.

mercoledì 18 novembre 2009

Divergenze tra il nostro Presidente e me

Ho scoperto alcune cose: innanzitutto Berlusconi legge il mio blog. La ringrazio, Presidente. Secondo: Berlusconi mi odia e non condivide le mie idee. Pazienza, la ringrazio comunque Presidente. La terza cosa è che Berlusconi è un tipo abbastanza vendicativo. Per ripicca a questo mio post sta facendo ora una legge completamente insensata per diminuire ancora i tempi della prescrizione. Capite? È un tipo assolutamente vendicativo! Tutto questo solo per andare contro alle mie opinioni. Beh, mi dispiace Presidente, io la mia idea non la cambio, per me è una sciocchezza. Tanto è ovvio che è questo l'obiettivo della legge, non quella di salvarsi dai processi (ha sempre pagato tutti, non vedo perchè dovrebbe cambiare strategia, stavolta). Quindi non c'è scampo, o l'obiettivo è quello di stuzzicarmi oppure il nostro caro Presidente è completamente scemo. Ma no, dai, non può essere, altrimenti sarebbe completamente scema anche la maggioranza del popolo italiano che invece, come ben sappiamo, sono tutte brave persone, istruite ed informate. No, non può essere questo. Dev'essere proprio per ripicca che lo fa.

martedì 17 novembre 2009

lunedì 16 novembre 2009

Irragionevole dubbio

Credo sia una deformazione professionale, ma credo che il sistema giudiziario che tanto decantiamo sia una farsa. Per dire, gli omicidi televisivi (Garlasco, Perugia, Cogne, Erba non sono più nomi di città, sono luoghi del misfatto) vanno avanti per anni ed ogni tanto saltano fuori nuove prove. Il computer di Stasi è stato esaminato di nuovo, adesso, dopo che ormai ci hanno messo mano decine di persone. Diciamo che se si vogliono fabbricare prove random, una perizia su un computer fatta dopo anni dal misfatto è il modo migliore. Ma soprattutto se si pensa che, ad esempio, Stasi potrebbe essere innocente, questo mette in risalto quant'è ridicolo il sistema. Sto poveraccio sarebbe stato bombardato mediaticamente per anni (altro che Silvio) e marchiato a vita mentre l'assassino vero se la ride di gusto ad ogni nuova edizione del Tg2. Ma soprattutto, perchè la perizia superefficacissima viene fatta adesso? Perchè si parte dalle perizie semplici per poi andare in un crescendo che termina con la perizia perfetta e non si usa direttamente quella ultima, definitiva, infallibile? Il sistema giudiziario non è sorretto da alcun sistema logico, solo da consuetudini consolidate e disciolte in un mare di burocrazia. La prescrizione, di cui ho già parlato, è un altro aborto di questo sistema. Le conseguenze poi sono evidenti, sconforto, processi interminabili, convenienza nel delinquere perchè tanto il rischio non è poi così grosso. Senza contare poi le disparità: quelli che affermano che Cucchi "gli sta bene che è morto perchè era un drogato del cazzo" nell'immediato momento in cui è stato arrestato sono gli stesso che invocano la presunzione d'innocenza per Berlusconi fino ai quattrocentosettantanove gradi d'appello disponibili e relitivi processi non sono stati portati a termine. E, ancora, le classiche affermazioni che esco dalle bocche nelle interviste dei tiggì o dai giornalisti stessi, tutti convinti che "la verità la stabilità il giudice". No. Per un cazzo. Il giudice arabatta gualcosa annaspando, cerca di metterci una pezza ma sicuramente non sa la verità. Sa ciò che probabilmente è successo, non cosa sicuramente è successo. Non è sicuramente un Dio onniscente, il giudice. Quindi, se dobbiamo trasportare tutto su un concetto di probabilità, ho trovato il sistema definitivo per difendermi da un'eventuale accusa di download pirata.

Injo: No, signor Giudice, non ho scaricato questo film. Ho generato a caso una stringa di 0 ed 1 e mi è uscito questo.

Le probabilità che si riesca ad indovinare tutt gli 0 ed 1 di un certo film si aggirano intorno ad 1 su 2^5872025600 (ovvero circa la probabilità di fare 202483641 volte di seguito 6 al Superenalotto), un numero che non riesco ad esplicitare neanche con i software di calcolo matematico appositi però non è zero, quindi non è impossibile. Non posso essere accusato di niente, Vostro Onore.

domenica 15 novembre 2009

Collisione #1

Studente suppongo. Sale, si siede, si posiziona, tira fuori il portatile poi mi fa: "È libero?". Ormai no, ti sei già seduto. Fa un viaggio di circa 15 minuti ma non può resistere dall'accendere il portatile, tirar giù il tavolino, estrarre la rivista per Pc di turno, di quelle del cazzo che ti insegnano tutti i trucchi per far girare al meglio WindowsXP! e clicca finestre a caso per tutto il viaggio. Poi si alza e se ne va, di corsa. Come se ci fosse il campanello da trillare per dire al treno di fermarsi alla tal stazione. Sapeva di zucchine al forno.

sabato 14 novembre 2009

Controesempi alla teoria evolutiva

L'evoluzione non sempre è una buona cosa. L'evoluzione ha eliminato il tirannosauro che mi sembra invece sia un gran bell'esemplare. L'evoluzione ha portato le zanzare. Nonostante tutti gli esseri viventi sono evoluti ad ugual modo (discendiamo tutti dallo stesso grumo di polvere che, un giorno, ha deciso di fare qualcosa di diverso) ci sono casi in cui le trasformazioni hanno avuto effetti positivi, casi in cui hanno avuto effetti negativi, casi in cui tali effetti sono stati catastrofici. L'evoluzione non è assolutamente un cammino verso la perfezione.






venerdì 13 novembre 2009

Holmes 2.0

I rapporti via web vengono derisi e ridicolizzati dalla gente qualunque perchè affermano che non c'è vero contatto, col totale anonimato uno può dire e fare quello che vuole senza poter provare di dire la verità. Gente meno stupida invece crede che un rapporto via internet sia diverso da un rapporto "dal vivo", ma comunque di ugual valore. Bene. Parlando invece dell'anonimato dal senso più strettamente pratico, agli albori di internet ogni utente iscritto ad un sito o forum veniva identificato da un nome. Questo poteva essere un nickname o il nome vero e proprio, non era importante. L'unico collegamento alla propria persona era generalmente l'account di posta utilizzato per la registrazione (che da che mondo e mondo era creato con dati fasulli). In realtà questo anonimato non c'era, chi sapeva metterci le mani risaliva ad ip ed informazioni varie, ma era tutto piuttosto complesso. Poi internet si è espanso, le connessioni sono diventati più veloci, la mole di dati trasportabili immensa. Ed è nato il cosiddetto Web 2.0, sono nati i social network e via dicendo. Ma la gente è contemporaneamente diventata più ingenua, quando un tempo l'anonimato era un valore da difendere e di cui ci si preoccupava, ora non ci si pensa neanche più. Internet è sicuro. Non puoi risalire a me. Bene.

