venerdì 15 febbraio 2008

M'illumino di meno

L'Italia dipende quasi interamente dai paesi esteri per il fabbisogno energetico. Praticamente è come mandare un astronauta nello spazio e fargli pagare l'ossigeno: ne ha bisogno e lo pagherà a qualsiasi prezzo. Pensate se un giorno Sarkozy litiga con la sua cara mogliettina e per fare uno sgarbo all'Italia alza i prezzi alle stelle. Saremmo fregati. Poi ci sono gli ambientalisti che si infervorano contro l'energia nucleare. Ma alla fine della giornata anche loro accendono la luce per non sbattere le ginocchia contro gli angoli della casa. Costruire nuove centrali e renderle operative richiede spese e tempi impensabili quindi, come risolvere il problema? Semplice, si sfrutta un altro problema e si risolvono entrambi. Avete presente il sovraffollamento delle carceri? Quello che tutti pensavano fosse un'idea geniale risolvere semplicemente facendo uscire alcuni condannati in modo randomizzato? Ecco. Prendiamo tutti gli ergastolani e quelli condannati per reati gravi e li facciamo salire sulla cyclette, una per uno, a pedalare per 12 ore invece di poltrire in cella. Infatti per loro quella è una vacanza; vitto e alloggio gratis, un giardino, palestra, biblioteca, un paradiso. Se dovessi navigare in cattive acque, un giorno, credo che commetterei un crimine tipo lo spaccio di droga. Mi farei una telefonata anonima ai miei danni e mi farei beccare, chessò, con sei chili di roba. Tanto per essere sicuro di beccare l'ergastolo. Sarebbe troppo facile poltrire. Invece no, tutti i condannati vanno in cyclette a generare energia per l'Italia. Sarà poca ma è sempre qualcosa. Finalmente potrei tenere acceso il led del televisore senza sentirmi in colpa. Inoltre, vedrai che quando i condannati termineranno di scontare la pena ci penseranno un bel po' di volte prima di rischiare di tornare dentro un'altra volta. Per gli ergastolani, beh, possa Dio avere pietà della loro anima. Sempre che esista. Dio, non l'anima.

PS: Mentre scrivevo questo messaggio è andata via la luce e l'ho dovuto ricominciare da capo.

giovedì 14 febbraio 2008

Amor vitreo

San Valentino, una festività di dubbia utilità. L'unico giorno in cui i non accoppiati vorrebbero esserlo per esibirsi nell'atto riproduttivo e in cui gli accoppiati vorrebbero non esserlo per non spendere inutilmente degli euro. In ambo i casi una tristezza immane.

Io, dal canto mio, amo quest'oggi perchè segna la fine della sessione degli esami.

Breve ma efficace.

mercoledì 13 febbraio 2008

In crescendo

Solo ieri ci si divertiva per giornate intere al campetto di fronte a casa mia. Due porte costruite alla bell'e meglio, un terreno pieno di buche e qualche arbusto sulle linee del campo. Da fare invidia alla Compagnia dei Celestini. In un campo da calcetto approssimato si arrivava a giocare in venticinque per volta nelle giornate di punta estive con squadre equilibrate sul "tu sei più grande", "tu sei più veloce", "tu sei una merda". Ma si, facciamo un 8 contro 17. Le partite finivano con punteggi improbabili ma l'importante era divertirsi e sudare come porci fino alla notte quando dovevamo portarci le torce per trovare la palla che rotolava nell'erba. E dovevamo litigare coi classici vecchi rompipalle che non volevano che ci infilassimo nei loro garage quando facevamo le grandi partite di nascondino o guardie e ladri. Si correva per tutto il quartiere e a fine giornata non sentivi più le gambe. Dove cazzo credi di andare, sei uscito dalla zona di gioco. Non è vero. Ma si, sei in autostrada. Si, ci si divertiva in un mondo che sembrava eterno. Poi, lentamente, crescendo, ci si perde di vista. Succede sempre così, non si mantengono mai le promesse fatte da bambino, ciò che sembra importante sfuma e svanisce. C'è chi ha scoperto i piaceri della droga, chi quelli dell'alcol, chi quelli del seguire ogni moda, chi ha scoperto i piaceri della droga, chi quello del passare ogni ora libera chiuso in un umido buco affollato ad ascoltare musica elettronica ripetitiva, chi ha scoperto i piaceri della droga (si, sono in tanti ad aver scoperto i piaceri della droga). Quando ripenso a quei giorni felici e spensierati mi sale il cuore in gola. Ora invece devo pensare a tenermi al passo con gli esami, correre dietro ai treni, imparare a destreggiarmi con tutte quelle sigle di INPS, ICI, LOL e tutte le altre. Non ce la posso fare. Vorrei asportarmi il cervello e impiantarlo in un bambino, rivivere con il senno di poi il mio passato. Magari cambiando qualcosa qua e la, tanto per non rifare tutto ugualmente. Anche se, in fondo, se avessi la possibilità di cambiare qualcosa del mio passato, non lo farei, in linea di massima mi piace il mio presente. E' orrendo, ma è profondamente mio.

