martedì 30 giugno 2009

lunedì 29 giugno 2009

Cre(t)azionismo

George: Cos'è questo, signore?
Dio: È un pianeta. Guarda come galleggia bene nel vuoto!
George: Splendido, signore.
Dio: George.
George: Sì?
Dio: Sono annoiato.
George: Potrebbe creare qualcos'altro. Qualcosa di più complesso di una palla galleggiante.
Dio: Passami la creta.
George: Eccola, signore.
Dio: Mi è venuta un'idea in mente. Creerò degli esseri da posizionare sul mio pianeta.
George: Degli esseri?
Dio: Sì. Sono stanco di creare cose inanimate che rimangono uguali per millenni. Ora voglio creare qualcosa che viva.
George: Sembra una buona idea, signore.
Dio: Guarda: due gambe forti per muoversi velocemente, due braccia possenti per poter lavorare e costruire. Poi qui ci metto una pallina che servirà a percepire il mondo. Vista, olfatto, tatto, udito e già che ci siamo anche gusto. Qui inseriso quest'altra pallina che servirà per pensare, immaginare, scoprire, inventare. Al centro del torace inserisco tutta la componentistica per farlo fuzionare al meglio, sistemi idraulici, alimentazione, sistemi rigenerativi, depuratore, gestore delle scorie. Eccolo, non è fantastico?
George: Sì, sembra un bel progetto.
Dio: Ora irrobustisco le gambe così che possa correre veloce come il vento, rafforzo le braccia così che possa spostare le montagne, affino i sensi così che nulla possa sfuggirgli. Questo cervello sarà la cosa superiore che abbia mai creato, gli permetterà di trovare risposta a qualsiasi domanda. Quest'essere sarà un grande inventore, così grande che niente e nessuno potrà schiacciarlo, sarà indipendente, invincibile, immortale, non avrà bisogno di nessuno, sarà più forte di un...
George: Cosa?
Dio: di un...
George: Di un dio, signore?
Dio: Già. Sai che ti dico? Non mi convince. Butta tutto nella spazzatura e passami dell'altra creta.
George: La creta è quasi finita, devo uscire a comprargliela?
Dio: No, tranquillo. Mi bastano questi pochi scarti, questa volta.

domenica 28 giugno 2009

Buone nuove #1 - Politica intestinale

Berlusconi all'opposizione: "Questa campagna di menzogne e spazzatura". Come la sua del 2006 a Napoli.

Franceschini: "Non posso riconsegnare il partito a quelli che c'erano prima di me". Lo distruggerà personalmente.

Berlusconi: "Contro di me solo spazzatura e fango. Gli italiani mi vogliono così". Coperto di spazzatura e fango.

Annunci su internet, organi in cambio di soldi. Si inasprisce il caso Bari.

sabato 27 giugno 2009

Distogliere l'attenzione

Non è vero che Il Giornale è di parte, le notizie le da sempre. Magari poi cerca di distogliere l'attenzion... ehy, guarda, una scimmia a tre teste!

giovedì 25 giugno 2009

Il castoro ha la diga

Ancora un piccolo ritocco e poteva essere candidabile alle europee.

mercoledì 24 giugno 2009

Late in Italy

Nonostante sia la mafia la cosa di produzione italiana più esportata (e copiata) all'estero, c'è sempre un gran da fare per proteggere il cosiddetto Made in Italy. Ultimamente battaglie sempre più dure vengono combattute per lottare contro la produzione e la vendita di prodotti contraffatti. Allora, passi per i prodotti alimentari che comunque l'etichetta d'originalità serve a conservare il buon nome d'un prodotto oltre che a garantire una determinata genuinità della produzione (cosa che difficilmente una contraffazione potrà avere), ma, a mio modesto parere, se uno spende 900€ per un paio di scarpe e viene truffato dal venditore che gli rifila una copia contraffatta, beh, gli sta sicuramente a pennello. Che poi, alla fine, la copia contraffatta è uguale all'originale, in fondo la stoffa è stoffa, cambia solo che invece di essere stata fatta dai cinesi della Cina è stata fatta dai cinesi di qualche sottoscala di qualche magazzino di qualche stilista famoso. E comunque c'è da essere tardi per spendere certe cifre per della stoffa che poi verrà trascinata sotto ai piedi.

lunedì 22 giugno 2009

Prima la rima

Non ci credederete ma ve lo dico:
lo sapete che sia qui che in Mozambico
è pieno di strana gente che crede
che la poesia nelle rime risiede?

Questa gente stolta non sa
che la poesia nelle parole sta
e dunque ogni volta che una ne leggono
cercano parole che uguali finiscono.

In fondo dai, parliamoci chiaro,
di tutto il testo gli è solo caro
che sparso qua e là ogni tanto ci sia
quel tecnicismo arido che fa tanto "poesia".

In realtà non gli frega del messaggio
può parlare anche di merda e di formaggio,
l'importante è che di poesia abbia l'aspetto,
capire il testo? No, basta averlo letto.

