venerdì 30 aprile 2010

Sei cose che si deve smetter di fare raggiunti i quaranta

1. Metter l'orecchino. Da ragazzino faceva stato sociale, faceva contro, faceva adulto. Raggiunti i quaranta fa solo disadattato che vive nelle ombre del suo stesso passato. Se poi è una figura professionale a metter l'orecchino, questa perde istantaneamente tutta la sua professionalità. Se poi ai quarant'anni e all'orecchino si aggiungono i modi arroganti, il soggetto in questione dev'essere soppresso.
2. Andare in discoteca. Penso che sia tra le cose più patetiche possibili vedere un quarantenne che non è in grado di accettare l'invecchiamento e si riduce ad andare in discoteca in mezzo a ragazzini che hanno la metà dei suoi anni. Vedere Simona Ventura che fa la zoccoletta al Billionaire e Briatore che il Billionaire lo possiede. Oppure vedere Jerry Calà che fa le serate. Basta. Siete vecchi. È il momento di piantarla. La discoteca è già una scemenza per i quattordicenni, se uno a quarant'anni non se n'è ancora reso conto vuol dire che è un danno sociale ambulante. Deve essere eliminato.
3. Parlare esplicitamente di sesso. Se uno a quarant'anni continua a parlare di fighe e di quella che glielo metterei nel culo usando il linguaggio più esplicitito, schifoso ed imbarazzante possibile è da sopprimere senza fare domande. Veramente sarebbe da sopprimere anche se un certo atteggiamento sopravvive dopo i quindici anni, ma oggi mi sento buono.
4. Mettere la suoneria divertente al cellulare. Di quelle che ti chiamano per nome con le vocine sintetizzate o che intonano una canzone. Di quelle che quando suonano mi sento in imbarazzo per essere anche sono nella stessa stanza. Se uno a quarant'anni spende soldi per scaricare Io sono Virgola, devono essergli espropriati tutti i suoi beni per esser ridistribuiti alla popolazione. Poi dev'essere soppresso.
5. Fumare in pubblico. A parte che uno che a quarant'anni non ha ancora capito che respirare fumi di combustione non è proprio il massimo della salute vuol dire che già è sbagliato di principio. Lo so che negli anni '50 i dottori di paese le consigliavano ai bambini contro la raucedine, ma questi erano gli stessi che estraevano i denti con l'ausilio della vodka. Ma se oltre tutto uno fuma in pubblico appestando tutti quelli che lo circondano con quel fetore tipico, questo dev'essere punito crudelmente. Se volete ammazzarvi fumando, bevetevi un bicchiere di candeggina, o ancor meglio della candeggina in brick. Così non sento l'odore. Dato che della vostra vita non me ne frega niente. Se poi uno fuma in mezzo alla gente in treno con la faccia da furbetto perchè lo sa che non si può fumare in treno ma "io mica mi faccio beccare dal controllore", allora sì, questo dev'essere ucciso.
6. Votare Lega Nord, Forza Nuova o qualsivoglia movimento parapolitico parafascista paraxenofobo. Ma quale democrazia, niente cazzi. Dovete essere uccisi.

