domenica 28 febbraio 2010

Sete di sangue, voglia di coccole

È patetico vedere come una moda da ragazzine dodicenni riesca ad espandersi a tutto campo sconfinando prima le barriere d'età, poi le barriere di genere sessuale, infine le barriere del mezzo in questione. Da quando è uscito il film di Twilight (il primo) in ogni libreria, specie nei reparti dei centri commerciali, abbondano libri di vampiri, diari di vampiri, storie di vampiri, amore di vampiri, tutti con la stessa copertina (nera con qualche immagine presa da Google Immagini scrivendo "Vampiro"). L'immagine della creatura non morta dalla pelle bianca che si fa tua sorella dopo averle morso il collo ed averla resa più vacua della Bellucci in uno qualunque dei suoi film è sparita. Il vampiro non si trasforma più in pippistrello, non si veste come un conte d'altri tempi, non viene più cacciato da qualche intrepido ricercatore armato di paletti di frassino, aglio e martelli. No, ora i vampiri sono adolescenti perenni e mangiatori d'insalata. Far collimare due immagini così distanti sembra impossibile, eppure esiste una schiera di mediocri scrittrici che pensano sia tutto piuttosto affascinante. Invece è patetico come i fumetti Marvel che riuniscono supereroi che non c'entrano niente li uni con gli altri. La fusione di mondi con regole diverse non può mai portare ad una vera coerenza ma, d'altra parte, ha l'effetto d'attrarre i fan del primo e del secondo universo raddoppiando il target in un baleno (nel caso di Twilight sono gli amanti del romanzo gotico e le ragazzine medie). Penso dunque che sia ormai da mettere nel conto la fusione tra mondi più disparati. Neo vs Terminator. Gollum vs Batman. Jena Plissken in amore con Hermione. L'unica cosa che mi turba la mente è: se un vampiro morde uno zombie di Romero, è lo zombie di Romero che diventa un vampiro o il vampiro che diventa uno zombie di Romero? E se un vampiro morde un lupo mannaro, come diavolo facciamo ad ucciderlo? Frassino o argento?

giovedì 18 febbraio 2010

Mi è sembrato di vedere un gatto

Hanno sospeso Bigazzi da La Prova del Cuoco perchè ha detto che la carne di gatto è una vera leccornia. Ora, a prescindere da gusti gastronomici personali, non capisco per quale motivo le associazioni animaliste dovrebbero saltare in piedi sulla sedia e gridare allo scandalo. Esistono intere categorie d'animali che vengono fatte nascere, ingozzate allo stremo ed ammazzate per essere mangiare: mucche, maiali, polli, galline, salmoni e via dicendo. Cos'ha di differente il gatto da questi per non essere mangiato? C'è anche gente che mangia di cose più schifose, tipo le rane o i lombrichi, quindi non è neanche un fatto di decenza. No, è per salvaguardare il fatto che gli animaletti che ci fanno compagnia in casa devono essere umanizzati, metterci le scarpette ed il pullover, comprare il cibo apposito e l'acqua apposita. Raccogliere la loro merda quando la lasciano in giro. C'è addirittura una legge che protegge i cosiddetti animali da affezione, principalmente cani e gatti. Cioè, al Parlamento passano il tempo a parlare di queste cose mentre noi li paghiamo. Che poi non è neanche una questione di "umanità", ci mangiamo cose molto più carine dei gatti. Come le caprette, il pescespada o le mucche (sono bellissime, le mucche). Ci mangiamo anche le papere, i cavalli e le alci, per dire, ma nessuno dice niente. Non ho neanche più la libertà di infilarmi in bocca quello che mi pare. Ma dove andremo a finire? Gli animalisti solo in questi frangenti si rendono conto che per un maiale entrare in una salumeria è come trovarsi in una scena di Saw l'Enigmista. E per le povere formichine - la formica è un animale molto più sociale ed intelligente di qualsiasi gatto; costruisce enormi città, ha una scala gerarchica, lavora, pianifica il futuro e seppellisce i propri morti - per le povere formichine, dicevo, che pestate mentre fate le vostre passeggiate non vi indignate e non protestate?