Ecco il caso in esame. Io frequento un sito con relativo forum. Si iscrive una tizia, lascia un messaggio e lascia le prime due informazioni: il suo indirizzo hotmail e l'anno di nascita (come suffisso al nickname). Ottimo. Faccio un tentativo, aggiugo l'indirizzo hotmail ad MSN Messenger. Funziona. Senza neanche dover aspettare di essere accettato o meno posso cliccare col tasto destro e cliccare su Visualizza Profilo. Trovo la sua pagina su Windows Live (o come si chiama), una sua foto, il suo nome e cognome. Trascrivo quindi nome e cognome su Facebook e grazie al confronto con la foto del profilo su Windows Live (o come si chiama) trovo qual'è della lista colei che mi interessa. Ci clicco. Accidenti, non posso accedere alle sue informazioni, le ha rese riservate a chi non è nella sua lista amici. Poco male, vedo che fa parte del circuito di un certo istituto scolastico. Cerco con Google quel nome. Ce ne sono sostanzialmente tre: una scuola media e due scuole superiori in due città diverse. Grazie all'età (presa dall'anno di nascita del suo nickname) escludo la scuola media. Come escludere una delle due? Un viaggetto tra i suoi amici di Facebook e trovo uno che appartiene ad un gruppo di siciliani doc. Escludo la scuola di Torino. Bene, rimane solo scuola superiore taldeitali. Cerco informazioni e trovo l'indirizzo. Siracusa. Che fare? Una rapida occhiata su Pagine Bianche, cerco il suo cognome nella città di Siracusa. Nessun risultato, ma Pagine Bianche è un sito intelligente, allarga in automatico il campo di ricerca di appena 15km e trova due risultati, un uomo ed una donna. La legge italiana fa generalmente discendere il cognome del padre, ergo escludo la donna. Clicco su ulteriori informazioni dalla pagina dell'uomo e trovo numero di casa ed indirizzo. Potrei fare una chiamata per sentire se è veramente lei. O magari vado su Guide Michelin, mi faccio il resoconto preciso della strada da fare e la aspetto sotto casa. Una sola cosa è certa: se riesco a risalire a tali informazioni io, immagino cosa può fare chi sa investigare veramente. O chi sa sviscerare internet ben bene.

giovedì 12 novembre 2009

Collisione #0

Ogni persona che cammina sulla Terra lascia dietro di se una traccia. In questo mondo siamo molti (maledettamente troppi, penso talvolta) ed è difficile incontrare tutte le persone che esistono. Ma è anche vero che la nostra società stipata in agglomerati urbani e la nostra longevità ci permette di incontrare molte, molte persone. E molte di queste sono parecchio strane. Bene, potrebbe essere interessante lasciare una traccia quando due vite si intersecano, specie quando lo fanno solo per un istante; emozioni, pensieri, impressioni, tutte a fior di pelle, dirette e pregiudiziali. Le più sincere. Le più naturali. Così lascierò traccia di ogni persona che è in coda avanti a me, che è seduta in treno accanto a me, che fa la spesa con me, e via dicendo. L'impatto in poche righe, ininfluente o devastante che sia, la testimonianza di una collisione.

mercoledì 11 novembre 2009

L'appeso

La corte di Strasburgo s'è pronunciata, ma evidentemente sono tutti dei fottuti comunisti rossi anche lì. In fondo hanno "corte" nel nome, non potrebbe essere altrimenti. Già, questo maledetti reazionari hanno detto di togliere il crocifisso dalle scuole. Le reazioni sono state molteplici. No, non è vero, la reazione è stata grossomodo la stessa: viva la croce, viva Gesù, viva Dio, la corte è Satana. Togliere la croce mina l'identità europea delle radici cristiani, mina la fede. Beh, se l'identità europea viene influenzata dalla presenza di un pezzo di legno incollato ad una statuetta di plastica ed inchiodato ad un muro, forse non è un'identità così forte e radicata. Quindi se ne può fare a meno.

martedì 10 novembre 2009

Non farsi influenzare

Un giorno l'influenza A (aka nuova influenza, influenza suina, influenza H1N1, eccetera) è un'influenza normale, non c'è da preoccuparsi, l'incidenza della morte è addirittura minore rispetto all'influenza normale. Il giorno dopo muoiono praticamente tutti tra atroci sofferenze. Il giorno successivo le sofferenze non erano così atroci, tranquilli, e poi non sono così morti, dai. Il giorno successivo è indispensabile vaccinarsi. E poi ancora tranquilli, non c'è pericolo. Sono infine arrivati ad annunciare in Italia ottocentomila casi. Ottocentomila. Ovvero l'1,5% della popolazione italiana se la dovrebbe esser presa. C'è qualcosa che non va, non mi sembra proprio, 1,5% è una cosa enorme. Intanto la psicosi generale ha portato l'aumento del fatturato dell'Amuchina, tutti ce l'hanno in tasca. Boh. Sono sopravissuto alla mucca pazza, al maiale pazzo, all'aviaria, alla SARS, sopravviverò anche a questa.

lunedì 9 novembre 2009

Il mio sonno

Sono le 3:15, mondo cane. Ho qualche problema a fare una nottata a dormita unica, come i neonati. E quando mi sveglio è sempre un momento delicato: o mi riaddormendo immediatamente o è finita, sono costretto ad alzarmi. Oggi mi è andata male, ed eccomi qua. Il mio obiettivo reale sarebbe quello di riuscire a diminuire progressivamente la dipendenza dal sonno in modo da poter sfruttare appieno le ventiquattro ore di cui è composta una giornata, ma questo non è il modo adatto; svegliandomi a questi orari mi si sbilancia l'equilibrio sonno/veglia, e la sera poi mi viene sonno prima. Di buono c'è che non sono una di quelle persone che se non dormono quattordici ore non connettono, di quelle che quando sono a casa senza impegni dormono talmente tanto che ogni tanto si alzano solo per non sembrare in coma. No, non ho mai dormito tanto, mi accontento delle semplici sei o sette ore di sonno ogni notte, otto se proprio la giornata precedente è stata particolarmente faticosa. Di contro c'è invece il fatto che in qualsivoglia mezzo di trasporto sento l'irresistibile desiderio di scivolare nel sonno. Il ronzio del motore dell'automobile, i sobbalzi regolari dell'autobus. Il peggiore è il treno che riesce a farmi assopire anche quando sono in piedi. Ma purtroppo è inutile; dormire in piedi è estremamente complesso, ad un certo punto si piegano e si rischia di rovinare al suolo. Ed anche in autobus generalmente non c'è posto a sedere o il viaggio è troppo breve per il pisolino. Quindi mi accontento di farmi cullare dall'automobile ed addormentarmi. Questo è uno dei motivi per i quali non guido.

sabato 7 novembre 2009

La dittatura sta per tornare in Italia

Ma non subito. Quando vedremo i treni arrivare in orario, allora ci sarà da preoccuparsi seriamente.

giovedì 5 novembre 2009

Trattato come un cane

Credo che in fondo sia vero che gli animali abbiano sensi a noi sconosciuti. E non mi riferisco ai cani ed ai gatti che sentono i terremoti, no, a qualcosa di più pratico. Infondo, chissenefrega se c'è un terremoto nell'habitat naturale del cane o del gatto. Sono le costruzioni dell'uomo ad aver reso pericoloso il terremoto. Comunque, dicevo, i cani e i gatti capisono bene quando sono in pericolo. Ne ho continua riprova sui treni dove inevitabilmente c'è sempre qualche vecchio o gualche barbone o qualche punkabbestia in compagnia di relativo cane. Lo vedo subito, appena entra mi punta, mi scruta curioso, annusa. Fin qui tutto bene. Poi fa l'errore: si avvicina. Invade il mio spazio vitale. Allora lo guardo con gli occhi socchiusi e puntualmente ogni volta il cane di turno capisce al volo che sta per prendersi un calcio sul muso, quindi si allontana facendo finta di niente ed evitandomi una scomoda denuncia per maltrattamento sugli animali. Anche perchè non si sa mai, i padroni dei cani sui treni non sono mai elementi del tutto raccomandabili. Anche se, forse, sono peggiori le vecchiette dell'alta borghesia del nordest, quelle che al cane mettono la maglietta, il gilet, le scarpine o il berretto. Quelle sarebbero capaci di mordere con i loro denti di ceramica fino a strappare abbondanti porzioni delle mie carni se maltrattassi i loro cani, generalmente di piccolissima taglia. A quei cani non manca veramente niente, cibo per cani, acqua per cani, cuccia per cani, shampoo per cani, internet per cani. Vorrei essere trattato anch'io come un cane, da questa gente. Tutta gente del tipo "ogni cane ha il diritto di avere una casa ed un padrone che gli vuole bene". No. Un cazzo. Ogni cane ha il diritto di vivere nella natura senza diventare un'ameba comatosa domestica su qualche tappeto made in china. Non credo ci provi un gran gusto ad avere un padrone. Generalmente la possibilità di avere buon cibo gratis è data in cambio della castrazione. No, non credo che accetterebbero, potendo scegliere. Poi vabbè, la degenerazione buonista degli ultimi tempi sta portando tutti sullo stesso livello, uomini, donne, gay, negri, ebrei, cani. Perchè i cani sono come le persone. No, sbagliato ancora, per dio. Se i cani fossero come le persone avrebbero il sussidio di disoccupazione, il divieto d'andare in giro col pisello al vento e dovrebbero pagare il biglietto quando occupano un posto sul treno, posto che potrei occupare io che invece il biglietto l'ho pagato. No, non sono come gli uomini, hanno un sacco di privilegi. Come per le donne, tutte queste campagne per la parità andranno a toglier loro tutti i privilegi di cui godono e che non apprezzano e che rimpiangeranno quando sarà troppo tardi. Quindi sono contento. Ben gli sta.