mercoledì 28 aprile 2010

Riconoscere uno Stato

Una persona nasce, ad esempio, in Italia. Senza complicarci le cose, i genitori sono italiani. Diretta conseguenza è che il nuovo nato diventa italiano anch'esso così, automaticamente. Questa cittadinanza ereditaria (o imposta?) la trovo limitante per quanto riguarda la mia libertà. Non mi riconosco in un popolo che, potendo scegliere tra grossomodo 20 milioni di connazionali, crede che la sua miglior rappresentanza sia Berlusconi. Ma non mi riconosco neanche in governi esteri, tutti danarocentrici. Non voglio nessuna cittadinanza, ma come fare. Un tempo c'erano gli eremiti che si ritiravano nei boschi o sulle montagne. Oggi i governi controllano tutto il terreno calpestabile disponibile e impongono le loro leggi su di me se sto sul suddetto, anche senza avermi chiesto cosa ne penso, di queste leggi. I governi sono sempre stati intelligenti, hanno capito immediatamente che, dato che l'unico modo per vivere su questo pianeta e stare attaccato alla sua superficie, si sono resi padroni di pezzi di superficie. E, per andare sul sicuro, hanno esteso il loro dominio sulla colonna d'aria sovrastante, sulla terra sottostante e sul mare tutt'attorno. Se io volessi vivere fuori da questo sistema politico, come potrei fare? Occupare qualche piattaforma petrolifera in disuso nelle acque interazionali dichiarandola nazione indipendente legalmente funziona, finchè non ti silurano (non sto scherzando). No, non credo ci sia modo per inaugurare una nuova nazione, un nuovo modo di vivere e di pensare il mondo, un barlume di cambiamento. L'unico metodo è vegetare ai margini della società e scrivere le proprie riflessioni su un blog senza vasto pubblico.

martedì 27 aprile 2010

Il mio estremismo inevitabile

Mi rendo perfettamente conto che certe idee o posizioni espresse in questa sede spesso possono essere giudicate estreme, incostituzionali o assolutamente assurde. La spiegazione è facile e deriva da diversi motivi. Innanzitutto, spesso si tratta di provocazioni, giochi sull'uso sconsiderato delle derivazioni logiche e cose di questo tipo. La seconda motivazione è la stanchezza. Quando vedo Barbara d'Urso che piagnucola in diretta perchè c'è stata questa o quell'ingiustizia a simbolo di tutto il buonismo sterile del mondo, allora qui mi incazzo e mi viene da assumere posizioni totalmente razionali sulla vita degli esseri umani e abbastanza comunemente vorrei picchiare la conduttrice con un grosso sasso. Se si piange tanto perchè due ragazze sono morte travolte da una frana mentre prendevano il sole sotto una caverna di roccia pericolante mi rendo conto che per familiari e conoscenti può esser stata una tragedia ma questo non può e non deve essere una notizia di rilevanza nazionale perchè dopotutto non ci si può far niente, nonostante tutte le storie che ne vengono fuori (sempre dopo) circa la sicurezza di quella parete rocciosa, chi ne rivendica la segnalazione della sua pericolosità e cose del genere. Nel 2009 il tasso di mortalità è stato del 10.72‰ che fanno grossomodo 1500 persone al giorno; vogliamo farne una tragedia per ognuno? La morte è un processo naturale e dobbiamo farcene una ragione. È la clausola scritta in piccolo sul nostro contratto di vita. Tornando all'argomento principale, c'è una terza motivazione: compensazione.

Mi son fatto prestare l'Arca da Noè per illustrare più facilmente l'idea. Il quadrato blu è il mare, la riga azzurrina è la traccia lasciata dalla colomba che va sulla terraferma (o qualsiasi uccello sia, non conosco bene la Bibbia). L'Arca deve seguire la traiettoria ma non ha le vele nè il motore ed è molto pesante (è piena d'animali). Trasportata dalla corrente marina, l'Arca devia dalla sua traiettoria. Allora Noè, abile marinaio, deve correggere la rotta puntando verso il puntino rosso per poter ritornare a seguire il gabbiano e giungere alla terraferma. Ma se la corrente marina fosse molto più deviata rispetto alla rotta da seguire, Noè dovrebbe puntare estremamente lontano per compensare questa spinta e tornare a seguire la rondine come mostra la figura seguente.