Questo per sembrare acculturati agli occhi della gente
ma in realtà, di libri e di poesia, non gliene frega niente.
Ed ora che siamo alla fine ho raggiunto la mia meta
perchè, grazie alle rime, sono ai loro occhi anch'io un poeta.

domenica 21 giugno 2009

Evoluzione fisica completata

La teoria darwiniana (ammesso che sia vera), per quanto reale e confermata possa essere, è ormai inutile. Ormai l'uomo è giunto al suo ultimo stadio evolutivo in quanto non vi sono più criteri genetici dai quali dipende direttamente la probabilità di procreare? Sei brutto? Ci sono esponenti del sesso opposto altrettando brutti. Sei brutto brutto? C'è la chirurgia plastica. Hai qualche malattia? C'è la medicina. Sei cieco? Occhiali. Sei grasso? Liposuzione. Sei sordo? Amplifon. Ormai sono solo i criteri sociali ad influenzare la probabilità dell'accoppiamento e questi non vengono trasmessi per via genetica. Ma lo sono per via ereditaria. E così, uno che vota PdL (che notoriamente tromba più di voi, comunisti) procreerà una legione di futuri elettori per Berlusbot (il suo corpo non durerà in eterno, farà trapiantare il suo cervello in un androide). Quelli che se ne vanno in discoteca a sollazzarsi il batacchio procreeranno una schiera di future fotocopie. Solo criteri sociali. Quindi ormai possiamo dire addio all'evoluzione fisica... a meno che non riesca a far crollare la società, la tecnologia e la cultura.

sabato 20 giugno 2009

Menzogne cartacee

Se è vero che la carta è fatta col legno degli alberi, perchè non è marrone?

venerdì 19 giugno 2009

Tutti i numeri della democrazia III

Costruiamo un modello: 1 milione di voti distributi tra due fazioni, maggioranza ed opposizione, aventi ricevuto rispettivamente il 48% ed il 42% (con un 10% di dispersione di voti a partiti che non hanno superato lo sbarramento).
Allora, innanzitutto adattiamo le percentuali cercando di capire quali percentuali di seggi ottengono le due fazioni. Dobbiamo quindi trovare due percentuali la cui somma sia il 100% ed il sui rapporto sia lo stesso che hanno 48 e 42. Notiamo quindi che le due percentuali hanno un rapporto di 8/7, quindi cercare le percentuali di seggi significa trovare la soluzione a:
Allora, andando a calcolare, otteniamo che l'opposizione ottiene circa il 47% dei seggi mentre la maggioranca circa il 53%. In questa configurazione, se supponiamo di avere un Parlamento da 100 componenti, ogni parlamentare avrà lo stesso peso di ogni altro nella votazione totale in quanto ogni parlamentare (1% del Parlamento) rappresenta virtualmente il voto di 10.000 suoi elettori (1% della popolazione totale). Subentra qui però il premio di maggioranza, introdotto per garantire una maggior governabilità anche con sottili maggioranze. Allora i seggi vengono redistribuiti in 53+Δ alla maggioranza e 47-Δ all'opposizione. A questo punto si ha quindi la singolarità che voglio mettere in evidenza: la maggioranza ha ottenuto 530.000 voti ed ha 53+Δ rappresentati al Parlamento, quindi significa che ogni parlamentare rappresenta 530.000/(53+Δ) cittadini. Se supponiamo ad esempio un premio di maggioranza Δ=7, abbiamo che ogni parlamentare della maggioranza rappresenta circa 8333 elettori mentre, parallelamente, ognuno di quelli dell'opposizione rappresenta 11.750 elettori ovvero non tutti i parlamentari hanno uguale peso ed uguale potere di rappresentanza, divario che si ingigantisce se il premio di maggioranza Δ cresce (in questo caso è stato considerato pari al 7% dei seggi parlamentari disponibili). Il valore assoluto rimane immutato, infatti la perdita di valore dei singoli elementi della maggioranza viene colmata dal maggior numero (e viceversa per l'opposizione) ma questo significa che il mancato intervento o il mancato voto di un parlamentare dell'opposizione toglie voce a più cittadini di quanto non faccia quello di un parlamentare della maggioranza che invece, essendo in maggioranza, dovrebbero essere la voce dominante. Altrza interpretazione è che, se si considera un'elezione diretta di 10.000 elettori per un parlamentare, ci sarebbero parlamentari eletti che non vengono portati in Parlamento (per l'opposizione) e parlamentari non eletti che vengono portati in Parlamento (per la maggioranza). Altra prova che il sistema democratico traballa.

giovedì 18 giugno 2009

Ricerche sociali

Oggi non è più come cinquant'anni fa (altrimenti, per definizione, non sarebbe oggi): per avere i dati basta accendere un pc, accedere ad internet ed eccole lì, tutte le cose che ci servono e che cerchiamo. Sì perchè internet oltre alla pornografia e Facebook, offre anche servizi di informazione quotidiana, scientifica e culturale non indifferenti e, soprattutto, di facile consultazione. Ora, praticamente tutti ormai usano Google come motore di ricerca principale per trovare risposte dalla rete. E Google immagazzina, immagazzina tutto. Lui sa. Infatti, con la nuova funzione scrivi pure quello che vuoi che la frase te la completo io e ti faccio pure vedere i risultati simili più frequenti sono venute a galla queste informazioni che lui trattiene. Allora, dico io, perchè non sfruttarle per capire tre cose degli italiani, uno spaccato dell'uso che fa di internet la popolazione italiana ovvero: i principali interessi cercati, le principali domande poste e, ultimo ma non meno importante, risvolti teologici interessanti sul rapporto tra dio e gli italiani.

Da questa prima scheda possiamo notare come agli italiani piacciano le ragazze ed i ragazzi principalmente. E, come da tradizione puramente italiana, piacciono anche e soprattutto le cose solitamente note relative ad usi impropri dell'apparato riproduttivo che qualcuno non approverebbe mai. Verrà il giorno in cui la puzione cadrà su questi miscredenti.