domenica 1 novembre 2009

Uomini soli

È tremendo come certa gente abbia bisogno di contatto umano. Quando io salgo sui treni e mi trovo una carrozza semivuota (ovvero solo quando viaggio a notte fonda o ad improponibili orari crepuscolari) calcolo rapidamente la posizione degli altri passeggeri, sento le sinapsi che macinano calcoli ed algoritmi e mi rispondono alla fine indicandomi qual'è il posto seduto più lontano da tutti. Ed è lì che mi siedo. In tranquillità, senza invadere lo spazio altrui. Ma c'è gente che invece proprio non ce la fa, arriva, vede il vagone completamente vuoto, cammina fino al centro e ti si siede a fianco. Non di fronte, proprio a fianco. Magari appoggiando anche il braccio sul bracciolo comune. Ma questo succede sempre, indipendendetemente dall'affluenza dei viaggiatori sul treno o autobus in questione. Arriva sempre il fenomeno che sente il bisogno di posizionarsi esattamente a due centimetri da te. Sempre. Vi è anche un versione più evoluta della cosa; quando viaggio in treno e mi capita di stare in piedi (ovvero tutti i treni compresi tra l'alba e il tramonto) io mi fermo vicino alle porte, dove si sale e si scende, evitando di stare in piedi in mezzo ai sedili. Le mie sinapsi lavorano e mi portano ad appoggiarmi ad un angolo. Bene. Arriva sempre (sempre) una coppia di persone che si mettono uno alla mia destra ed uno alla mia sinistra, quindi iniziano a parlare. Oppure anche in tre o quattro, tutti a semicerchio attorno a me e parlano, schiacciandomi contro il muro. Perchè, mi chiedo io, non possono andare in uno degli altri tre angoli (vuoti) disponibili e si devono ammucchiare attorno a me? La cosa si manifesta con una gran varietà di persone ma c'è un picco sostanziale con vecchi ed extracomunitari (curiosamente i vecchi extracomunitari ne sono immuni) che arrivano a casi limite in cui la persona in questione non solo ti si mette vicina, non solo ti si appoggia addosso, non solo ti dice "scusi, può chiudere il finestrino che mi da fastidio?", no, non solo, vuole anche parlare. Generalmente è proprio in questi momenti che il mio cellulare squilla e devo proprio allontanarmi di qui per rispondere.

sabato 31 ottobre 2009

Cercate di capirmi

Per certi versi posso anche capirlo. Viviamo in un mondo dove le parole cambiano continuamente il loro significato. Viviamo in un paese dove la verità assoluta è data dai talk show di Barbara D'Urso. Viviamo in una società che non abitua più a pensare. Viviamo in una cultura dettata da Facebook dove i messaggi devono essere lunghi al massimo otto parole con dodici smile. Certo, lo capisco. Ma non riesco a capire come certa gente non arrivi a percepire quando in una frase, in un discorso, c'è qualcosa di più di quello che semplicemente viene scritto o viene detto. Il tono ed il contesto influenzano tantissimo il significato di un messaggio.

George: Ho picchiato il mio gatto.
Injo: Sei uno stronzo.

George: Ho ballato YMCA al funerale di sua mamma.
Injo: Sei uno stronzo...

George: Ho tirato una torta alla mia ragazza.
Injo: Sei uno stronzo, ahahah!

George: Sei una checca. (occhiolino)
Injo: Sei uno stronzo. (occhiolino)

George: Galleggio bene oggi, in piscina.
Injo: Sei uno stronzo.

Visto? Contesto. Tono. Significato. Venendo al nocciolo della questione, ci sono persone che commentano questo blog con accidia senza riuscire a comprendere che, sì, c'è del sarcasmo e dell'ironia dietro e, ancora sì, vi sto prendendo per il culo. Non commentate questo blog, ve lo chiedo per piacere. E se proprio non potete farne a meno, almeno non scrivete stronzate. Nessun essere umano di media intelligenza può davvero credere che queste siano vere contestazioni, eppure c'è chi ha scritto un trattato per dimostrare che mi sbaglio. Oppure non c'è nessun essere umano di istruzione media che può davvero pensare che queste siano davvero motivi a supporto della teoria, eppure c'è gente che commenta credendolo. Evidentemente sopravvaluto l'intelligenza media e la cultura media. Oppure queste persone che commentano sopravvalutano la loro stessa intelligenza o cultura credendo che tutti gli altri siano imbecilli e lasciandosi quindi andare a certi commenti. Comunque ho trovato il rimedio contro questo genere di problemi. Dalla prossima volta, ogni post dal tono ironico lo concluderò con un :)

venerdì 30 ottobre 2009

Gonfio di lacrime

Sto cucinando, con la testa in altre vie. Il sibilo del fornello, il ribollire dell'acqua. E d'improvviso sento il bruciore agli occhi, il gonfiore. E dietro le lacrime. Lacrime provocate dalla solitudine della casa fredda e vuota, dal plumbeo dell'autunno oltre la finestra, dal profumo di cemento umido che si solleva dalle case, l'odore della terra bagnata. Le dita intorpidite dal freddo.

O forse vengono dalla nostalgia di ciò che fu e mai più sarà. Ho incontrato un conoscente uscito improvvisamente dai meandri del mio passato. Non aveva più un volto, ormai, eppure mi è apparso davanti, e si è chiacchierato del più e del meno prima di salutarsi. Frequenta spesso questi luoghi ed ora cerco invano oltre la finestra sperando di incontrarlo nuovamente e parlare di cose futili. Ma non c'è nessuno, fuori nel vento. Ora piove.

O forse vengono dal timore del presente e del futuro, incontrollabili. Gli impegni che si rincorrono, le scadenze che si avvicinano inesorabili e l'incapacità di reagire. Oggi è l'ultimo giorno di pausa che mi prendo, da domani inizio a lavorare metodicamente. E l'ultimo giorno di pausa me lo godo appieno. Ogni volta.

O forse vengono dalla consapevolezza della volatilità delle cose. Questo pranzo che sta cuocendo lentamente avvolto dal vapore, la penombra che ingrigisce e raffredda. I rapporti, le persone, i legami. Preziosi e resistenti come diamanti, ma altrettanto fragili. Non posso abituarmi a niente perchè sono troppo proiettato in avanti, già ne vedo la fine, e allora non ne vale la pena. Alla fine le cose finiscono, o mutano. Fuori non piove più.

O forse vengono da tutte queste cose insieme, una miscela di pensieri ed emozioni troppo forti e travolgenti per poter essere ingoiata in un sol sorso senza conseguenze, un amaro boccone.