mercoledì 17 febbraio 2010

Quel che saremo

Ieri ho guardato Sanremo. Tutta la serata per intero. Credo sia la prima volta in vita mia. È stato uno spettacolo osceno. La tirano tanto lunga con la scelta del conduttore di Sanremo quando questo, alla fin fine, non serve praticamente a niente: non dialoga, non dice cose interessanti, si limita ad annunciare cosa sta per succedere. La Clerici si è cambiata d'abito non so quante volte, tutti abiti simili e dello stesso colore che, se non lo sottolineava lei ogni volta, era praticamente impossibile distinguere il cambio. Poi le canzoni. Capisco che il target a cui si punta è di dubbio spessore ma così è addirittura troppo. Nino D'Angelo che canta una canzone intitolata Jammo Ja. Sarà che odio con tutto il mio cuore l'accento napoletano e tutto ciò che vi si avvicina, ma mi è sembrato un momento di una bassezza indicibile. Soprattutto considerato che il testo è totalmente in dialetto e Nino D'Angelo non si è neanche sforzato d'impararlo (ha passato tutta l'esibizione con gli occhi fissi sul gobbo, si vedevano gli occhi andare a destra e sinistra leggendo ogni singola parola). Poi Emanuele Filiberto, scusatemi se è poco. Con una canzone intitolata Italia amore mio (ruffianata) mi sono sentito in imbarazzo per lui appena ha iniziato a cantare. Talmente tanto imbarazzo da distogliere lo sguardo. Hanno puntato alla vittoria con un testo così pieno di miele e sono stati eliminati subito. Godo. Alcuni estratti sono di dovere: "Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente ma mai ti sei paragonati a chi ha sofferto veramente" (sì, tranquilli, non vi state sbagliando, è sempre lo stesso che ha chiesto un indennizzo milionario per aver subito l'esilio di suo nonno), "Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia, chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia." (il soggetto è l'Italia, sì, sognava di stringere l'Italia fra le sue braccia), "Si stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.". Basta è troppo imbarazzante. Proseguendo c'è stata la figlia di Zucchero (la cui canzone era palesemente scritta da Zucchero stesso) che, essendo sconosciuta, è stata affiancata ai Nomadi (che in realtà hanno solo suonato). E infine, da dam, il vincitore di Amici e i partecipanti di X Factor! Finalmente! Come gli interessi bancari (soldi che generano soldi slegati da qualsiasi valore di ricchezza reale, cosa che presto farà finalmente crollare l'attuale sistema economico fiondandoci in un nuovo medioevo) questo sistema di "Talent Show" che scoprono cantanti da mandare in un'altra trasmissione di canzoni è terribile e sporco. Televisione che genera televisione. Neanche fossero così bravi, dopotutto. Insomma, un vecchio evento borghese che andava bene negli anni '50 (con una fantastica lotteria a montepremi fisso e percentuale fissa donata in beneficenza; da una certa soglia in avanti è guadagno puro per chi c'è dietro) ma che dopo sessant'anni non riesce a rinnovarsi. Cioè, ci prova, invita ragazzini incapaci dalle pettinature esilaranti e ha Cassano nel ruolo di una sorta di co-conduttore (sì, quel Cassano) al quale è stata fatta addirittura un'intervista - imbarazzante - di una lunghezza esagerata, ma vuole rimanere solenne e borghese, mix incredibile che trasforma il tutto in una parodia. Compreso l'orrendo tentativo di generare discussione facendo ogni anno partecipare Povia che passa la sua vita a capire qual'è il tema scottante del momento per scriverci una canzone. Quest'anno era Eluana Englaro e l'eutanasia. Perchè non applicare invece l'eutanasia a questo festival obsoleto e finirla prima che sia troppo tardi?