No, non lo cambierei per nulla al mondo.

O forse si.

martedì 12 febbraio 2008

Piselli s.p.a.

E' un po' di tempo che quando cala la sera mi cresce la depressione. La sento che mi mangia il cervello, scava come una forma tumorale ma non mantiene la sua promessa di morte. Divento poetico. E triste. E gentile. Tutto ciò non va bene. Mi sorprendo a ciondolare con la bocca aperta davanti al monitor del computer guardando lo sfondo del desktop. Cerco di tirarmi su leggendo qualcosa o facendomi la canonica capatina in bagno. Niente. Cerco di ascoltare musica ma finisco sempre su canzoni deprimenti. Cerco di avviare qualcosa di veloce che possa distrarmi ma il player si blocca, non c'è via d'uscita. Mi sento strano, c'è qualcosa che non va come dovrebbe. Neanche isolarmi nel buio sul letto funziona. Mi sento come la principessa sul pisello, scontenta ma incapace di trovare quello che la disturba. Beh, voglio proprio sapere di chi è questo pisello e spero che se lo venga a riprendere. Nel frattempo ne approfitto per non studiare per gli esami che dovrò sostenere nel prossimi giorni e ne approfitto per non fare niente che possa avere la benchè minima utilità. Se qualcuno istituisce il premio sul metodo più efficace di bruciare giornate intere sarò ben felice di mostrare il mio pisello. Magari lo brevetto. Lo distribuisco in confezioni colorate e ognuno potrà comprare il pisello che preferisce, da quello per sentirsi depressi a quello per sentirsi inutili. Ci sono piselli e piselli, in effetti.

Si, devo brevettarlo. Insieme alla confutazione dell'esistenza di Dio.