Dalla seconda scheda osserviamo la dissillusione dei comunisti che non sanno più darsi pace: dopo esser spariti dal Parlamento e dall'Europarlamento ora cercano risposte metafisiche alla disfatta tentando di capire perchè il cielo e il mare sono blu e non rossi. In posizioni più basse notiamo i classici problemi tecnici (perchè il mio pc è lento?), teologici (perchè il 17 porta sfortuna?) e scientifici (ma sto cazzo di sale è proprio mistico). Qualcuno guardandosi attorno sta iniziando a carpire qualche analogia col passato e quindi si chiede come mai il fascismo sia diventato razzista. Beh, tranquilli cari googlatori italiani, l'Italia non ridiventerà più razzista. Non ha mai smesso di esserlo. Infine vediamo che è anche ricercata una risposta circa il ritardo del ciclo, forse causato dall'uso improprio succitato e non approvato. Un solo consiglio: provate il for invece del while.

Infine l'ultima, la più profonda: a quali domande su dio cercano risposta gli italiani, aiutandosi con internet? Innanzitutto dio cane. Poi la classica diatriba su Dio esiste, Dio non esiste, Dio esisteva ma è morto, Dio esisteva ma è morto (testo). Poi vediamo finalmente emergere un po' di cultura, gli italiani si informano sui miti degli antichi dei greci e romani (perchè gli dei antichi sono definiti miti e gli dei attuali sono veri tanto da non poter neanche esser nominati invano, pena la punibilità a norma di legge?). Ma alla fine, rassereniamoci, non è tutto perduto: gli italiani hanno ancora fede con risultato di ampia maggioranza, credono nel Dio onnipotente che salverà le nostre anime come si evince dall'ultima voce della lista: dio can. Dio può.

mercoledì 17 giugno 2009

Tutti i numeri della democrazia II

Vorrei tornare sull'argomento della democrazia rappresentativa prendendo in esame i dati delle ultime elezioni europee (anche se non sono di interesse nazionale ma europeo, vabbè, l'idea generale permane immutata). Attualmente siamo in Italia circa 60 milioni di anime di cui circa 50 milioni con diritto di voto. Presi i dati del Ministero dell'Interno, l'affluenza per le europee è stata del 65% per un totale di 32.747.722 voti. Di questi, 2.101.957 sono il totale di schede bianche, voti nulli, contestati o mangiati in fretta e furia dagli esponenti di fazioni politiche opposte. Siamo quindi fin qui a 30.645.765: praticamente solo una persona su due ha dato reale contributo a queste elezioni, ovvero c'è un 50% di popolazione che preferisce delegare ad altri la decisione. Andiamo più nello specifico: la vittoria (intesa come assegnazione di maggior numero di seggi) è andata al PDL con un 30,26% dei voti (pari a 10.807.327 persone). Quindi per vincere tale elezione, dopo la dispersione dei voti eccetera, basta raggiungere l'esiguo consenso del 17%. Ma non solo: supponendo che la gente non sia scema (che è già un grande "se") e considerando quindi che l'idea espressa per le europee coincida con quella che vorrebbero nel paese, abbiamo che il governo (PDL più la Lega) raggiunge un totale di 13.934.242 consensi, ovvero l'attuale nostro governo italiano soddisfa il 23,22% della cittadinanza, ovvero meno di una persona su quattro. E le altre parti politiche, ovviamente, percentuali ancora minori. Questo sarebbe il governo del popolo? La democrazia è morta, si devono trovare metodi alternativi.

PS: Alle elezioni europee la Lega Nord ha ottenuto 39.451 (0,6%) voti nella circoscrizione meridionale e 9.282 (0.4%) voti nella circoscrizione insulare. Significa questo che ci sono circa 50 mila terroni (nel senso affettuoso del termine) che non hanno la più pallida idea di cosa stanno votando. O di come si fa a votare.

martedì 16 giugno 2009

Io, i miei figli, li farei educare da Berlusconi

Ogni tanto mi ci vuole un po' per masticare un fatto e solo dopo qualche settimana posso defecarne una riflessione (una splendida figura metaforica, devo annotarmela da qualche parte). Torniamo quindi indietro a quando Franceschini se n'è uscito con "ma voi, i vostri figli, li fareste educare da Berlusconi?". Beh, io sì. Perchè nel mondo del domani conterà più il potere della morale e il denaro degli ideali, perchè nel mondo del domani se vorrai sopravvivere dovrai essere un furbetto di quelli che scavalcano le file, non uno di quei fessi con tutti i meriti faticosamente sudati che stanno in fila ordinatamente, ad attendere. Credo che Berlusconi sia la persona peggiore al quale far educare (dal punto di vista morale) un bambino, in un mondo decente. Cosa che questo mondo non è, cosa che fa dell'arrivismo e dell'immoralità del nostro premier arma vincente per lui ed evidentemente per un bambino che verrebbe da lui educato. E poi, si sa, ci sarebbe sempre la possibilità che te lo vedi arrivare alla festa di compleanno di tuo figlio con qualche regalo, che fa sempre piacere. Ricordiamo ora le fantastiche reazioni del mondo a questa dichiarazione.

I figli del Cavaliere (ma Cavaliere di cosa che non arriva neanche alle palle, del cavallo) si sono subito risentiti. Forse non hanno notato che sono da anni direttori marionetta delle aziende di papà (Mondadori e Mediaset), vengono strapagati solo per mettere la faccia alle azioni che fa il padre ed hanno il coraggio di risentirsi. Fare i mantenuti coi soldi del padre (presi chissà dove) fa parte di quella morale di dubbia purezza di cui si parla. E loro si risentono. Boh.

I cagnolini Bonaiuti, Bondi, Alfano e una marea di giornalisti hanno iniziato a costruire un castello di storie ed opinioni secondo cui Franceschini insulta i figli ed insulta Berlusconi come padre, cosa che non è (e anche se fosse, non avrebbe sicuramente torto). Talvolta mi chiedo se sono davvero così scemi da non capire o se sono davvero così scemi da pensare che i cittadini sono tutti altrettanto scemi. In un caso o nell'altro certe reazioni potevano venire solo da una certa categoria: scemi.