lunedì 15 febbraio 2010

Il mio distacco

Sono sempre stato difficilmente preda delle facili emozioni. Già ai tempi delle scuole medie gli insegnanti mi rimproveravano perchè di qua e perchè di là. Quando mi chiedevano il parere su una cosa che mi faceva schifo, io dicevo che faceva schifo, punto. Tutti cercavano falsamente di dire è bello perchè questo e quello, io invece no. Una cosa mi fa schifo, quindi dico che mi fa schifo. Ed è stata così per parecchio tempo. Ho dormito come una roccia la notte prima della maturità. Bene - o meglio, male - le cose sembrano in mutamento. Sarà che ho iniziato ad applicarmi con impegno per raggiungere determinati obiettivi, ma ora sento l'ansia dell'attesa e mi girano i cosiddetti quando le cose non vanno come sperato o progettato. È l'eterno chiedersi la stessa domanda: meglio l'indifferenza che non provoca malessere o viceversa è meglio sbattersi per dei progetti e aver voglia di sbattere la faccia contro il muro portante della casa quando queste non vanno come dovrebbero (praticamente sempre). Io direi quasi la prima. Ci ho sempre convissuto bene. Eppure qualcosa è cambiato. L'ironia dello scorrere degli eventi non mi ha mai divertito più di tanto. Non quando la provo sulla mia pelle, almeno. C'è chi afferma che solo in questo modo si può veramente dire d'essere vivi, lavorando per qualcosa e soffrendo, solo così si tempra lo spirito e l'esperienza. Io non ci credo granchè. Star male per fare qualcosa non mi sembra una grande conquista, ecco.

domenica 14 febbraio 2010

Il 14 di febbraio

Non oggi, magari domani. O la prossima settimana. Così direi, se fossi nella posizione di farlo. Perchè dover fare le solite cose il 14 di febbraio per garantirsi una scopata - passatemi il francesismo - mi pare di uno squallore assoluto. Il solito regalo. Il solito allenamento allo specchio per rendere il più possibile verosimile l'espressione di sopresa costruita sulla noia allo scartare l'altrui presente. Il solito ristorante. Il solito vestito buono. Di una tristezza unica. Per questo se potessi farlo direi "la settimana prossima". Non per risparmiare il regalo o la cena ma per principio, per fratturare la rigida routine sociale che vuole impormi quando fare o non fare un regalo a qualcuno che amo. La prossima settimana te lo faccio anche più grosso, il regalo, e sarà un regalo mio, pensato e sentito, e non un regalo dovuto dalle circostanze. E non ci sarà neanche il bisogno di ricambiare con una scopata - il francesismo di prima, pardon - perchè l'amore è qualcosa di diverso e disgiunto (cfr. post passati). Vero sarebbe che per poter fare un discorso del genere dovrei avere una partner con un cervello minimo in grado di capire tale discorso, di condividerlo e di approvarlo. Cosa piuttosto improbabile. Ma, cosa ancor precedente, per poter far un discorso del genere dovrei avere una partner, cosa che non è. Quindi scrivo pensieri di questo tipo che non hanno alcun riscontro nella vita attuale e che non possono essere verificati ma in cui credo fermamente. Magari un giorno potrò fare questo discorso ad una ragazza e quel 14 di febbraio sarà veramente un giorno speciale. Perchè sarei brutalmente scaricato in tronco.

sabato 13 febbraio 2010

Una nuova democrazia

Il sistema di governo italiano non funziona. Parlo per esperienza diretta nel caso di quello italiano ma credo di poter tranquillamente generalizzare: nessuna democrazia funziona. Per dire, Berlusconi (sì, quello che ha ormai l'80% dei consensi perchè lo dicono i sondaggi) è stato eletto stravincendo con qualcosa in più di 12 milioni di voti. Un quinto della popolazione italiana. La democrazia è un concetto ormai antiquanto e l'elezione di un manipolo di rappresentanti che avranno il potere totale per un lustro non è in grado d'adattarsi ad una società che ormai cambia così velocemente. Andava bene per un centinaio d'ateniesi vestiti di sole tuniche seduti sulle rocce, ma oggi, nel 2010, le cose sono un po' cambiate. Sembra che in certi ambiti il cambiamento sia difficile da accettare e si cerca di far funzionare lo stesso sistema politico o lo stesso sistema religioso oltre duemila anni dopo la sua creazione meravigliandosi allo scoprire la sua inefficacia. Ormai oggi la tecnologia potrebbe consentire una partecipazione diretta e reale alle decisioni politiche di ogni singolo cittadino relegando i parlamentari a semplici addetti alle scartoffie (che, visto il loro livello d'istruzione, non sarebbe poi male). Invece di metterci Facebook, in quel cazzo di iPhone, si può inserire un sistema per la votazione autenticata. Tutto su una rete di voti. Certo, così forse sarebbe peggio visto il livello medio di informazione della gente, ma almeno la partecipazione sarebbe diretta. Senza contare che, in questo modo, sarebbe possibile distribuire un sistema di pesi sui voti. Sei laureato in economia? Bene, il tuo voto su questioni economiche avrà un coefficiente maggiore. Sei un idiota? Il tuo voto vale di meno. Per limitare i voti degli stupidi si potrebbe anche richiedere, prima della votazione, di rispondere a qualche quesito per verificare l'effettiva conoscenza dell'argomento in votazione. O istituire la polizia delle votazioni che se ne va in giro a controllare che la gente che vota sia effettivamente informata. Insomma dai, le possibilità ci sono. Certo, il sistema è da sistemare visto che, ad esempio, con la mafia sarebbe un casino. Ma con la mafia sono un casino anche i governi attuali, effettivamente, quindi un pensierino ce lo si potrebbe anche fare.