O forse è solo che sto tagliando questa fottuta cipolla.

giovedì 29 ottobre 2009

Fahrenheit 2009

Avevo pensato di scrivere qualcosa su certi indici di degrado culturale in Italia, ma poi mi sono detto no, non c'è bisogno, il degrato c'è ed è palese. Ma poi mi sono detto no, chissenefrega porcogiuda, nel mio blog scrivo quello che mi pare. Mi piace discutere con me stesso. Mi arricchisce, a prescindere da chi dei due abbia ragione. Comunque. Un indice del degrado: i testi universitari. I migliori libri dei vari argomenti non vengono più pubblicati in italiano perchè, diavolo, sono di dieci anni fa. Capirai quant'è cambiata la Teoria dei Numeri di base negli ultimi dieci anni. Davenport, Aritmetica Superiore: disponibile in inglese, francese, russo, indiano e non più in italiano da una ventina d'anni. Rudin, Analisi Reale e Complessa: disponibile in inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo, cinese, finlandese, giapponese, indonesiano, indiano, malese, olandese, russo e non più in italiano da qualche anno. Cartan, Théorie élémentaire des fonctions analytiques d' une ou plusieurs variables complexes: disponibile in inglese, francese, tedesco, cinese, giapponese, arabo, russo, turco e mai pubblicato in Italia. Questi sono dei volumi fondamentali nei loro campi, i migliori a livello internazionale, ed in Italia non c'è nessuno che voglia più pubblicarli. Però esistono ventimilioni di copie di Amore 14. In ogni libreria. O di Uomini che odiano le donne e relativi seguiti. L'ho comprato pensando di trovare un po' di sana misoginia mentre invece è un libretto (e una saghetta) dove l'unico modo che ha l'autore per far sembrare intelligente il suo personaggio è fargli risolvere il Teorema di Fermat. Con una soluzione originale. Una bestemmia ed una boiata. Beh, dai fa riflettere. Magari si potrebbe pensare di far scrivere un trattato d'Analisi a Moccia, almeno sarebbe facile procurarselo.

I + U = 3m. Sopra il cielo.

mercoledì 28 ottobre 2009

La verità in tasca

In questi giorni piove. E la chiavetta della 3 è letterlamente morta, ancora. Per la pioggia. Avere sempre ragione non è così bello come sembra.

martedì 27 ottobre 2009

Sei motivazioni a supporto del riscaldamento globale

Motivo 1: Il freddo provoca i tornadi, le bufere, le alluvioni, le inondazioni, l'influenza, il raffreddore, la caccamolle e la broncopolmonite. Siamo così sicuri che sia proprio necessario, questo freddo?
Motivo 2: L'acqua ha la spiacevole abitudine di gonfiarsi quando si ghiaccia, infatti galleggia. Ovvero il volume occupato dall'acqua è minore del volume occupato dalla stessa quantità di ghiaccio. Quindi se il surriscaldamento sciogliesse i poli non ci si dovrebbe sicuramente preoccupare della salita del livello degli oceani, al massimo il questo scenderebbe rivelando nuove terre da colonizzare.
Motivo 3: Prima siete tutti a frignare per la dipendenza da combustibile poi quando finalmente la temperatura si alza, cosa che potrebbe liberarci dalla dipendenza del gas per il riscaldamento, tutti a lamentarsi del caldo. Oh, insomma, ma si può sapere cosa volete? A chi piace il freddo? Gli inverni saranno caldi e le estati bollenti, ma chissenefrega, per le estati c'è l'aria condizionata. E finalmente diremo addio al maglione di lana che pizzica tutto.
Motivo 4: Perchè mai l'effetto serra dovrebbe essere limitato? Sono secoli che le persone costruiscono le serre per coltivarci la frutta ed ora che potremmo avere la frutta coltivata ovunque tutti a lamentarsi. No, dico io, aumentiamolo il più possibile, pensate che dolcezza il sapore del cocomero unito al panettone di Natale.
Motivo 5: Senza contare che una cortina di gas più densa ci proteggerebbe meglio dalla caduta di meteoriti che andrebbero in mille pezzi più facilmente.
Motivo 6: Uno col nome che sembra uscito da un film horror degli anni '70 non può e non deve avere ragione.

lunedì 26 ottobre 2009

Gente comune

Stasera riparte il Grande Fratello. Era ora. E questa volta sarà una edizione speciale, lunghissima, comprendente Natale e Capodanno, con tantissimi concorrenti. Già sta gente fa il trenino tutto il giorno poco dopo essersi svegliati (alle 15:00), m'immagino cosa faranno all'ultimo dell'anno. Forse ci scappa il morto, sarebbe uno scoop non male. Si vocifera qualcosa anche sui possibili concorrenti: un abruzzese ed un trans. Che casualità fortuita! Proprio dopo il terremoto in Abruzzo e proprio durante il ritorno in auge dell'omofobia sui media. Pazzesco com'è strana la vita, cose così non succedono neanche a farlo apposta. Imprevedibile davvero. Lancio una previsione: secondo me ci saranno anche un extracomunitario, Batman ed una ragazza giovane dalle grosse tette.

domenica 25 ottobre 2009

Fortunello


Ancora non ho ben capito se sono stato sorteggiato a caso dal Generatore Casuale o se sono il 999.999esimo visitatore. Comunque non mi interessa, sono ricco gente! Vado a sedermi in poltrona aspettando che mi venga recapitata la mia auto.

sabato 24 ottobre 2009

Rinchiuse

Su internet ci sono talmente tante ragazze date al porno professionale di ogni livello o che fanno le sgualdrine amatoriali ad ogni livello che spesso penso debbano essere la maggior parte. Ma perchè allora non se ne vedono mai in giro?

venerdì 23 ottobre 2009

Tana libera tutti

Per quale diamine di motivo un reato dovrebbe cadere in prescrizione. Ok, va bene, capisco che può sembrare insensato condannare uno che ha rubato una mela venticinque anni fa, ma su altri tipi di reati la prescrizione è assurda. Basta pensare ai reati imputati a Berlusconi. Che sia innocente o meno, fatto sta che frodi di quel tipo sono soggette a prescrizione. O Andreotti, anche con lui è tutto caduto in prescrizione, e sembra ci fosse la mafia in mezzo ai suoi campi d'imputazione. La prescrizione in questi casi è veramente una scemenza. Come dire, se riesci a farla franca per tot tempo allora ti sei guadagnato il diritto di restare impunito. Bravo. A star sotto tocca a me.