Questa è una metafora o qualcosa del genere. L'Arca è la situazione attuale. La corrente marina è la degenerazione di tutti i mali del mondo (la guerra, la corruzione, la musica house, eccetera). La rotta da seguire tracciata dal pellicano è la condizione di normalità senza eccessi dove anche uno come me vivrebbe bene. Io sono Noè. E il puntino rosso è la mia presa di posizione.

lunedì 26 aprile 2010

#4 - Cuore ad orologeria

Sally McGregor era un ingegnere meccanico ed aveva una trentina d'anni, era piuttosto carina per gli standard delle donne meccanico e guadagnava piuttosto bene ma non riusciva ugualmente a trovare un uomo che se la volesse sposare. Quindi non le restava che passare tutte le giornate chiusa nella sua officina o laboratorio a creare e sperimentare nuove macchine e nuovi marchingegni. Un giorno creò una scatola parlante in grado di rispondere coerentemente con dei beep alle domande che le venivano poste. Solo allora Sally si accorse di quanto era patetica, gettò la scatola nel cestino e decise di non entrare mai più in quel laboratorio. Sally non si era accorto che la macchina era in grado di apprendere, e la macchina apprese. Imparò a parlare ascoltando, a leggere guardando, a pensare in qualche modo non proprio chiaro. Imparò anche a ripararsi e, dato che l'unico modello era il poster di Ricky Martin, la macchina si costruì le gambe e le braccia e una faccia da Ricky Martin. La pelle in silicone era veramente verosimile e un giorno decise di uscire dal laboratorio. Quando Sally vide quell'uomo dall'aspetto gommoso simile al suo cantante preferito di quando aveva dodici anni provò subito ad approcciare. La macchina era piuttosto inesperta e questo inteneriva Sally che se ne innamorò presto e altrettanto presto confessò il suo amore. La macchina imparò a provare emozioni, ma l'amore non lo conosceva. Decise di informarsi sull'amore dal mezzo d'infomazione principale, la televisione, e scoprì l'amore. La macchina si costruì un pene in silicone di discrete dimensioni. La mattina successiva Sally fu trovata morta soffocata in un mare di schiuma espandente cementificante.

venerdì 23 aprile 2010

Ti risolvo qualche grana, Mariastella

Ci sono un sacco di laureati e c'è poco lavoro. Ecco un metodo per risolvere il problema: togliere l'obbligo scolastico. Il problema si risolverebbe autonomamente. Ci sarebbero molti meno laureati (e diplomati), il lavoro specializzato per questi sarebbe meno rado e ci sarebbe un sacco di manodopera per "tutti quei lavori che nessuno vuole più fare". Inoltre la gente ci penserebbe due volte prima di iscriversi al liceo scientifico "perchè lascia aperte davvero tante strade". O prima di iscriversi ad economia "che tanto dopo papà mi fa lavorare nella sua ditta". Una bella scrematura radicale. Certo, l'ignorantizzazione (non credo che esista, come parola) sarebbe rapidissima, ma chi è causa del suo male pianga se stesso. L'istruzione dovrebbe essere totalmente pubblica e totalmente facoltativa in modo da dare a chi vuole la possibilità e a chi non vuole, vabbè, ciao, sarà per la prossima. L'unico rischio di un popolo ignorante sarebbe che non sarebbe più in grado di ragionare razionalmente e finirebbe per eleggere al governo uno come Berlusconi. Quindi.

