giovedì 19 novembre 2009

La facoltà di non rispondere

In quest'epoca d'utilitarismo assoluto tutto deve avere un fine materiale. Tutto. Si legge solo se è possibile trarre vantaggio dal pavoneggiarsi con quel mero nozionismo. Si parla con una ragazza solo per poter entrare dalla sua porta sul retro. Si studia solo perchè "così farò proprio un sacco di soldi". Già. C'è talmente bisogno di avere un fine traducibile in una cifra seguita dal simbolo € che si è ormai perso di vista ciò che può essere semplicemente interessante. Basti vedere le migliaia di master e lauree e chicchessia che stanno fioccando negli ultimi anni. Ogni anno un'abnorme numero di iscritti alle facoltà economiche (prima o poi lo capiranno che l'economia è una cosa stupida, traballante e del tutto illogica) o alle facoltà che permettono di accedere al lavoro in fretta e furia. Per carità, niente contro Ingegneria, ma si da il caso che la stragrande maggioranza degli iscritti, ad esempio, ad Ingegneria Elettrica siano figli di elettricisti che non vedono l'ora di andare a lavorare sotto l'ala protrettrice di papà o dei suoi conoscenti. Idem per quelli che si laureano in economia per andare a lavorare nell'azienda di papà. Figli di papà. Sono sempre in costante calo i corsi di laurea dove ci si va per puro interesse, per il sogno di poter un domani far qualcosa di buono ed interessante (Fisica, Matematica, Chimica, Filosofia, Lettere, Lingue e via dicendo). Proprio a causa di questo trend fioccano cazzate dalle università di tutt'Italia. Per rendere appetibile un corso di laurea ormai hanno capito la strategia: inventare un nome figo. Inizialmente avevano provato con la parola Ingegneria ma non ha avuto il successo sperato (seppur sono riusciti a creare un aborto come Ingegneria Gestionale). Al momento in cui scrivo sono tre le parole più usate. Al terzo posto c'è Informatica. La tecnologia, si sa, attira (nonostante il 70% degli iscritti ad Informatica siano liceali che non hanno mai toccato un computer e che si iscrivono perchè credono che potranno fare i videogiochi). Al secondo posto vi sono alcune parole a pari merito ma tutte equivalenti: Economia, Finanza, Management. Al primo posto, rullo di tamburi, la parola più gettonata, abusata e stuprata è... Scienze! Complimenti al vincitore. Questa parola viene generalmente associata a cose totalmente insensate e slegate da qualsiasi nesso scientifico (Scienze di Internet, Scienze Politiche, Scienze della comunicazione, Scienze Economiche, Scienze Sociali), robe da far cascare le braccia. Già con la biologia, a parer mio, si può iniziare a discutere se è o meno una scienza, ci sono fattori a favore e fattori a sfavore. Partendo da questa premessa dunque come si può anche solo lontanamente pensare che l'economia sia una scienza? Domani Obama fa un peto in pubblico ed ecco che salgono le quotazioni in borsa di Imodium. Dov'è l'elemento scientifico in tutto ciò? E cosa c'è di scientifico in Internet (a parte la Wikipedia intendo)? E nella comunicazione? basta vedere che è pieno di gente che non capisce un cazzo (con tutto il rispetto per il cazzo) ed ecco che va a rotoli la sua scientificità. In attesa di chiarimenti dall'alto, nonostante dubiti fortemente dell'arrivo di una risposta, ma ve lo concedo, propongo la nuova idea: Informatica Economica applicata alle Scienze Ingegneristiche. Dovrebbe essere totale.

4 commenti:

Hen, la Nubetossica ha detto...

Ci sarà un sacco di figa in una facoltà del genere: mi iscrivo! ;)

Hugo88 ha detto...

come se fosse antani sulla destra

Alo ha detto...

Secondo me hai tralasciato la parola che più attira: manageriale... fare quello che comanda, che dirige.
Proporrei quindi "Informatica Economica applicata alle Scienze Manageriali Ingegneristiche"

voixbasse ha detto...

e io che volevo fare biologia :(