giovedì 22 ottobre 2009

Il mio cambiamento, perchè non è avvenuto e come potrebbe avvenire

Le affermazioni spietatamente ciniche e le conclusioni freddamente razionali che escono da questi miei pensieri mi appartengono sempre, ogni giorno. Non scrivo mai qualcosa che non penso, perchè dovrei? È vero però che pure io sono umano, talvolta, quindi non sempre ciò che può essere formalizzato su queste pagine poi si riflette in maniera così fedele sulla realtà e sul mio modo d'essere. Come le mie critiche su sesso, amore e sentimentalismi vari. Diamine, presi a freddo sfido chiunque a trovare falle nei miei ragionamenti. Sono pura logica. Ma è evidente che io non sono un computer, non funziono ad operatori booleani quindi la mie affermazioni non si traspongono sempre pari pari alle mie azioni istintive d'essere organico. Non hai trovato la ragazza giusta, mi dicono. Anche mia mamma tende a fare di queste battutine. Vabbè. Quando io sono nato lei aveva due anni più di me adesso. Sinceramente non mi ci vedo tra due anni sposato, con casa e figli. Tornando sulla questione principale, il fatto che io non voglia farmi coinvolgere al momento in certi tipi di emozioni deriva da fatti indipendenti dal trovare o meno la ragazza giusta. Non sono così schizzinoso. Nel pieno della tempesta ormonale dell'adolescenza avevo già trovato colei che per me poteva essere la massima aspirazione. Almeno al tempo. In quei momenti non avevo neanche la totalità di aggravanti che mi porto dietro ora; ero un ragazzo biondo, alto per la mia età, atletico (ero un nuotatore anche se ora non tocco acqua se non per lavarmi le mani da circa, beh, un bel po' di anni), educato, ed ancora non era sopraggiunto il mio grave caso di cinismo acuto. Al tempo parlavo ancora per primo, diamine. Ora non più. Se qualcuno mi parla, bene, dialogo, sono socievole (nei limiti) e tutto il resto, ma io non parlo mai per primo. Sono dell'idea che se uno non ha niente da dire non deve dire niente. Quindi le discussioni non partono mai da me, a meno che io non abbia bisogno veramente di qualcosa, anche quando ormai sono in confidenza con una persona, la cosa si attenua ma non si estingue mai. Con questo assioma è complesso stringere rapporti duraturi. Senza divagare, dicevo, avevo trovato questa lei. Niente di che, qualcosa di semplice. Non amo la Barbie. Avevo preso in considerazione veramente di metter giù qualcosa di concreto, chessò, dirle qualcosa o fare qualcosa o qualcosa di qualcosa. Qualcosa. Mentre rimuginavo su questi fatti mi sono reso conto della scelta che mi si presentava di fronte. Già al tempo non ero uno che usciva granchè con i coetanei. Avevo la mia cerchia d'amici intorno a casa, e passavamo le giornate per le strade del quartiere o al parchetto, gli ultimi rigurgiti di una società giovane alla Tom Sawyer. Erano tutti un po' più piccoli di me ma chissenefrega, ho passato i momenti migliori forse proprio grazie a questo. I coetanei erano troppo interessati ad attendere i quattordici anni per avere lo scooter, a comprare maglie e scarpe costose, ad iniziare a frequentare i primi locali del sabato sera, fare le prime esperienze corporee. Erano cose che non mi interessavano, così me ne stavo fuori da quel giro. Era questa la scelta che mi si presentava. Arrivare ad un compromesso ed uscire con quella gente di cui non mi interessava niente in posti di cui non mi interessava niente parlando di cose di cui non mi interessava niente solo per potermi avvicinare di più al mio obiettivo, lei. Magari iniziare a dare importanza all'etichetta dei miei vestiti per allinearmi a questi standard. Magari a lei non importava niente, ma non avrebbe funzionato il meccanismo senza questi passaggi. La mia conclusione fu che non avevo la minima intenzione di sacrificare la mia libertà, i miei soldi, le mie idee in merito a certe questioni e la mia coerenza per poter avere quel che speravo. Fatto sta che l'amicizia stretta con questa lei divenne forte e stretta ma semplice amicizia, dissoltasi nelle pagine della storia, come succede a tutto. Se fosse stata davvero quella giusta avresti sacrificato tutto, mi viene detto. Non ci credo. Esistono livelli di dignità personale che forse non sono disposto a mettere in gioco. Dal canto mio credo fosse proprio il momento e la persona giusta. Ancora ad oggi ci penso, un po' rimpiango, un po' mi rattristo, penso che, forse, tornando indietro sacrificherei quelle cose dette in precedenza e rinuncerei all'io di oggi, ma sono momenti, razionalmente, passando la nostalgia, capisco che così non sarebbe. Ho avuto altre attrazioni, ovvio, ma mai nessuna così duratura. Alla fine credo che stringere rapporti intimi con una persona senza scendere a compromessi sia pressochè impossibile, quindi l'accetto, almeno al momento. Sul futuro non si può mai dire. Se proprio un giorno mi renderò conto che la cosa non può essere sopportata forse potrei piegarmi a questo bieco sistema. Ma come si fa a tradire il proprio essere e le proprie idee solo per soddisfare un bisogno? Non so se ci riuscirei. Avrò bisogno dei consigli di Capezzone.

mercoledì 21 ottobre 2009

Senza titoli

Qualche tempo fa hanno arrestato un tizio che ha esercitato da pediatra per qualcosa come vent'anni e nessuno si era mai accorto che pediatra non era, non si era mai laureato. L'hanno beccato solo con le indagini su un bambino morto, che sarebbe morto a prescidere pare. Ma se uno riesce a fare una cosa del genere, per vent'anni, vuol dire che c'è qualcosa che non funziona, qualcosa di profondo. Non funzionano gli organi di selezione, non funzionano gli organi di controllo. Ma soprattutto, se uno riesce a fingere di avere una laurea che non ha per vent'anni senza farsi scoprire, vuol dire che qualcosa non funziona nella laurea in pediatria. Che razza di laurea è una che può essere simulata così facilmente?

martedì 20 ottobre 2009

Caro diario della notte

Non riesco a dormire, devo scrivere. Basta, sono stanco. Davvero. Tutti mi danno addosso, tutti criticano ed io non ho più la forza e la motivazione di un tempo. Stanco. Sì. Lo ammetto, che diamine, ho iniziato solo per cercare una scappatoia veloce dai miei problemi. Non è colpa mia. Avevo le mani in troppe cose e quant'è così si perde un po' il controllo. Sono umano anch'io, cavoli. Fatto sta che dopo qualche tempo ho capito che tutto questo poteva essere di più che una semplice scappatoia: ho capito che poteva essere la mia via. Mi sono lasciato prendere dal dibattito e dal conflitto ottenendo grandi risultati ma senza perdere nulla delle mie vecchia attività, anzi, talvolta le due cose entravano in simbiosi gonfiandosi a vicenda. Successi, sì. Questo nonostante la scorrettezza di coloro che mi circondano sempre pronti ad incolparmi di questo o quel reato, pronti a trascinarmi in tribunale o ad accusarmi di questa o quella nefandezza. So di non essere un santo ma, ripeto, sono umano. Errare è nella mia natura. Mi piacciono i soldi, il potere e le donne come ad ogni uomo su questa Terra, con la differenza che io ho avuto la fortuna di poterne disporre in grande quantità. Sarei stato uno stupido a non approfittarne. In fondo quei soldi potevano diventare miei senza troppi problemi, se fossi riuscito a prendere tempo abbastanza da rendere inutili le indagini. Quelle donne così giovani e belle potevano essere mie se solo avessi dato qualcosa in cambio, un lavoro, un incarico. E perchè non approfittarne, dunque? Si vive una volta sola, meglio godersela. Ho cercato di cambiare le regole del gioco per poter allungare ancora la mia carriera e la mia età d'oro ma questa volta ho forse forzato un po' la mano, le cose non sono andate come previsto. Mi sono incazzato di brutto, lo ammetto, ho perso il controllo. Vorrei non averlo fatto, mi dispiace, ho insultato persone che non lo meritavano solo perchè avevo bisogno di sfogarmi, di designare un nemico da combattere per me e per chi crede in me. Sono stato uno sciocco. La verità è che sto diventando vecchio. Le donne non si accontentano più di semplici regali, ora stanno con me solo per grandi ricompense. La cosa mi rattrista, io amo la conquista ed il corteggiamento. Già, sono vecchio, è ormai inutile negarlo. Per quanto il truccatore, il tricorestauratore ed il plastico possano nasconderlo, e stanno facendo un ottimo lavoro da parecchi anni a questa parte, quei ragazzi, ormai i segni del tempo sono indelebili. Forse non tanto all'esterno quanto all'interno. Non sopporto più la pressione, sbraito e m'arrabbio per un non nulla, non riesco più ad essere subdolo come un tempo, i miei obiettivi segreti diventano presto palesi e di pubblico dominio. Sto perdendo lo smalto. Sto perdendo la motivazione. Molti mi adorano, e mi piace, ma ce ne sono anche troppo che mi odiano, che mi vorrebbero vedere morto, o sofferente. Ciò mi rattrista. Volevo solo far del bene a me stesso e poi a tutti gli altri, non credo di meritare tale astio. Chiedevo solo qualche anno in più, ma mi hanno silurato con qualche ingiusto pretesto. Non lo accetto, ma non ho la forza per oppormi intelligentemente come una volta. Forse devo solo subire. Forse ho fatto il mio tempo. Sono stanco. Spero che un giorno tutto questo finisca e spero di potermi godere una pensione calma nella mia villa senza dovermi coprire costantemente le spalle da fotografi senza scrupoli, senza dover sempre sforzarmi a sorridere in ogni occasione, senza dover sempre mentire. Basta menzogne. Sono stanco. Buonanotte.

S.B.

lunedì 19 ottobre 2009

Buone nuove #12 - Mancinismi

La Consulta boccia il Lodo Alfano. È di sinistra.

Napolitano non interviene. È di sinistra.

La magistratura vuole indagare. È di sinistra.

La stampa estera scrive tutto. È di sinistra.