lunedì 19 aprile 2010

#3 - Le strade di Dio

Brock Rockford era un dipendente governativo da centomila dollari l'anno con una modella di intimo per moglie, una villetta di proprietà ed uan Porsche color argento. Un giorno ebbe il sospetto che la moglie se la facesse con tutta la squadra locale di football, probabilmente in contemporanea. I suoi sospetti si rafforzarono quando trovò Tom Leone se cavalcava la moglie sull'erba dello stadio. Senza arrabbiarsi troppo Brock pestò Tom così forte da spedirlo all'ospedale. Caso vuole che Tom fosse il figlio di tale Salvatore Leone, capofamiglia di una certa casata mafiosa della zona. Caso vuole che la villetta di proprietà di Brock Rockford prese fuoco quella stessa settimana. Successe per cause naturali, a questa conclusione giunsero le investigazioni del commissario Sam Leone. Per dare un taglio col passato Brock decide di trasferirsi e farsi una nuova vita. Entrò in banca e scoprì che la moglie aveva ritirato tutto il contante possibile, ovvero tutto. Mentre incassava il colpo, all'esterno un negro di origini nigeriane gli stava rubando la macchina. Quella serà Brock Rockford si trovò a contemplare il cielo dalla finestra opaca di un motel da quattro soldi infestato di muffa e strani insetti che non aveva mai visto. “Dio, dammi un segno per il quale dovrei continuare a vivere”, disse, e tutto tacque. Forse Dio aveva da fare, fatto sta che Brock si portò la pistola alla tempia e premette il grilletto. Tutto tacque; la pistola era inceppata. “Un segno di Dio”, si disse Brock, ed allontanò da se la pistola lanciandola sul comò pronto a rincominciare una nuova vita. Nell'urto col comò partì un colpo dalla pistola che colpì Brock nell'occhio destro ed uscì dal retro del cranio schizzando cervello su tutta la parete. Evidentemente Dio aveva davvero da fare. Fatto sta che Brock morì con la certezza che Dio volesse salvarlo e l'impresario delle pompe funebri bestemmio avidamente per rimuovere quel sorriso da idiota compiaciuto pietrificatosi sul suo volto col rigor mortis.

venerdì 16 aprile 2010

Dilemma zombie

È un peccato che uno dei protagonisti dell'universo horror/fantasy sia condannato all'estinzione e a sua volta condanni all'estinzione tutta l'umanità. Vediamo un po'. Uno zombie non mangia un altro zombie. Eh, mica sono dei mostri cannibali. Però lo zombie mangia gli umani. Non è colpa sua, gli piace semplicemente quel sapore. Ma quando uno zombie morde un umano, questo diventa uno zombie a sua volta. Quindi gli zombie, poverini, non possono mai finire un pasto in pace senza violare la convenzione di non mangiare qualche suo simile (e ciò spiega anche il perchè della loro fame così vorace). Ne viene che questa popolazione zombie deve continuamente mordere nuove persone generando nuovi zombie che morderanno nuove persone. La popolazione degli zombie crescerà esponenzialmente. Bene, la riflessione è finita qui, si può tranquillamente smettere di leggere senza perdersi niente di che. Ma siccome io sono io devo andare avanti. Dunque, la diffusione degli infetti I sui sani S è regolata da questo sistema.

dove N è la popolazione totale, r il tasso di propagazione, μ il tasso di mortalità umano, ν il tasso di mortalità degli zombie. Allora, supponendo che il tasso di mortalità degli zombie sia molto basso (sono già morti, che diamine) i punti di equilibrio del sistema sono i seguenti.

Il primo indica l'assenza di zombie. Vabbè, se non ci sono zombie, niente accade. Ma basta mettersi vicini a tale situazione (anche con un solo zombie) per vedere che questo è un punto instabile, ovvero che la situazione evolve inesorabilmente verso il secondo punto, ovvero un'enormità di zombie e pochissimi umani sani. Arrivati al limite di zero umani sani, gli zombie non hanno più da mangiare. La situazione è regolata dunque dalla seguente equazione.

Il suo unico punto di equilibrio al quale si tende sempre è la situazione in cui non ci sono più zombie. Quindi, umani finiti, zombie finiti, il mondo è disabitato. Fine della civiltà.

A meno che gli zombie non riescano a riprodursi. O magari a diventare vegetariani.