martedì 9 febbraio 2010

Evidentemente abbastanza alta

Qual'è la probabilità che nell'arco possibile di due mesi due eventi capitino lo stesso giorno alla stessa ora? E qual'è la probabilità che ciò accada per due volte? Evidentemente abbastanza alta.

giovedì 4 febbraio 2010

Contro l'anarchia superiore

Per quanto mi dia fastidio ammetterlo, sono favorevole all'ultima riforma delle scuole superiori. Il governo l'ha fatta solo per tagliuzzare i fondi e cose solite di questo tipo, questo lo so e non l'approvo, ma il fine mi piace. Riorganizzare gli indirizzi delle superiori porterà finalmente un po' d'ordine nell'anarchico sistema rimasti in vigore fino ad ora. Cinquecento indirizzi liceali (la maggior parte dei quali differenti solo in un paio d'ore o nell'organizzazione delle medesime ore su anni diversi, tanti dei quali nati e sopravvissuti solo per ricevere certe sovvenzioni) mi sembrano fin troppi per una scuola che non insegna fondamentalmente niente. Il liceo è una scuola generalista che fa dello sterile nozionismo il suo punto chiave, quindi non vedo cosa ci sia da diversificare, alla fine. Potrei forse capire per istituti tecnici o professionali i quali, dando un'istruzione specifica in certi ambiti, necessitano di una differenziazione maggiore, ma per i licei, quelle scuole che all'ultimo anno insegnano come sono fatte le rocce ignee come momento di maggior importanza ed interesse, non mi sembrano particolarmente adatte alle suddivisioni. Il mio indirizzo sarà spezzato ed inglobato in due, ma poco importa. Finalmente una nota positiva in queste riforme continue del sistema scolastico atte a rosicchiare i fondi. Almeno una. Ora rimane solo da spiegare ai vari governi che il liceo musicale e coreutico non è un indirizzo degno della decenza. Capisco che la televisione è tutto un X Factor e Academy e Amici, ma la televisione non è l'Italia. Ne è un tragico ritratto, questo sì, ma le due cose non sono ancora esattamente identificate tra loro. Quindi vediamo di differenziare. Qui differenziare serve davvero, per una volta, vediamo di farlo.

mercoledì 3 febbraio 2010

Parlami d'amore

video

Pubblicità televisiva. Noi Amiamo Silvio. Peruzzo Editore. Foto malamente ritoccate. Prezzo 9.90€. Ogni commento sarebbe tragicamente superfluo.