venerdì 8 febbraio 2008

Ignominia ignobile ignoranza

Oggi mi sono tuffato a dorso sul divano pronto a farmi un Sudoku quando col culo ho schiacciato il telecomando e la televisione si è accesa su Uomini e Donne. Osservando le dinamiche ho capito che funziona tipo il mercato del bestiame. L'acquirente si siede sul trono e Maria de Filippi gli presenta tutte le vacche disponibili. Alla fine lui ne sceglie una con al quale dar sollazzo ai propri organi genitali. Ovviamente tutti sono più abbronzati degli africani e più firmati delle petizioni di Beppe Grillo, quel genere di persone che passa costantemente la pubblicità e la moda. Mi chiedo che futuro ci possa essere con della gente così ignorante. Sta gente (e tutti i giovani idioti che gli vanno dietro) non leggono un libro e non si vedono un film se non compaiono almeno un paio di tette ogni dieci minuti. Sono tutti fascisti, tranne quelli che sono comunisti. Perchè se non sei fascista, allora sei per forza comunista. I giovani che vandalizzano le scuole e fanno i bulletti, quelli che sono così animali da fare violenze di gruppo su ragazzine indifese e riescono a non farsi beccare. Se non dopo che hanno passato il video dell'atto ripreso col cellulare all'ultima moda a tutti gli amici. E non sono mai gli amici a denunciarli, non sia mai che ce ne sia uno con dei neuroni. No. Mai. Giovani che seguono interessati il Grande Fratello, l'Isola dei Famosi, The O.C. e tutte quelle vaccate così distanti dal mondo che convincono le loro fragili menti che il mondo sia davvero a quel modo. Giovani che si chiudono nelle discoteche per ore, settecento in uno sgabuzzino a muoversi e sudare e strusciarsi al caldo umido pregno di puzza di fumo e alcol e ascelle. Gente che si impasticca, fuma il possibile e l'impossibile, beve a canna alcolici finchè non cadono in stato comatoso. Fa figo, bere tanto. Sapete cosa dico a questi giovinotti? In culo a voi. In culo ai vestiti firmati, alle sfilate di moda, agli ultras, alla musica commerciale, alle discoteche ed all'alcol e alle pillole che vi trafficano dentro. Possiate crepare tutti coi vostri cervelli bruciati. Siete il futuro e non sapete guardare ad un palmo dal naso. Se si va ad intervistare i frequentanti agli ultimi anni di liceo questi non sanno chi è il Presidente della Repubblica, non sanno che la Luna è coinvolta nelle maree, non sanno cuocersi un piatto di pasta. Ma sanno perfettamente come va la Juve quest'anno. Dai, che si vince lo scudetto. L'ignoranza c'era anche una volta, è vero. La generazione dei miei nonni e bisnonni ha però fatto le due guerre e di certo non se la passavano granchè bene. La generazione dei miei genitori è quella di un popolo italiano uscente da uno stato non proprio florido, di soldi ce n'erano pochi e si preferiva lavorare allo studiare. Ma qual'è la scusa di questa generazione? Non ho potuto informarmi perchè dovevo sapere chi usciva dalla Casa? Spero solo che qualcosa di grosso accada e spazzi via tutta l'idiozia della generazione nuova. Che ne so, un grande raduno mondiale di moda e Techno al quale succede una terribile disgrazia e non sopravvive nessuno. Ahimè, si deve andare avanti. Intanto abbiamo purificato le nuove generazioni dall'ignoranza più totale. Per quelle vecchie non ci si può fare più niente, ormai.

Mamma di Injo (con cruciverba): Sai mica chi era l'astronomo della Grecia antica che calcolò la durata dell'anno?
Injo: No.
Mamma di Injo: Mmmh. Era mica Galileo?

giovedì 7 febbraio 2008

I medici lo sconsigliano

Oggi sono andato a dare l'esame scritto di Geometria. Partendo dal presupposto che mai l'avrei passato sono andato prendendola con estrema filosofia. Sono arrivato e mi sono seduto in seconda fila senza salutare nessuno e senza guardare nessuno. Ho appoggiato la fronte sul banco ed ho atteso la consegna dei compiti. Come da previsione, gli esercizi non sapevo farli. Sapevo esattamente ciò che era da fare ma non avevo gli strumenti tecnici per farlo. Ho buttato giù qualche appunto senza sforzarmi troppo, ho sparato qua e la qualche teorema e via. Ho lasciato qualche indicazione generale per la risoluzione dei problemi più ostici del tipo "ora basta trovare il piano perpendicolare passante per il punto A e il gioco è fatto". Tanto per dimostrare che non è vero che non so proprio niente. Dopo tre ore di compito ho consegnato e sono scappato via dal dipartimento. Sono andato ad infilarmi in libreria dove faceva un caldo tropicale in confronto all'ambiente esterno. Ho espulso qualcosa come un boccale di secrezioni sudoripare. Mi sono aggirato per una mezz'oretta nei vari reparti, guardavo disinteressatamente qualche libro. Ne ho approfittato per cercare L'Edda ma ovviamente non l'ho trovato. Quindi ho deciso di aiutare i poveri commessi spostando le Bibbie al reparto fantasy. Dopo circa mezz'ora che trafficavo con i libri ho notato che un paio di commessi avevano iniziato a seguirmi guardandomi male. Era ora di andare. Sono tornato in appartamento ed ero solo. E non c'era cibo. Ho raccattato una scatoletta di tonno dal fondo della dispensa e me la sono svuotata in gola direttamente. Poi qualche biscotto al cioccolato ha concluso il pranzo. Pennichella finale sul divanetto del salotto. Mi sono risvegliato in tempo per prendere il treno. Me ne sono tornato a casa e scopro di essermi beccato il mal di gola. Nominando il nome di Dio invano, ma non troppo, decido che ci vuole qualcosa di fresco. Una coca da un litro e mezzo fa al caso mio. Me la scolo senza ritegno e mi viene una panza piena di gas. Ora è meglio che vada a stendermi.