giovedì 15 aprile 2010

Questa libertà

Mi chiedo cosa sia effettivamente la tanto decantata libertà di cui si parla tanto nelle politiche di ambo le parti. Cioè, analizziamo la vita media di una persona. Questa nasce e finisce nella scuola dell'obbligo. Vabbè. Passa i diciott'anni e si finisce a lavorare (oppure studia un po' e finisce a lavorare oppure va a rubare). Ora, la giornata contiene ventiquattro ore. Otto ore si dorme. Otto ore si lavora. Rimangono otto ore per mangiare, andare e tornare dal lavoro, fare la fila in banca e tutte le altre mansioni. Mi chiedo cosa sia davvero la libertà di cui si sta parlando. Avere la possibilità di decidere di passare un paio di mesi seduto a studiare qualcosa (qualsiasi cosa, anche economia) per semplice piacere, questa sarebbe libertà. Avere la possibilità di decidere di viaggiare, di costruire, di inventare, di scrivere, di parlare, questa sarebbe libertà. Avere la possibilità di dare tutto ciò che possiamo dare in modo da poter in cambio ricevere tutto ciò di cui abbiamo bisogno e tutto ciò che vogliamo usare, esaminare, studiare, questa sarebbe libertà. Avere una unità di misura del valore della vita diversa da una lettera tranciata da sbarrette ($, €, £, ¥), questa sarebbe libertà. Con la libertà che ci offrono adesso ci consentono solo di scegliere di quale morte morire.

mercoledì 14 aprile 2010

Creature contro il Creatore

Sono stati ottenuti embrioni umani con il Dna di tre persone, due madri e un padre, per evitare la trasmissione di malattie ereditarie. Il risultato, pubblicato su Nature, è stato ottenuto in Gran Bretagna, nell'università di Newcastle.
Ansa.it
Stavolta Dio si incazza davvero.

martedì 13 aprile 2010

lunedì 12 aprile 2010

#2 - Troppo sintetico

Derek Fishwater era un ragioniere di Toronto. Viveva in una bella casetta fuori città con la moglie Michelle che lui chiamava nell'intimità 'la mia morbida scoiattolina'. Non la chiamava quasi mai 'la mia morbida scoiattolina' dato che ormai i loro momento di intimità andavano assottigliandosi come lo stato d'ozono sopra le loro teste. L'assottigliamento dello strato di ozono fu una delle principali cause del melanoma che portò Derek alla morte, parecchi anni più tardi, ma al momento Derek era vivo, la salute era ok quindi l'ozono non recita un ruolo rilevante nella storia. Un giorno tra la posta trovò un volantino plastificato dai colori sgargianti che consigliava l'acquisto di una prolunga in gomma per il pene allo scopo di “offrire alla vostra partner l'emozione di qualche centimetro in più”. L'opuscolo pubblicizzava anche vagine di gomma per i momenti solitari, film con ragazzine orientali vestite da scolarette ed altri articoli di questo tipo. Derek decise di orinare la prolunga in gomma per il pene e, per ammortizzare le spese di spedizione, ordinò anche la vagina di gomma, il film delle giapponesine e qualche altro articolo. Una volta arrivati Derek sperò subito di riaccendere la passione nel suo matrimonio facendo una sorpresa alla moglie. Questa, vista la prolunga di gomma, colpì Derek allo stomaco con una ginocchiata e tornò da sua madre. La prolunga in gomma per il pene era color blu cielo. Depresso per la spesa inutile, Derek usò la vagina di gomma per i momenti solitari. Il pene di gomma scivolava dentro la vagina di gomma e tutto sembrava funzionare correttamente, ma la cosa non era particolarmente piacevole. Derek morì di melanoma.