Franceschini subito si è fiondato ai microfoni, il giorno successivo, a chiarire, spiegare, giustificare. Per quanto ogni tanto sembra avere l'estro del combattente arriva sempre il momento in cui piega le orecchie, mette la coda tra le gambe e se ne va a chiedere scusa sottovoce. Ma perchè? Reagisci, cazzo! Già non vi ascolta più nessuno, voi del PD, se ti metti a fare il galoppino di Silvio poi la gente preferisce votare quelli veri e voi restate a bocca asciutta. Conferma tutto e rincara la dose. I miei figli non glieli farei educare e Berlusconi sembra lo gnomo del Signore degli Anelli senza barba. E gli puzzano i piedi, toh. Devi capire che il dialogo serve in rapporti politici normali, il dialogo diventa aspro in territori politici aspri ma non serve a nulla contro una belva che ha come unico fine l'autodeificazione (soprattutto la parte della ficazione). Il dialogo non funziona. Peccato, ma se ne prende altro e si contrattacca con un'opposizione dura e tagliente. Perchè per avere dialogo ci devono sempre e comunque essere due parti che, nelle loro divergenze, hanno comunque un obiettivo comune (che dovrebbe essere il bene del paese, nel caso di lotta politica). Evidentemente non è questo il caso. Non si può sempre sperare nel dialogo, purtroppo.

Zombie: Gaaah.
Franceschini: Noi siamo aperti al dialogo.
Zombie: GAAAH!
Franceschini: No, non dovete dire così. Possiamo aprire un tavolo per discuterne?
Zombie: (Morso sul collo).
Franceschini: Ma che...
Zombie: Gaaah.
Franceschini: Gaaah.

Ma la reazione senza dubbio più spassosa è stata una ed una soltanto, proveniente da quello che è forse il più grande comico italiano di oggi e di ieri:

Berlusconi: Franceschini non può dire le cose e poi smentirle il giorno successivo.

lunedì 15 giugno 2009

Paradosso reale

Emanuele Filiberto fa grandi casini, eppure non farà grande Casini.

domenica 14 giugno 2009

sabato 13 giugno 2009

Rispettiamo le tradizioni

Dialogo con le stelle

La volta celeste è sempre stato un meraviglioso enigma per l'uomo, fin dagli albori. L'astronomia fu una delle prime scienze a nascere ed essere studiate metodicamente ma, ancora oggi, l'astronomia resta in gran parte un mistero nonostante si cerchino sempre di tappare tutte le lacune alle modellizzazioni inserendo l'energia oscura, la materia oscura ed il lato oscuro. La realtà è che studiare l'universo ha tempi troppo lunghi per poter essere facilmente analizzati: studiarla con le osservazioni che si fanno con le strumentazioni moderne è come cercare di studiare la cinematica da una fotografia. È un problema grave al quale è stata però data una soluzione: gli astronomi di tutto il mondo hanno decretato che ogni teoria, anche traballante, va bene, tanto i rilievi sperimentali che andrebbero a confutare la teoria richiedono talmente tanto tempo che tutti i loro contemporanei saranno già morti, quindi perchè preoccuparsene. E così, i movimenti astrali rimangono un enigma che non è però necessario risolvere per godersi lo spettacolo offerto dall'illimitata immensità del cielo notturno con le sue stelle ed i suoi pianeti. La stella è senza dubbio l'oggetto che ha interessato di più anche gli antici; già Pitagora aveva notato la sua bellezza e la usava come simbolo della sua setta di fanatici. In effetti la stella si può inscrivere o circoscrivere perfettamente in un pentagono regolare ed è coinvolta nel magico equilibrio dell'aurea proporzione. Ma perchè le stelle le vediamo così? Dovrebbero apparirci come semplici palle luminose. Chi studia ottica suppone che sia il nostro occhio a fare contrasto aggiungendo le punte alle stelle, con la complicità della rifrazione dell'atmosfera. La realtà è che nessuno s'è mai preso la briga di chiederlo alle dirette interessate.

Injo: Salve stelle.
Stelle: Buona notte a te.
Injo: Volevo solo sapere se potevate finalmente chiarire al mondo il vostro mistero!
Stelle: Quale mistero?
Injo: Perchè avete cinque punte?
Stelle: Ne avevamo tutte sei prima che arrivasse quello stronzo coi baffetti.

venerdì 12 giugno 2009

Libera e bellum

La libertà è un ottimo argomento politico. A chi non piace la libertà? È come cercare qualcuno che non sia d'accordo con il guadagnare di più a parità di lavoro o lavorare di meno a parità di salario. Il problema fondamentale che subentra in certi discorsi è il come. Se vogliamo, la libertà è tutt'altro che applicata in Italia e nel mondo; non posso fare la cacca in strada se mi va, non posso picchiare quello stronzo laggiù, non posso tenermi un ippopotamo come animale da compagnia. La libertà, dicono, finisce dove inizia la libertà degli altri. Questa è allora una delle più grandi vaccate semantiche mai formulate. La libertà è infatti assenza di vincoli, se dico che la mia libertà non deve sconfinare in quella degli altri, ecco che pongo un vincolo, ovvero limito la libertà. La libertà di tutti. Quindi la libertà è uno status incompatibile con la convivenza, è possibile che solo uno sia completamente libero da vincoli, in una società; se ce ne sono anche solo due, le loro sfere di libertà si vincolano a vicenda perdendo di fatto la proprietà d'esser liberi. Quindi solo in una dittatura può esistere un uomo veramente libero di fare ciò che vuole. Quindi, amando la libertà, spero che venga presto una dittatura. Specie se il dittatore sarò io. Dovrei solo sperare che non vi siano insurrezioni del popolo.