martedì 2 febbraio 2010

Occhi tristi e muso lungo

Il rispetto per i morti, il tabù dell'avvenuta tragedia. Non si può parlar male dei morti. Non si può scherzare sul razzismo, sull'olocausto, sulla pedofilia, sulle malattie, sui morti. Prendendo come spunto l'intervento di Massimo Gramellini a Che tempo che fa, interventi che generalmente mi piacciono, voglio parlarne un po'. L'argomento in questione era l'indignazione per una barzelletta stampata sul retro di una bustina di zucchero. Una barzelletta veramente politicamente scorretta, orribile, inumana, irripetibile e che non dovrebbe mai essere raccontata e non se ne dovrebbe ridere, dunque eccola qui: "Chi vince in una gara tra un tedesco ed un ebreo? Il tedesco perchè lo brucia in partenza." Bene, io ho riso, chissenefrega. Non una risata fragorosa, sia chiaro, ma mi ha messo di buon umore. E invece no, pare che non si possa scherzare su queste cose. Se uno è stato ucciso durante una guerra, settant'anni fa ormai, dev'essere protetto per l'eternità da possibili battute ed ironie. O forse bisogna solo aspettare che i loro corpi si siano raffreddati ben bene, e quindi è solo una questione di tempo? Niente battute su Giulio Cesare perchè è stato ammazzato? Censuriamo i Flintstones perchè fanno apparire i primitivi (morti, poverini) come degli sciocchi? L'indignazione televisiva su queste tematiche è veramente orrenda, sono sicuro che in un contesto differente chiunque ne avrebbe riso. O comunque l'avrebbe accettata per quello che è: una battuta. Non è un atto di negazionismo, non è un tentativo di rifondare il partito nazista o il partito fascista, cose che esistono davvero ma per queste nessuno si indigna, no, era una semplice battuta che, a prescindere che faccia o meno ridere, una battuta rimane. Non fa danni. Non fa vittime. È l'indignazione falsa del mondo televisivo solito insomma. L'indignazione alla Barbara D'Urso. O l'indignazione alla Alessandra Mussolini. Volevo chiudere con un qualcosa che potesse essere di risposta a tale atteggiamento falso, qualcosa su Micheal J. Fox a cui non interessa il gusto quando compra un gelato perchè tanto lo spargerà tutto in giro, o qualche nota sul fatto che i negri sono diversi dai copertoni perchè quando gli metti le catene non si lamentano, ma non sono riuscito a trovare qualcosa di adatto, quindi la chiudo semplicemente qui.

lunedì 1 febbraio 2010

Dimostrare l'esistenza di Dio con una banana

Ad ulteriore prova di studi già fatti sulla ricerca di prove che attestino o confutino l'esistenza di Dio, vi sottopongo questo studio effettuado su una delle migliori creazioni del presunto: la banana. Quest'oggetto è talmente incredibile da spingere chiunque a dubitare del fatto che si sia creata per puro caso. Innanzitutto, è gialla. Non esiste altro frutto tanto vivace ed omogeneo nel suo colore, la banana non ha maculazioni, striature o rugosità, no, è perfetta, splendente, liscia. Si sbuccia che è un piacere, in un modo incredibilmente adatto per mangiarla senza sporcarsi le mani. È ergonomica e si adatta perfettamente all'impugnatura grazia alla curvatura. Per non parlare dell'interno: saporito, morbido e facile da mangiare e tagliabile in simpatiche rotelle per la macedonia. Senza contare i molteplici altri suoi usi:

. Puoi usarla come Boomerang.
. La sua buccia causa grande ilarità, se calpestata.
. Puoi simulare il manubrio per la bici.
. Puoi vincere il Trofeo Fungo se la lasci cadere sotto il Cart di Bowser.
. Elimina facilmente tutti i vermi avvesari con timer 5 in una grotta.
. Puoi usarne per creare dei Poffin.
. Puoi reintepretare i grandi western.
. Puoi telefonare.

E molto, molto altro ancora. Insomma, la banana è l'incubo di tutti gli atei, la prova definitiva che qualcosa governa le leggi del mondo e qualcosa ha creato tutto ciò che vediamo e sentiamo. E questo qualcosa era particolarmente ispirato il giorno in cui ha creato la banana. È una prova talmente inconfutabile dell'esistenza del divino che tutti dovranno ammetterla. Quindi Dio esiste. E qui nascono i problemi, accidenti. Un requisito fondamentale per l'esistenza di Dio è la fede della gente nella sua esistenza. Ma avendo provato l'esistenza di Dio in modo inequivocabile, la fede non servirà più in quanto lui esiste effettivamente. Ma senza fede Dio non può esistere e... dannazione. Mi vuoi mandare ai pazzi. Che tu sia maledetta nella tua magnificenza, banana.