lunedì 4 febbraio 2008

The Injo Show

Guardando qualche film in giro ho notato gli enormi divari che ci sono tra le diverse produzioni. Dall'azione sempre e comunque americana alla depressione inutile francese, dagli italiani sempre idioti ai giapponesi che si commentano da soli. Quindi ho pensato: come sarebbe il film della mia vita? Ho pensato quindi a come poter riassumere la mia vita in qualche punto:

. Nasco.
. Studio.
. Ci provo con la ragazza che mi piace.
. Questa non ha il benchè minimo interesse.
. Mi laureo a voti alti ma non ottimi.
. Divento professore in una scuola di provincia.
. Vengo investito da una macchina.
. Muoio.

Si, questa sarebbe una vita ideale. Pacata, senza sbalzi, senza troppe pretese ma soddisfacente. E con una fine veloce ed indolore. Quindi ho mandato la sceneggiatura della mia vita a diversi registi di diverse nazionalità e dopo qualche settimana mi sono tornati indietro con i loro appunti. Erano tutti interessatissimi a riprodurre la mia vita per il grande schermo a patto di qualche lieve modifica.

Film Tedesco:

. Injo nasce. Fuori c'è il sole. Quando il padre riceve la notizia al cellulare offre da bere a tutti quelli presenti nel bar.
. Iniziano le lezioni universitarie ma Injo cade nella droga. Il padre, scoperta la faccenda, lo risolleva e lo aiuta.
. Injo ci prova con una ragazza tossicodipendente. Ci ricasca,
. La ragazza si concede solo sotto dosi equine di sostanze. Injo non ci stà, vuole dire basta alla droga. La ragazza lo molla. Muore di overdose giorni dopo.
. Laurea. Voti mediocri, Injo si ubriaca piangendo la morte della ragazza avvenuta ormai sei anni prima.
. Nonostante la laurea scadente Injo si trova a lavorare per la polizia.
. Durante un inseguimento in autostrada contromano il sigaro di Injo gli cade tra le gambe e, distraendosi, Injo tampona un'auto. La sua volante fa una piroetta in aria e si schianta contro un Tir di boccali da birra.
. Morte. Campo lungo. Primi piani delle lacrime. Ancora campo lungo di un cimitero di plastica. Il suo collega poliziotto catturerà il criminale e lo consegnerà alla giustizia resistendo al desiderio di vendetta e piangendo l'amico deceduto.

Film Francese:

. Injo nasce lentamente in una giornata uggiosa. Fuori piove. Il padre si fuma una sigaretta in sala parto.
. Lezioni frequentate in una scuola nei pressi di Parigi. Da ogni finestra si vede sempre ed immancabilmente la Torre Eiffel.
. Injo ci prova con la ragazza che gli piace. La porta in un ristorante francese, i due bevono vino ed hanno una brillante conversazione.
. I due si baciano. Alla francese. Poi ognuno per la propria strada.
. Laurea a pieni voti. Fuori piove.
. Injo diventa professore con borsetta di cuoio, barbetta ed utilitaria. Nascono problemi di alcolismo, beve vino ad oltranza.
. Cirrosi epatica. Il fegato si autodistrugge e Injo viene trovato a casa sua, riverso sul divano con la schiuma alla bocca. Fuori piove. La Tv, accesa, non prende alcun canale.
. Primo piano del cadavere mentre passano i ringraziamenti. Sullo sfondo una canzone pop in francese che demolisce il pathos della scena.