Popolo: Ora faremo la cacca qui in strada.
Injo: Non potete farlo!
Popolo: Invece sì: siamo il popolo della libertà.

giovedì 11 giugno 2009

Oh Cristo...

Il problema della Chiesa è che è antica. Un uomo come il Papa dovrebbe rendersene conto e porvi rimedio prima che gli unici ad ascoltare le sue parole siano Bondi e quelli che votano UDC. La crisi economica è trasversale e con questa disillusione dilagante il Papa potrebbe trovarsi anch'esso disoccupato, se nessuno più dovesse dargli ascolto. Voglio vedere, ad ottant'anni suonati, che lavoro trovi, poi. Si dovrebbe dare una svecchiata a regole e testi che risalgono ormai a due millenni fa, quando la scienza era ancora nella fase embrionale del guarda il cibo si cuoce sul fuoco!. Ormai la scienza è nata ed affermata e concorre con la religione nel dare spiegazioni degli eventi che ci circondano. La scienza è sempre lì a porsi domande, cercando di capire tutto con i suoi perchè? e la religione deve capire che i suoi perchè sì non bastano più, ormai. In fondo, basta pensare ad internet: come si pongono i testi sacri di fronte ad internet? Gli atti impuri di internet sono uguali a quelli del bagno? Basta aggiungere un di internet per cambiare le cose (cosa che fanno molti lavoratori per darsi un tono professionale o molti corsi di laurea per attrarre menti ingenue). Ci vorrebbe Gesù, dovrebbe tornare giù ed aggiornarci con le nuove regole della Bibbia v2.0.

Gesù: Salve a voi: sono tornato.
Bambino: Papà, chi è quello.
Padre: Un generatore di guai con la barba.
Bambino: Come Chuck Norris?

Anche un profeta tutto nuovo non sarebbe male, anche se più complesso. Innanzitutto sorgerebbe il problema di trovare una vergine in età ingravidabile al giorno d'oggi, cosa pressochè impossibile visto che si inizia a darla via a 12 anni circa. Il luogo ideale sarebbe la Sardegna per ricreare l'antica immagine di pastori e pecore, stalle ed asinelli. Per la cometa vabbè, problema trascurabile. Abbiamo inventato il GPS. Il nuovo profeta dovrebbe sedere alla destra del Papa, spiegargli tutte le cose che non vanno, quelle da cambiare, quelle da aggiungere, quelle da togliere. Il suo lavoro sarebbe anche più arduo di quello del caro vecchio Gesù: dovrebbe combattere contro l'indifferenza ed il mondo frenetico, dovrebbe guadagnarsi da vivere (fare i barboni nomadi per la palestina magari era possibile, da noi un po' meno. Anche perchè se puzzi come un'industria casearia poi difficilmente qualcuno ti presta ascolto). Dovrebbe sfidare le abitudini del mondo moderno per mostrare che lui è veramente il nuovo profeta, il figlio di Dio. Dovrà essere impavido,

avere un fisico forte ed atletico, capace di evoluzioni straordinarie,

ed essere popolare, saper capire gli interessi dell'uomo e parteciparvi attivamente.

Sarebbe una gran faticaccia anche per un Dio, una fatica veramente enorme. Ecco perchè, forse, non ci manda giù nessuno a liberarci da questo gran casino.

Profeta: Mi sento pronto.
Dio: Oh, guarda: Andreotti è ancora vivo.
Profeta: Ugh. Se ne parla fra cent'anni.

mercoledì 10 giugno 2009

Tutti i numeri della democrazia

Qualcuno non deve aver preso troppo sul serio le mie parole. E qualcuno forse le ha prese troppo sul serio. Meglio chiarire, sempre meglio chiarire.

Attualmente dovrebbero esserci 630 deputati e 315 senatori per un totale di 945. Aggiungiamo qualche personaggio qui, qualche personaggio là ed arrotondiamo a 970 persone. Supponiamo ora di avere una funzione indicante il rigore morale di una data persona. Potremmo approssimare questa funzione con una gaussiana standard N(0,1), dove 0 indica il rigore morale neutrale i valori negativi indicano una morale via via più sporca e, parallelamente, i valori positivi indicano una morale sempre più pura. Nella realtà, è più facile trovare qualcuno con un rigore morale sporco piuttosto che uno con rigore morale pulito quindi la funzione non sarebbe quella ottimale ma noi siamo ottimisti e ce ne freghiamo approssimando il tutto. Ora: la curva gaussiana viene definita avente media sul primo parametro, nel nostro caso proprio su 0, ed è simmetrica rispetto a questo. Allora, la probabilità di trovare un uomo avente rigore morale X maggiore alla media è data da P(X>0)=1/2 proprio a causa della simmetria della distribuzione. Quindi, se noi avessimo un Monarca, un Re, un Dittatore o un Gran Visir (pura semantica), la probabilità che questo abbiamo un rigore morale positivo è proprio:
Passiamo ora alla democrazia (prendo i dati di quella italiana, tanto per esserci dentro fino al collo). Imporre che tutti i 970 parlamentari abbiamo un rigore morale superiore alla media sarebbe troppo restrittivo, limitiamoci ad una grande maggioranza. Supponiamo di volere vedere con quale probabilità il 70% dei parlamentari (679 su 970) capita nella metà di rigore morale positivo. Supponiamo inoltre che i parlamentari non si influenzino tra loro (puro ottimismo anche qui: sappiamo benissimo che se mettiamo uno stronzo ed un gentile in una stanza quando li tiriamo fuori sono due stronzi) quindi possiamo sfruttare il fatto seguente:
Definiamo quindi X1 come il rigore morale del primo parlamentare, X2 quello del secondo parlamentare e così via. Allora ne viene che:
Ora, so che non tutti amano le frazioni quindi vado ad esplicarvi la cosa in percentuali. La probabilità che un dittatore abbia un rigore morale superiore alla media è del 50%. La probabilità invece che almeno il 70% del nostro parlamento abbia un rigore morale superiore alla media è circa pari a 0.00000000000000000 000000000000000000000000000000000000000000000 000000000000000000000000000000000000000000000 000000000000000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000398%.