La Costituzione non piace. È di sinistra.

Santoro parla dei processi. È di sinistra.

Fini richiama al contegno. È di sinistra.

Libico attenta una caserma di Milano. È di sinistra.

L'alluvione distrugge Messina. È di sinistra.

L'opposizione pensa solo alle primarie. È di destra.

domenica 18 ottobre 2009

Un proiettile in testa è inutile senza un cervello

Cattiva mossa quella di Mezzadri e della sua uscita su Facebook "Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?". Ci sono una marea di cose che non vanno. Innanzitutto cose del genere si bisbigliano col collo incassato nelle spalle, guardandosi in giro circospetti, si cospira negli angoli bui nelle nebbiose notti metropolitane e cose del genere. Se le scrivi su Facebook perdi di ogni credibilità, ammesso che un'affermazione del genere possa averne in partenza. È come scrivere un trattato di fisica subnucleare e pubblicarlo su Topolino. Secondo, uno come Berlusconi non può essere ammazzato per un semplice motivo: diventerebbe un martire. E la folla va letteralmente pazza per i martiri. I martiri sono sempre buoni. I martiri sono sempre belli. E Berlusconi avrebbe vinto, il suo popolo lo eleverebbe a divinità per sempre. Per sempre. No, la morte non risolve nulla, in questo caso. Trovarlo vestito da nazista con la lingua nella vagina di una dodicenne, questo sì intaccherebbe per sempre la sua reputazione. Anche se, vista l'adulazione del suo elettore medio, temo sia più facile che diventi una nuova moda. Quindi investite in costumi nazisti, nel caso succedesse: sarete presto ricchi.

sabato 17 ottobre 2009

Strategia anti approfondimento

Guardando i programmi d'approfondimento politico (Ballarò, Annozero, L'Infedele, e basta credo) si nota una trategia comune. Generalmente vengono messi da un lato i rappresentanti filogovernativi e dall'altra gli oppositori. Bene, così immediatamente si capisce da che parte sta quello che parla. Ma guardando queste trasmissioni si vede che tutti gli invitati berlusconiani, a prescindere da quale lato dello studio occupano, hanno sempre e solo una strategia tanto riconoscibile da essere probabilmente studiata a tavolino. La strategia consiste nell'interrompere l'oppositore che parla con argomentazioni inerenti al suo discorso, se ne esistono. Se non ne esistono, si fa qualche analogia del tipo "sì, ma allora voi...", se esistono. Se non esistono si parla di qualcos'altro, qualsiasi argomento è buono, basta sovrastare la voce di chi parla per spingere la regia a cambiare inquadratura. È tremendo. Oltre a questo gli insegnano a sghignazzare insieme, fare faccine serie, scuotere la testa in aria afflitta. E poi, quando tutte le argomentazioni finiscono, l'argomentazione più abusata della storia, la preferita da Lupi e Castelli (e già da questo ricaviamo informazioni interessanti). L'affermazione suona circa così: "Noi siamo il governo, allora cos'è, la maggioranza degli italiani è scema?". Mai una volta che uno abbia il coraggio di rispondere con la verità: "Sì".

venerdì 16 ottobre 2009

Le vecchie ideologie

Ci sono grossi pericoli quando cambiano le parole, o meglio, quando cambia il loro significato. Tu sei lì a fare un discorso con qualcuno e all'improvviso ZAM le parole cambiano significato e tu non riesci più a capire se quello che dici corrisponde effettivamente a ciò che viene recepito dall'ascoltatore. Come cercare di scrivere qualcosa su una tastiera coi tasti scambiati di posto; premi A ed esce W. Genera incompresione. Da ambo i lati.

Boy: Andiamo al cinema stasera?
Girl: Sì! Cosa danno?
Boy: Non so, controllo su internet.
Girl: COS'HAI DETTO SU MIA MADRE?

Berlusconi critica(va) costantemente l'ala più estrema della sinistra (quindi la sinistra in generale visto che per lui sono tutti comunisti) dicendoli troppo attaccati alle ideologie. Anche Veltroni durante la presentazione del suo romanzo (era segretario di un partito ed ha anche avuto il tempo di scrivere un romanzo, per forza poi i risultati sono quelli che sono) spiega che, finalmente, l'ombra del fascismo è morta come sono infine morte tutte le ideologie. Le ideologie. Morte. Sì, questo è vero. Ma come fa una persona normale a credere che sia un fatto positivo? Dietro all'ideologia ci sta un valore morale, un'idea e un concetto in cui si crede, giusto o sbagliato che sia. Se l'ideologia muore, cosa resta della vita e della politica? La politica diventa un modo per rimpinzarsi le tasche e acquisire ancor più soldi e potere, la vita diventa una gara a cronometro di resistenza, last man standing. Ed effettivamente qui siamo giunti.

mercoledì 14 ottobre 2009

Colpito al cuore

Legare l'amore al sesso è tra le cose più sbagliate che si possano fare. Il sesso è puro impulso semplice e naturale finalizzato alla riproduzione, impulso che viene da non-so-quale parte del cervello orridamente primitiva. L'amore è una sensazione evoluta che nasce associazioni, fattori e pensieri più complessi. Tutte quelle trasmissioni televisive del pomeriggio o le riviste per donne frivole sono sempre pronte a sguainare la spada per difendere l'idea che non esiste il sesso senza amore. Niente di più sbagliato, care signore. Anzi, è tutto molto più semplice: salutarsi, denudarsi, timbrare, rivestirsi, congedarsi. Elementare. Strofinii di carne sporchi e banali. L'amore invece dev'essere coltivato, lo vedi nascere e crescere fino a sbocciare in una corolla multicolore o, se non curato abbastanza, avvizzire in un fuscello marcescente. È qualcosa in grado di evolvere ed arricchire le due parti in gioco, cosa che il sesso non è capace di fare. Sono millenni che è sempre uguale, per quanto piacevole possa sembrare. Però, grazie a questi mediocri mezzucci di associare sempre il sesso all'amore come fossero due cose indissolubili rende possibile tappezzare le storie traballanti in cui l'amore inizia ad affieovlirsi; quando cuore e mente non hanno più niente da dire, facciamo parlare gli organi genitali. Anche a causa di questo l'amore si è ormai scisso in due nette categorie: l'amore delle canzoncine pop (che non ha alcun riscontro nel mondo reale) e quello che serve per accoppiarsi e sposarsi e tutto il resto (l'unico che esiste, ormai). Da ciò viene che l'amore, come ho già detto, può essere solo tra uomo e donna generando una realtà in cui esiste una differenza tra etero ed omo, differenza che non esiste in realtà. Infatti pensiamo al solo sesso, unica cosa che ormai interessa in una relazione. Visto che la maggior parte delle volte (che se ne dica) è praticato senza l'amore dietro questo si riduce, come già detto, a strofinii di carni particolarmente irrorate di sangue e terminazioni nervose allo scopo di trarne piacere. Alla luce di ciò, che differenza dovrebbe esserci tra strofinarsi un uomo, una donna, un gatto, un cotechino? Lo strofinio c'è e l'obiettivo si raggiunge comunque come da tradizione insegna la propria mano. È il solo istinto riproduttivo a spingerci generalmente verso il sesso opposto, ma solo percentuale minuscola dei rapporti ha questo scopo. E anche con l'amore le cose non sarebbero differenti: perchè dovrebbe esserci differenza tra provare affetto, affinità ed empatia con un uomo o con una donna? Alla fine l'amore indica l'apice dello star bene che, come ho già detto, non ha alcuna relazione con il sesso. Ma gli etero sono troppo impegnati a dar fuoco ai bar dei gay per rendersene conto. E i gay sono troppo impegnati a vestirsi di piume colorate per il Gay Pride per rendersene conto. Almeno in questo etero ed omo sono uguali.

martedì 13 ottobre 2009

Che ci sia di meglio?