sabato 10 aprile 2010

Cos'è l'intelligenza

L'intelligenza è una qualità così rara ed agognata che la gente comunque ormai fantastica su di essa con le argomentazioni più disparate ed incredibili. Innanzitutto l'intelligente è uno che gioca a scacchi, risolve all'istante i problemi di matematica, finisce i Sudoku in tempo record e sa fare il cubo di Rubik, tutto questo all'età di undici anni. Ecco, sfatiamo il mito. L'intelligenza non so se è una cosa innata, questo lo lascio decidere a qualche personaggio con una laurea di poco conto tipo la psicologia (se gli rubo anche questa possibilità, cosa rimane loro da fare, poverini?) ma sicuramente è una cosa che viene alimentata. Se Einstein fosse nato nel Congo, difficilmente avrebbe pensato alla teoria della relatività. Se prendiamo tutti i neonati del mondo e li mettiamo davanti ad una scacchiera, più della metà di questi soffocherebbero cercando di mangiare un pedone e i rimanenti soffocherebbero cercando di mangiare l'alfiere. Anche per quanto riguarda la matematica è così. Avevo già parlato da qualche parte di quanto fosse triste che uno scrittore, per far sembrare intelligente il suo personaggio, dovesse fargli trovare una soluzione originale dell'Ultimo Teorema di Fermat, uno dei problemi più incasinati della storia risolto pochi anni fa (mi pare fosse in un libro tipo Uomini che odiano le donne o qualcosa del genere). Il problema è che quest'immagine utopica dell'intelligente richiede l'onniscenza perchè neanche i matematici, quello che lo fanno da tutta la vita, sanno tutto della matematica. È tecnicamente impossibile data la vastità del campo. Così chi vince a scacchi non ha un supercervello, è solo uno che si allena continuamente, gioca milioni di partite ed alla fine riesce a prevedere le mosse dell'avversario e ad evolvere la sua strategia mossa dopo mossa. Chi sa fare il cubo di Rubik è solo uno che sa applicare quel dato algoritmo dopo un'attenta analisi della configurazione iniziale, e magari lo sa fare piuttosto velocemente. E chi fa matematica è uno che studia come chiunque altro e se qualcuno sa risolvere ogni problema di matematica, beh, è uno che mente probabilmente. Ripeto, se Galois fosse nato in Congo, difficilemente avrebbe trovato tempo per la sua teoria delle equazioni. Io studio matematica ed è pieno di idioti nelle aule, magari con un'incidenza diversa da, che ne so, un corso di economia o di scienze politiche, ma ci sono comunque. Per inciso, ecco le reazioni più comuni della gente nel venire a sapere che studio matematica.

1. Eh sì, sei sempre stato bravo.
2. Odio la matematica.
3. Ma dopo che lavoro fai?
4. Ti piace insegnare?
5. Perchè?

E allora cos'è l'intelligenza? È avere pensiero ampio e saper valutare le possibilità, è non ammirare qualcuno perchè è stato rinchiuso in una casa orwelliana, è non lasciarsi abbindolare a chi fa pressione sui più bassi istinti per diventare il tuo rappresentante, è sapersi fare delle domande e sapersi dare delle risposte, è capire che ciò che è non è ciò che deve essere, è riuscire a violare gli schemi della convenzione. Ma principalmente è essere curiosi e mettere in dubbio qualsiasi cosa.

giovedì 8 aprile 2010

Inaspettatamente aspettato

Mentre la mia mente vagava nel vuoto, ho afferrato un pensiero interessante. Mi sono reso conto di quanto sia aspettato l'inatteso e contrariamente di quanto sia inaspettato il prevedibile. Tutto il mio pensiero si snoda intorno ad una lettura di un bel po' di tempo fa (Guerre del Mondo Emerso di Licia Troisi nello specifico, che non so neanche di preciso la motivazione per la quale lo acquistai dato che odio profondamente i romanzi per ragazzi in ambientazioni fantasy partorite dalle menti di giovani scrittori cresciuti a pane e Dungeons & Dragons ed incapaci di fare il benchè minimo sforzo d'immaginazione per riuscire a capire che un mondo di fantasia non deve vivere obbligatoriamente sotto il rigido vincolo della divisione netta tra maghi, guerrieri e ladri). Sto libro è una specie di trilogia, anche se l'ho comprato in un volume unico, e nel primo libro, praticamente all'inizio, c'è il classico scambio tra il ragazzo e la ragazza. Il solito, dai: siamo cresciuti insieme, ti amo, non me ne ero mai accorto, scappa via perchè ti devo ammazzare, no non voglio ti amo, scappa ti ho detto, ok. Classica introduzione dei libri per ragazzi scritti da donne, insomma. In conclusione il ragazzo scappa e fine. Già attendo il ritorno del personaggio, dato che è stato ben costruito nel suo passato e nelle sue relazioni con altri personaggi, aspetto il colpo di scena prevedibile ma d'obbligo, che so, la ragazza protagonista in pericolo ed ecco che lui, da-dam, torna col cavallo bianco e i capelli al vento e la salva. Invece niente. Il personaggio scappa veramente e no nsi fa più vedere ne sentire per tutto il resto del libro. Il suo "amore più grande della sua stessa vita" se l'è lasciato alle spalle sapendolo in balia di una potente organizzazione criminale senza troppi problemi. Ciò mi ha spiazziato. Mi aspettavo il colpo di scena prevedibile in libri di questo genere e invece sono stato colto di sorpresa da ciò che dovrebbe essere normale e coerente in una storia. O che, almeno nella vita reale, lo sarebbe. Sono entrato in paranoia. Meglio la delusione di attendere l'inatteso e non vederlo arrivare o la delusione di non attendere l'atteso e vederlo arrivare?