Con ampie approssimazioni vergenti verso l'ottimismo, come già detto.

martedì 9 giugno 2009

Quote rosa e quoziente intellettivo

È l'ora di finirla con questo buonismo dilagante verso l'altro sesso (l'altro è quello femminile). Le femministe che tanto vogliono l'emancipazione e la parità d'opportunità per la donna finiscono nello stesso tranello degli uomini, ovvero si credono infine superiori e migliori. Ogni volta che viene trovata una qualità oggettivamente migliore nell'uomo (nel senso di maschio) ecco che la femminista infuocata salta sulla sedia, alza la mano ed annuncia al mondo che, sì, abbiamo ragione, ma la donna sa fare quest'altra cosa molto meglio dell'uomo. Ma perchè? Perchè si deve trasformare tutto nel sasso-carta-forbice? Perchè un uomo (o una donna) non può fare qualcosa meglio dell'altro e basta? Perchè se "dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna" è apertura mentale mentre se "dietro ad una grande donna c'è sempre un grande uomo" è maschilismo sfrenato? È l'ora di dare un taglio anche alle questioni delle quote rosa, che sono lo strumento più falso che possa esistere, in grado di dare solo un'apparenza di parità tra i sessi. Infatti le donne vengono così assunte solo per tappare i buchi imposti a norma di legge, non perchè sono qualificate o hanno qualche merito. Semplici tappabuchi, altro che parità. Perchè, se poi devono esistere le quote rosa, allora io posso tirare in ballo le quote per ogni classe di discriminazione: le quote nere, le quote cinesi, le quote nerd, le quote gay, le quote di affetti da pigrizia cronica. Ed è così che le aziende private crollerebbero come castelli di sabbia al sole.

Injo: Ci sono un negro, un ebreo, un cinese, un omosessuale...
George: Ma è un'azienda o una barzelletta degli anni '80?

Tutti si indignano contro questa solita polemica del "è imperdonabile che una donna non venga assunta solo perchè può rimanere incinta ed entrare in maternità". Beh, c'è qualcuno che pensa che se un uomo, malato cronico, si prende tre settimane di malattia al mese e lo dichiarasse prima, verrebbe assunto da un'azienda privata, che deve competere sul mercato? Se sì, quell'azienda è fallita in partenza. O il tizio in questione è il parente di un qualche politico. In sostanza, basta con le pagliacciate delle quote colorate solo per far vedere che siamo sensibili ad un problema che è stato ormai superato vent'anni fa ma che fa comodo tenere in auge per motivi terzi (per campagna elettorale, per dare lavoro alle pseudogiornaliste femministe, ...). Direi che se vi fossero interessate davvero le pari opportunità non votavate il PdL con la Carfagna che non appoggia i gay "perchè non sono abbastanza discriminati e comunque non condivido la loro posizione". L'avete votato? Ora ve lo pigliate nel retto (e non sto parlando di un angolo).

Injo: Salve, sono qui per l'annuncio che avete presentato. Questo è il mio curriculum.
Direttore: Ma lei non risponde minimamente ai criteri richiesti!
Injo: Ma non lo sa che per legge c'è la quota Injo? Ne ha già uno in azienda? Mi sta per caso discriminando?
Direttore: Può iniziare lunedì.

lunedì 8 giugno 2009

Il telecomando mi da il potere

Ho zittito Bruno Vespa.

domenica 7 giugno 2009

Misteri costituzionali

Si fa sempre un gran parlare di Costituzione, chi la considera importantissima, chi dice che è ormai inutile ed obsoleta, ma nessuno ha mai pensato di chiedere il parere di colui che la promulgò. Per fortuna che ci sono io.

Injo: Cos'è la costituzione?
De Nicola: La Costituzione è un documento che contiene tutte le idee che stanno alla base del nostro paese.
Injo: Ma a cosa serve?
De Nicola: Serve a stabilire i principi fondamentali sui quali si basa la nostra nazione, quei principi sacri ed inviolabili che nessuna legge deve poter infrangere. Indica cosa può essere fatto e non fatto, cosa può essere regolamentato e cosa non, una sorta di codice di comportamento morale dei governi.
Injo: Codice di comportamento morale dei governi?
De Nicola: Sì.
Injo: Allora la metto molto bassa. La destrezza invece cos'è?

sabato 6 giugno 2009

Punto critico


Sinistra critica: ecologista, comunista, femminista. Ma perchè femminista è un sinonimo di battaglia per la giustizia mentre maschilista, che ha lo stesso significato, è sinonimo di malvagità? Se si deve attaccare a certe vaccate come il femminismo, la situazione della sinistra è davvero critica.