C'è una teoria sociologia pseudoscientifica che asserisce che ogni uomo sulla Terra può raggiungere tramite conoscenze qualsiasi altro con massimo sei passaggi. Ora, siccome ognuno di noi conosce una frazione infima della popolazione terrestre potremmo dire che non si raggiungono mai i sei gradi della teoria. Un tempo per avere l'ordine di grandezza del numero di persone conosciute da qualcuno bastava consultare la sua agenda telefonica, oggi siamo molto più fortunati e possiamo tranquillamente intrometterci nella vita di chiunque per acquisire questo dato. Grazie Facebook. Certo, non tutti hanno un profilo e quindi in realtà gli Amici di qualcuno sarebbero un po' di più. È altresì vero che dovrebbero essere anche un po' di meno visto che generalmente l'utente medio di Facebook aggiunge gente a caso (qualcuno ricorderà il mio esperimento; continuano ad arrivarmi richieste d'amicizia ed inviti vari, nonostante tutto) oppure contatta gli amici della scuola materna tanto per aumentare il numero. Possiamo dire che le due cose si compensano, grossomodo. Adesso, con qualche rivelamento a campione sulla popolazione Facebook noto che il numero medio di amici per gli utenti che lo usano è di 250 che corrisponde al 0,000004% della popolazione terrestre, 0,0004% della popolazione italiana. Cambiamo ora argomento, parliamo d'amore. Questa sensazione tanto abusata si prova quando ci troviamo ad interloquire con persone con le quali abbiamo un particolare picco di affinità. Grazie alla società omofobica in cui viviamo il range di possibili persone amate da qualcuno si dimezza (uomini solo donne e viceversa, gli altri sono casi statisticamente non rilevanti), per persone dello stesso sesso si sostituisce la parola amore con la mia migliorissima amica! se è femmina e con birra se è maschio. C'è da dire che, ipocritamente, tutti gli innamorati/fidanzati/sposati dicono che l'oggetto delle loro attenzioni e quanto di meglio possa esistere. Questo prima di divorziare, di lasciarsi o di vedere la nuova inquilina del piano di sotto. Eppure, è ormai chiaro dove voglio arrivare, ognuno sceglie i propri amori all'interno della ristretta cerchia di conoscenze che è una percentuale tremendamente piccola dell'intera popolazione mondiale. Quindi non solo gli amori tanto decantati non sono a prova di bomba ma è anche possibile che nessuno conosca il vero amore, la persona con cui raggiunge la massima affinità potrebbe trovarsi dall'altra parte del globo, potremmo non incontrarla mai, soprattutto se a queste questioni portate si aggiunge il fatto che la maggior parte delle persone cerca disperatamente l'amore (od un suo pallido simulacro) per poter raggiungere il simbolo di ciò che la tradizione indica come realizzazione (il matrimonio, santo Dio) o più banalmente e più comunemente, per raggiungere gli organi genitali del rispettivo partner. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Un'intera vita illudendoci d'aver raggiunto il paradiso quando si è solo nella quotidiana routine.

lunedì 12 ottobre 2009

Obbligatorio vivere

Non capisco perchè ci sia l'obbligo di mettere il casco in moto o la cintura di sicurezza in auto. Io l'ho sempre fatto anche prima che diventasse un obbligo e la cosa non mi sembra così faticosa da doverci scrivere una legge per costringermi di farlo. Imporre per legge di mettersi le protezioni in auto sarebbe come imporre per legge il maglioncino di lana o la maglietta della salute. Le leggi della mamma. E comunque è stupida una legge del genere, alla fine se uno non prende le dovute precauzioni tende a subirne da solo le conseguenze quindi amen, la prossima volta (sempre ammesso che possa esistere una prossima volta) starà più arzillo. Neanche dire che si debba salvaguardare la razza umana; siamo in costante aumento demografico e lo sfruttamento del territorio è ormai allo stremo, lo sfoltimento dei rami più stupidi (uno che non vuole mettere il casco perchè si rovina l'acconciatura o che non vuole mettere la cintura di sicurezza perchè gli fa fatica non può non essere considerato uno stupido) della società non può che essere un bene per la collettività. Quindi, se siete particolarmente stupidi toglietevi pure le cinture e partecipate alla prossima manifestazione "A cento all'ora contro un platano". La comunità ve ne sarà riconoscente.

domenica 11 ottobre 2009

Breve e limaccioso

Una nuova catastrofe che distrugge le case della gente. Ora tutti quelli rimasti per strada accusano non si sa bene chi perchè "quelle case non a norma andavano distrutte". Già.

Toc toc.
Messinese: Salve.
Ingegnere: Salve, buon giorno, siamo del Comune.
Messinese: Sì, mi dica.
Ingegnere: La sua casa deve essere rasa al suolo.
Messinese: Ma...
Ingegnere: Avanti, esca.

Sarebbero sicuramente stati d'accordo. Certo. Ma per piacere. Sta gente non si rende nemmeno conto di quanto sceme siano le polemiche che creano. Per fortuna che almeno qualcuno ci guadagnerà in popolarità dalla cosa mercanteggiando case nuove in cambio di promesse di voto. Secondo me starà già eseguendo operazioni preliminari di autoerotismo pensandoci.

sabato 10 ottobre 2009

Ah, questo Berlusconi...

Sempre circondato da belle donne.

E sempre con la battuta pronta.

Siamo proprio un Paese fortunato.

venerdì 9 ottobre 2009

Buone nuove #11 - Tutto pronto

L'azienda di Cesare Ragazzi sull'orlo del fallimento. Pronta la cordata del premier.

Berlusconi: "Nulla mi farà tradire il mandato che gli italiani mi hanno conferito". Pronto il Lodo contro la morte naturale.

Consulta: "Lodo illegittimo". In preparazione il lodo per i lodi illegittimi.

Berlusconi infuriato sulla bocciatura del Lodo Alfano: "Queste cose qua a me mi caricano e agli italiani gli caricano, viva l'Italia e viva Berlusconi". Viva l'italiano soprattutto.

Il cardinale Turkson: "Siamo pronti per papa africano". Basta che non sia negro.

Benedetto XVI: "Dio si da gratis". Subito invitato a cena a Villa Certosa.

Sondaggi: sette italiani su dieci stanno con Berlusconi. Gli altri tre faranno una telefonata appena arrivano.

Venditti in Sicilia: "Perchè Dio ha inventato la Calabria?". Perchè il ponte fino alla Basilicata non ci arriva.

Messina sommersa dal fango. I calabresi l'hanno presa troppo sul serio stavolta.

Berlusconi: "Ci stiamo già attivando per la costruzione delle case". In Abruzzo.

Topo Gigio testimonial della campagna di prevenzione contro l'Influenza A. Poi passerà ad Onna a distribuire nuove case.

Visita entusiastica di La Russa ai parà di Kabul. Avanti così, siete una bomba.

Nobel per la pace ad Obama. E non aveva neanche fatto fare le canzoncine.

giovedì 8 ottobre 2009

Guida rapida ai principali bacini elettorali

Chi vota Popolo delle Libertà?
1. I vecchi che per tutta la vita hanno votato destra, vogliono continuare a votare destra ma si trovano nella sfavorevole situazione di vivere in un paese in cui l'unico partito di destra è quello di Berlusconi.
2. I ragazzetti tifosi del Milan e le ragazzette che vorrebbero proprio diventare delle attrici.
3. Gli imprenditori le cui aziende potranno vivere nella scia delle leggi che Berlusconi farà per le sue.
4. Chi considera Feltri e Facci dei giornalisti.
5. Chi si ritiene troppo occupato per interessarsi alla politica e quindi la segue sui telegiornali di Mediaset.
6. Chi è troppo ricco e troppo snob per mischiarsi ai pericolosi bolscevichi sovversivi.
7. Chi vede il leader politico con divina adorazione e fa dure espressioni di disapprovazione quando qualcuno lo prende in giro, ci fa una vignetta o ci scherza su.
8. Chi considera satira quella del Bagaglino e di Striscia la Notizia.