mercoledì 7 aprile 2010

Icaro cade se c'è troppo sole, noi invece...

Primo volo storico per aereo solare
Un'ora e mezza nei cieli per viaggio sperimentale
Ansa.it
Ma voi vi fidereste di un aereo ad energia solare? Io non credo. Passa una nuvoletta e ti trovi spalmato diecimila chilometri più in basso.

martedì 6 aprile 2010

Grammatica di un certo peso

Il nostro maggior partito di governo si chiama Popolo della Libertà. Glissiamo sul populismo che richiama il nome ed osserviamo come dev'essersi fatto un errore di tipo sintattico nel creare il nome ed il logo. Infatti si chiama della libertà, non delle libertà. La cosa è ben differente; la prima fomula implicherebbe che un voto per questo partito sarebbe un voto per la libertà mentre un voto per gli altri sarebbe un voto contro la libertà. Tale fatto è alquanto ironico, alla luce dei fatti. La seconda espressione è invece ben differente. Vuol dire che è quel partito, se vince, si prenderà delle libertà, non è dato sapere quali. Magari si prende la libertà di andare a zoccole o di farsi qualche legge su misura o di rubare un po'. Allora, Silvio, tu che sei onesto e io credo nella tua onestà, perchè non correggi il logo? Quando leggerai questo intervento sentiti pur libero di lasciarmi un commento. Ciao.

lunedì 5 aprile 2010

#1 - Un buon motivo

Jack Jackson viveva nell'Illinois meridionale, aveva una moglie, un figlio, una Cadillac verde smerando ed una mentalità piuttosto all'antica. La sua devozione al vessillo a stelle e striscie era totale. “L'america è invincibile”, diceva. Poi ci fu la guerra nel Vietnam ed un gruppo di indigeni armati di canne di bambù sconfisse la macchina militare statunitense. “Beh”, si disse Jack Jackson, “almeno posso antora contare sulla moralità del nostro governo”. Poi ci fu Nixon, il Watergate ed altri noiosi contrattempi. “Almeno posso ancora contare sulla mia donna che sta in cucina a preparami il pranzo quando ho fame”. In realtà sua moglie partecipò attivamente nel lancio di reggiseni durante le rivolte femministre sparse per lo stato. “Beh”, si disse Jack, “per lo meno gli abominevoli froci sono ancora ripudiati come il cancro di questa società”. Ma gli abominevoli froci vennero ben presto tutelati dalla discriminazione proveniente dal fatto di essere abominevoli froci dalle leggi federali. Jack Jackson non era contento di questi cambiamenti e non voleva più scendere a compromessi. Quindi, per stare sul sicuro, si disse: “almeno non abbiamo un negro come presidente.” Lo trovarono morto suicida con i gas di scarico della sua Cadillac verde smeraldo in una notte di novembre.