venerdì 5 giugno 2009

Sei prove contro la teoria darwiniana

Prova 1: Non esistono prove scientifiche reali dell'evoluzione. Si hanno ritrovamenti di scimmie sempre più grandi e sempre meno gobbe e poi all'improvviso, zum, ecco l'uomo, senza una via di mezzo adeguata. Questo anello mancante detto missing link e tutti gli evoluzionisti lo stanno cercando fin da quando la teoria darwiniana ha preso piede ed è stata accettata. Ma ancora nessuno ha trovato niente, nemmeno l'url in questione.
Prova 2: Anche trascurando la prima prova, se le scimmie si sono evolute in esseri umani perchè esistono ancora le scimmie? Dovrebbero essere tutti umani, non è che un bel giorno la scimmia si alza e dice "no, oggi non mi va di scoprire i misteri della scienza e dell'arte, preferisco rimanere qui su questa quercia a mangiare banane e giocare con i miei escrementi". È assurdo pensare che una scimmia possa pensare qualcosa del genere: le scimmie non vivono sulle quercie.
Prova 3: Darwin mangiava tartarughe. Questo dovrebbe dare validi motivi per dubitare delle sue conclusioni scientifiche.
Prova 4: Se l'evoluzione seleziona gli individui migliori che sopravvivono a discapito di quelli deboli, perchè esistono gli idioti? E perchè sono la stragrande maggioranza?
Prova 5: Secondo la teoria darwiniana doveva sopravvivere l'esemplare più forte. Allora perchè il tirannosauro non esiste più? Ammesso che il tirannosauro sia mai esistito (sulla Bibbia non ci sono, i dinosauri) pare che si sia estinto a causa delle meteoriti. Allora, visto che le meteoriti sono più forti dei tirannosauri secondo la teoria darwiniana, perchè le meteoriti non ci sono più, oggi?
Prova 6: Darwin è morto, Dio no. Allora, chi ha ragione? Eh?

giovedì 4 giugno 2009

Se ne ferisce più la penna della spada

Io prendo gli spaghetti, grazie.

mercoledì 3 giugno 2009

Evoluzione della moneta

In principio, l'uomo viveva nelle grotte. Si stava tutti assieme, le donne si prendevano cura dei figli e spazzavano la caverna mentre gli uomini uscivano a caccia di mammuth con clave e sassi. Tutto era in condivisione all'interno della caverna finchè la tribù iniziò ad evolversi. Nasce l'allevamento e l'agricoltura e gli uomini iniziano a fre lavori faticosi. Le tribù vanno espandendosi creando città e via dicendo, storia che tutti conosciamo. Venne il momento poi in cui i lavori divennero troppo da fare tutti caoticamente quindi ognuno iniziò a fare il proprio: ciò che creava lo usava oppure lo scambiava con altre persone per avere ciò che gli serviva. Semplice. Razionale. Lineare. Ma nuvole nere erano all'orizzonte: la nascita del denaro era imminente. Non sappiamo di preciso per quale motivo fu creato ma probabilmente è andata così:

Sgrunt: Voglio una tua mucca.
Brub: Tu cosa mi dai.
Sgrunt: Io coltivo mele. Vuoi una mela?
Brub: Ne voglio cento, per la mucca.
Sgrunt: Cento? Sei matto? Saranno più di trenta!
Brub: Le voglio.
Sgrunt: Non le ho.
Brub: Allora niente.
Sgrunt: Facciamo così: intanto prendi questo sasso. Quando le avrò ti darò cento mele e tu mi darai indietro il sasso.
Brub: Va bene. Mi fido.

Ovviamente il sistema dovette attraversare qualche momento (secolo) per perfezionarsi.

Trof: Ciao. Sono qui per darti il mio grano.
Brub: Sì: dieci spighe per ogni sasso.
Trof: Già, per tre sassi che ti avevo dato fanno trenta spighe.
Brub: Ma come, io ho dieci sassi!
Trof: Quelli non te li ho dati io!
Brub: Come no: sono sassi.
Trof: Devi avere certamente ragione, ecco il tuo grano.
Brub: Bene, ecco i tuoi sassi.
Trof: Ci vediamo.
Brub: Ah, senti...
Trof: Sì?
Brub: Se vedi Sgrunt digli che lo sto aspettando.
Trof: Sgrunt è morto sei anni fa.

Dopo qualche tempo, circa un paio di secoli, di totale anarchia nel sistema si pensò di sostituire i sassi con qualcosa di migliore. Nacquero le primo monete, cerchietti di metallo con su impresso qualche simbolo. In questo modo era più difficile raccoglierne da terra per far figurare valori diversi. Inoltre i cerchietti erano di metallo, quindi il valore del metallo rappresentava proprio il valore del prodotto da scambiare, quindi se uno non tornava a prendersele perdeva il valore delle monete stesse. Le cose iniziarono a complicarsi, le monete passavano di mano in mano come un pagherò che non veniva mai pagato, ma scambiato e le monete se ne andavano in giro per tutto il paese. Presto ci si rese condo che avere quelle monete era importante, non tanto per il loro valore ma quanto per ciò che rappresentavano: erano il biglietto per comprare ciò che serviva, era quindi indispensabile averne tanti. Ma tanti. Nacquero le banche.

Hugh: Dammi tutte le tue monete, io le terrò per te. Se ti servono te le ridò, ma intanto le tengo io.
Brub: Perchè dovrei, allora?
Hugh: Uhm... facciamo così: ogni cento monete che mi dai, io te ne do indietro cento più una per ogni settimana che me li lasci.

Errore. Grave. Il denaro viene versato alla banca, questo lo usa come fosse suo e quando il propietario lo rivuole ci aggiunge gli interessi. Quindi, schematicamente, un uomo produce un valore di cento monete, le porta in banca, e dopo una settimana ritira il suo denaro: il valore è ora di cento monete più una. Quella moneta supplementare è uscita dal nulla come valore simbolico e non corrisponde ad alcun valore reale. Quindi se la produzione totale della città in una settimana è di un milione di monete, dopo sette giorni potrebbero esserci, ad esempio, diecimila monete che non corrispondono a niente: è nata l'inflazione. Ciò che prima veniva venduto ad una moneta, ora viene venduto a due, visto che ci sono monete in più nel circolo. Queste entrano nuovamente in banca e generano altre monete dopo un'altra settimana e lo stesso oggetto passa a quattro monete di valore. Dopo qualche anno, il valore reale delle monete non corrisponde più neanche lontanamente al valore reale dell'oggetto acquistabile con tali monete facendo nascere il sistema monetario come noi lo conosciamo ai nostri tempi. Non sono più i prodotti, il lavoro ed i servizi a creare ricchezza, ma è la stessa ricchezza ad autogenerarsi, gonfiandosi sempre più.