Chi vota Partito Democratico?
1. I vecchi che per tutta la vita hanno votato centro-sinistra, vogliono continuare a votare centro-sinistra ma si trovano nella sfavorevole situazione di vivere in un paese in cui l'unico partito di centro-sinistra è il Partito Democratico.
2. I comunisti afflitti dalla cancellazione del loro partito dal Parlamento.
3. Chi è antiberlusconiano ma al contempo troppo conformista per cercarsi un partito diverso dal più grosso.
4. Chi è convinto che Travaglio sia di sinistra.
5. Chi vede, almeno per le prime due settimane, una svolta nel nuovo segretario del partito.
6. Chi è troppo povero per essere difeso dalle politiche di Berlusconi.
7. Chi è in grado di prenderla alla leggera e con autoironia ma non è in grado di vedere dov'è il limite oltre il quale c'è poco da ridere.
8. Chi crede nel voto utile e chi crede che quello al Partito Democratico sia un voto utile.

mercoledì 7 ottobre 2009

Status uniti

Ormai è tutta questione di etichette. Dopo vari avvenimenti mi sento depresso, ma se lo dico verrei immediatamente classificato nella categoria di emo/dark di turno. Questo perchè i suddetti usano talmente a sproposito parole e concetti da snaturarne il significato e renderli parte di un sistema più grande. Ad ugual modo se sostengo che il nostro premier abbia fatto qualcosa di buono sarei un vile berlusconiano (e mi parlerei più) mentre se dico che questo è uno dei peggiori esseri umani presenti su suolo italico sarei semplicemente un pericoloso bolscevico. Tutto perde di significato se usato a sproposito, se non sei con Berlusconi sei solo comunista, non c'è alternativa, una dicotomia inviolabile scritta nella pietra. Questo detto da chi del comunismo sa solo due cose: che il logo è la falce e il martello e che erano tremendamente ghiotti di bambini. Ed è proprio questo mutare delle parole che fa evolvere la cultura diventata oggi una cultura dell'apparire e del parlare, spesso apparire ciò che non si è e parlare con parole d'altri. Ce ne sono a bizzeffe d'esempi simili: si pensi ai ristoranti cinesi. Quand'ero bambino io era praticamente una vergogna mangiare cinese o giapponese perchè, cazzo, ma non lo sai, mangiano i gatti. Oggi è diventato figo. Tutti dicono che il sushi è così tremendamente buono, inarrivabile. E spesso questa bontà viene da chi neanche l'ha mai assaggiato.

Cameriere: Cosa ordina, signore?
Avventore: Del sushi.
Cameriere: Benissimo signore!
Avventore: Ben cotto, per favore.

Senza contare che il buonissimo viene spesso da altri fattori diversi dal responso del senso "gusto". È pieno di frequentatori di fumetterie che scaricano gli anime da PirateBay e che si sentirebbero vuoti senza poter dire ai loro amici che sì, diamine, il sushi è proprio una bomba. Status, semplicemente status. Io l'ho provato il sushi: puzza di pescheria e tutti i pezzi hanno lo stesso sapore a prescindere dal colore, dalla forma o dal tipo di pesce. La ricerca dello status porta invece ad insaporirlo, forse è proprio questa spezia che mancava quando l'ho assaggiato io: lo status. Ma ne esistono decine di status, tranquilli, ce n'è per tutti! Come dimenticare lo status d'universitario fuori sede che fa tanto uomo vissuto. Si cerca un'università lontana da casa, possibilmente una laurea dal nome altisonante ma dagli scarsi contenuti per poter prendere ottimi voti senza far nulla in modo da rendere felice papà ed evitare che smetta di pagare, si vive in un appartamento con coinquilini dello stesso sesso e si beve birra. Poi ci si cerca una ragazza, possibilmente del posto perchè, accidenti, mica voglio viaggiare di continuo per l'Italia per correre dietro a questa qui che s'illude d'essere qualcosa di più che un semplice marker del mio status. Diamine, ora sono davvero soddisfatto, e come nei film americani ci saranno ragazze strafighe disponibili, grandi auto sportive e feste a base di birra e cocaina. Film come American Pie e simili hanno rovinato un buon numero di generazione di giovani. Ma alla fine, chissenefrega, tu sei soddisfatto per il tuo status e non per quello che hai raggiunto (un'istruzione, conoscenza, cultura, una ragazza, responsabilità), semplici obiettivi da spuntare sulla tua lista per poter un giorno dire "sì, l'ho fatto". Ottimo. Grande soddisfazione dal profilodi Facebook dove si potrà finalmente scrivere studente universitario.

martedì 6 ottobre 2009

Nato morto

Ad ogni trasmissione lo annunciano con tono solenne, in ogni telegiornale è la notizia di chiusura e prima e dopo ogni programma televisivo viene ricordato. No, tranquilli, nessuna edizione straordinaria per chissà quale catastrofe: è solo il passaggio al digitale terrestre. Tutta Mediaset è costantemente attiva per ricordarci di comprare il digitale terrestre perchè tra poco l'analogico non funzionerà più mentre la Rai lo dice solo una volta ogni tanto, quando si ricorda. Cioè: Mediaset (privata) ricorda a tutti gli italiani la cosa, Rai (pubblica) se ne frega. Ammesso questo scambio di ruoli ed ammesso che qualcuno sia veramente terrorizzato dall'eventualità di perdere i programmi Rai o Mediaset perchè sprovvisto del digitale terrestre, andiamo ad analizzare la "nuova" tecnologia introdotta. Il digitale permette di vedere programmi senza il consueto effetto neve o effetto sfarfallio tipico delle trasmissioni analogiche fino ad oggi utilizzate. Migliore qualità dunque, ma a quale prezzo? Semplice: mentre con l'analogico è facile raggiungere un compromesso (non si vede benissimo, ma si vede e mi basta) col digitale questo non si può fare: se si vede, è perfetto, impeccabile, privo di sbavature, ma se il segnale non arriva bene semplicemente non si vede. Magie del digitale. Andiamo oltre: con l'avvento del digitale sono apparsi nuovi canali a iosa. Ad esempio, Mediaset ora ha anche Iris (un canale che trasmette film vecchi, ma non come Rete4, molto molto più vecchi) e Boing (cartoni animati). A me pareva che Berlusconi (o relativi famigliari) non potesse neanche possedere Rete4 sia perchè non poteva avere più di due reti, sia perchè occupava le frequenze di Europa7. Ora ne ha cinque. Vabbè. Andando oltre vi è il problema dell'interattività tanto declamata. Per ora l'unica interattività che ho trovato è sui canali Mediaset; ogni tanto appare una miniatura del logo della rete in alto a sinistra in rosso. Se premi il pulsante rosso potrai godere - udite udite - di uno spot pubblicitario! Miracolo tecnologico! Ma le novità non finiscono qui. Un tempo, quand'ero piccino, c'era Tele+ (mi pare si chiamasse così, non l'ho mai avuto). Al tempo hanno inventato i canali sdoppiati per adattarsi alle esigenze del pubblico, ovvero c'era la stessa rete mandata in onda due volte ma una delle due era shiftata di un'ora. Una cosa ingegnosa in effetti. Vent'anni fa. Eppure oggi ancora ripropongono lo stesso sistema per simulare la flessibilità. Con quello che si è speso per cablare l'Italia intera in digitale, smantellare le vecchie infrastrutture dell'analogico e comprare i decoder, si sarebbe potuto cablare l'intero territorio con una dorsale in fibra per l'internet ad altissima velocità. Non può Canale5 e Canale5+1 ma semplicemente "io arrivo a casa all'ora che mi pare e per guardare quello che voglio guardare lo scelgo da una lista di disponibilità e premo semplicemente Play". Ma sarebbe tutto troppo semplice, meglio adottare una tecnologia morta in partenza e farla passare come innovativa. Interessante soprattutto l'idea di renderla obbligatoria, come se quando hanno inventato la radio FM avessero messo fuori uso la radio AM o quando hanno inventato l'automobile avessero messo fuorilegge la bicicletta. Cose assurde. L'unico motivo valido per attuare lo switch off sarebbe quello di vendere decoder per digitale terrestre. E allora, provate a indovinare di chi è la società che produce i decoder?