domenica 4 aprile 2010

10 romanzi brevi

La lettura è ormai un passatempo riservato a pochi. La lettura fatta per puro piacere, non quella fatta per far vedere che si sta leggendo un certo libro, per entrare in una certa cricca di persone che hanno letto un certo libro o per poter sbandierare al mondo quello che si è letto in un dato libro. Il problema è che alla gente non piace passare un paio di settimane per leggere una storia quando un film in un'ora e mezza te ne serve una con in più gli effetti speciali e qualche scena di sesso. D'altra parte ci sono i libri realmente inutili, quelli che li leggi e poi ti accorgi che se l'autore si fosse limitato a riassumere in mezza paginetta di Word il succo della storia, sarebbe stato tutto molto più semplice ed efficace perchè sviluppare quel succo in un tomo da quattrocento pagine ha avuto il solo risultato di far odiare l'idea stessa a causa della sua lentezza di sviluppo. Per ovviare a questi due problemi ho scritto dieci romanzi brevi, ma brevi per davvero, che entrano nella mezza paginetta di Word di prima. Così chi ha fretta legge la storia in pochi istanti e se ne compiace, d'altro canto evito di cadere in prolisse deviazioni letterarie. È un'idea piuttosto interessante ed è tutta mia. Lunga vita a me, urrà urrà.

I romanzi saranno pubblicati ogni lunedì e saranno, ma tu guarda, dieci. In realtà sarebbero nove più un ultimo speciale ispirato o tratto da una storia più o meno vera. Gli altri spazieranno dallo storico, al thriller, al fantascientifico. Nonostante il tono generalmente idiota e scanzonato, ogni romanzo riassume in sè una profonda morale, personaggi complessi, intense storie d'amore, effetti speciali, scene di sesso e qualsiasi altra cosa si voglia trovare. Leggeteli, capiteli, viveteli. E consigliateli ai vostri amici!

PS: Sono gratis.

sabato 3 aprile 2010

Voto di protesta

Silvio Berlusconi è un genio purtroppo. Probabilmente è un genio del male, ma è pur sempre un genio. Anche Fabrizio Corona è un genio. E anche quelli del Grande Fratello. Sono geni perchè riescono a sfruttare le debolezze della gente, gente stupida che non ha abbastanza cervello da rendersi conto nelle mani di chi si sta mettendo. Non è Corona ad essere un idiota, idiota è che lo paga a cinque zeri per metterselo nel locale per una sera, chi paga a tre zeri per entrare a vederlo e suo babbo che gli da quei soldi (dato che uno che paga a tre zeri per vedere Corona difficilmente è uno che i soldi se li guadagna). Il ragionamento si estende a tutti i precedentemente menzionati ed anche ad altri.

Silvio: Volete le tasse?
Popolo: No!
Silvio: Volete i comunisti?
Popolo: No!

Grazie a questa sua genialità, Silvio Berlusconi ha vinto in parecchie regioni. Probabilmente è un caso che abbia vinto nella sue regione d'origine, nella più leghista e nelle più mafiose, ma probabilmente ha contribuito anche la sua campagna elettorale con sorriso carismatico a 64 denti (il sistema a 32 denti ormai non bastava più). Ha un dono innato nell'ammaliare le folle anche grazie all'assenza di scrupoli e di dignità umana che mette in tale attività. Raggiunge livelli di bassezza tale che è tecnicamente impossibile non dargli retta.

Silvio: Volete un pugno sui denti?
Popolo: No!
Silvio: Volete il cancro?
Popolo: No!

E infatti ha promesso che debellerà il cancro nei prossimi tre anni. A prescindere da quanto possa dipendere questo da elezioni politiche (e quindi a maggior ragione da elezioni regionali) quelli nati a fine giugno/inizio luglio si sono profondamente risentiti ed hanno optato per il voto di protesta per il partito più scemo presente sulla scheda elettorale. Caso vuole che il partito più scemo fosse proprio il PdL, quindi Silvio ha vinto.

giovedì 1 aprile 2010

Paradossi

Questo è un pesce d'aprile.