Injo: Vorrei comprare questa automobile.
George: Perfetto: sono 25 mila euro.
Injo: Accettate i contanti?
George: Certo.
Injo: Allora ecco a lei: è un pacco da 500 fogli A4. Dovrebbe bastare.

Essendosi persa la corrispondenza rigida e biunivoca valore del prodotto/valore della moneta l'uomo è stato quindi costretto non più a creare ricchezza e prodotti per poterli scambiare con chi ne ha di diversi ma ad accumulare il maggior numero possibile di monete in modo da poter comprare tutto ciò che gli serve. Possibilmente lavorando il meno possibile, ad esempio facendosi aiutare da Gerry Scotti. Col seguitare di quest'ideologia il denaro si è quindi trasfomato da simbolo di pagherò a merce di scambio vera e propria e, successivamente, da mezzo dello scambio è diventato il fine ultimo del sistema economico, del lavoro e della vita. Succede questo a lasciar andare il sistema a se stesso, si perdono gli obiettivi ed il fine diventa il mezzo mentre il mezzo diventa il fine. In questo mondo dei contrari siamo tutti attaccati a frammenti di nichel e pezzi di carta ma non ci fermiamo a riflettere sulla precarietà del sistema. Pensate ad un'inondazione: chi produce barche può salvarsi, chi ha i soldi per comprarle no. Pensate all'invasione degli zombie, chi ha un fucile potrà ucciderli, chi ha i soldi per comprarlo no. Pensate alla guerra, chi produce viveri sopravvive, chi può comprarli no. Alla fine non abbiamo per le mani che pezzi di materiali poveri con su un numero che simboleggia che noi abbiamo lavorato accumulando un certo numero di crediti cedibili in cambio di beni e servizi. Ma non è detto che questi crediti cedibili qualcuno davvero li voglia. Se un giorno tutti gli agricoltori decidessero di non accettare più questi foglietti colorati (gli agricoltori sono abbastanza indipendenti, nelle loro fattorie), beh, l'intero sistema commerciale degli alimentari crollerebbe a picco più velocemente del Titanic. Meditare è importante.

(Scenario di guerra, fumo e polvere in lontananza, nazisti zombie che mangiano i bambini e velociraptor a motore che stuprano le nostre donne)
Bill Gates: La prego, mi dia qualcosa da mangiare.
Contatino: E tu cosa mi dai?
Bill Gates: Ho venti dollari.
Contadino: Mpfh.
Bill Gates: Ecco, tenga, è tutto quello che ho dietro, sono ventimila dollari.
Contadino: Cosa vorresti?
Bill Gates: Un po' di frutta, la prego!
Contadino: Allora no.
Bill Gates: Azioni, vuole delle azioni? Guardi, migliaia di azioni!
Contadino: Sono di carta soffice?
Bill Gates: Ma che importa, con queste lei avrebbe il possesso di...
Contadino: Sono soffici?
Bill Gates: Mah, è carta sottile...
Contadino: Va bene. Portala alla latrina laggiù e poi torna qui che ti offro qualche mela.

martedì 2 giugno 2009

La valle incartata

Chi è andato a Napoli dice ancora oggi che è la città più sporca d'Europa.
Realtà: 1. Berlusconi: 0.
Chi abita a Napoli sostiene per amor di patria che la città è stata salvata.
Realtà: 1. Berlusconi: 1.
Berlusconi vincerà anche le prossime elezioni.
Realtà: 1. Berlusconi: 37.432.679.

lunedì 1 giugno 2009

Non si arriva mai

Qualcuno pensa che oggi sia il presente e ieri sia il passato. Legge sui libri di storia e pensa che, cazzo, che antichi. Fortuna che noi siamo qui, nel presente, siamo arrivati. La nostra civiltà è arrivata. Il mondo è arrivato. E invece, guarda un po', non siamo arrivati per niente. Non siamo altro che il passato di qualcun'altro che sarà a sua volta il passato di altri ed altri ancora, così finchè al Sole non girerà di ingrassare fino ad arrostirci a fuoco lento. Ed, effettivamente, se qualcuno avesse la pazienza di fermarsi un attimo a riflettere, questi concetti apparirebbero subito abbastanza palesi. Nel passato c'erano i pirati. Oggi ci sono i pirati. Certo, quelli attuali hanno il motoscafo a motore che sì, è veloce, ma non c'è paragone con la maestosità del galeone. E comunque sempre pirati sono. Nel passato c'erano il Papa e la Chiesa che regnavano sul mondo grazie alla superstizione ed alla credulità della gente. Oggi, dove tutti hanno istruzione e facile accesso alla cultura ed alla scienza, non è cambiato niente. Nessuno si permette di alzarsi in piedi e dire "Ehy vecchio, perchè non pensi al tuo stato invece di venire a sindacare sulle scelti degli altri stati?". In passato c'erano le monarchie. Oggi, in Europa, ce ne sono tantissime: Inghilterra, Spagna, Svezia ed altre. E le analogie continuerebbero. Quindi non danniamoci troppo: fra anche solo cent'anni non saremo che polvere nel vento, residui di gente considerata antica ed obsoleta, come lo sono state tutte le persone comuni del '800, del '700, del '600...

Deprimente.

Succede.