Film Americano:

. Injo nasce in una famiglia altolocata. Il padre segue il parto via webcam dal suo ufficio.
. Iniziano gli studi nel college più prestigioso degli states. Ottimi voti.
. Injo ci prova con la ragazza che gli piace. La porta fuori a cena in limousine e vestiti firmati nel ristorante più caro della zona.
. La serata si conclude in sesso occasionale ma soddisfacente. Injo si fa tutto il resto del reparto femminile del complesso scolatico composto da strafighe. Poi si fa pure la professoressa di Geometria.
. Injo si laurea a pieni voti. Lancia il cappellino ma non è felice. Nel pubblico c'è una sedia vuota, quella di suo padre.
. Anno sabbatico, Injo va in Europa a cazzeggiare. Quando torna il padre è morto di infarto sul lavoro.
. Injo viene coinvolto in un incidente stradale. La sua auto sbatte sul marciapiede e si ribalta. Esplode in fuoco e fiamme. Altre decine di auto rimangono coinvolte nell'incidente e tutte esplodono.
. Injo muore. Camere in dissolvenza, canzone punk rock per dare enfasi alla cosa.

Film Italiano:

. Injo nasce nel dolore. La famiglia non ha un soldo ma quando nasce si fa grande festa.
. Per pagarsi gli studi lavora nell'officina di papà di giorno, fa il pizzaiolo di notte e non studia. Gli studi vanno brillantemente.
. Injo ci prova con la ragazza che gli piace. E' di Napoli. Si mangia una pizza e si va in discoteca.
. Lei si ubriaca oltremodo, Injo si droga. I due fanno sesso folle nel vicolo dietro al locale ma il giorno dopo nessuno dei due se ne ricorda. Non ricordano nemmeno che si conoscono. Non si vedono mai più.
. Il giorno della laurea è festa grande e vengono parenti da tutto il mondo. Due o trecento persone, per capirsi. Il giorno dopo il padre di Injo muore.
. Injo diventa un grande matematico e segurà interessanti studi all'università. La ragazza conosciuta era rimasta incinta, torna col bambino. La ragazza e Injo si sposano e vivono felici.
. Injo muore di cancro ai polmoni per il troppo fumare ma solo quando è troppo vecchio perchè qualcuno se ne possa dispiacere oltremodo.
. Titoli di coda su canzonetta neomelodica.

Film Indiano:

. Injo nasce. E' l'ultimo di una serie non ben precisata di fratelli tra scappati, rubati, venduti e dispersi.
. Iniziano le elementari ma Injo vede che lo studio non fa per lui. Arrotonda rubando portafogli ai turisti europei.
. Injo ha addocchiato una ragazza carina ma la sua famiglia ha deciso che dovrà sposarsi con Shubha, la ragazza cannone.
. I due si sposano e hanno il primo rapporto sessuale. Injo ha 13 anni, Shubha 11. Tutti ballano al matrimonio e tutto va avanti per giorni.
. Injo trova un impiego come venditore di tappeti. Poi come vasaio. Poi torna a scippare i turisti.
. Shubha si prostituisce per arrotondare. A 20 anni i due hanno 5 figli.
. Injo trova Shubha con l'amante e lo sfida ad un duello con la sciabola. Injo viene sconfitto. Shubha, l'amante ed altre comparse ballano e danzano per tutta la notte.
. Un elefante sullo sfondo e Injo buttato in una fossa comune. Sullo sfondo l'India intera balla.

Film Orientale:

. Injo nasce. E' il quinto figlio della famiglia.
. Injo tenta gli studi ma viene bocciato all'asilo nido. Quindi inizia a lavorare nelle risaie.
. Conosce una mondina che gli piace. Gli offre la sua porzione giornaliera di riso e i due fanno amicizia.
. La ragazza pratica la fellatio. Injo è contentissimo, ha una porzione di riso al giorno e sesso orale a volontà.
. Arriva la promozione. Injo diventa padrone della risaia. La Yakuza fa l'occhiolino a Injo e questo annuisce.
. Injo gestisce bene la propria attività pagando il pizzo alla mafia giapponese. Poi un giorno fallisce e non può più pagare.
. La Yakuza lo uccide e mette a capo del terreno un altro uomo. La ragazza si dispera e vedrà da quel giorno il suo fantasma in ogni dove.
. Il funerale è ripreso da un'angolazione innaturale piegata di 45° dall'alto con l'effetto china.

Film Russo:

. Injo nasce. Il padre lo accarezza amorevolmente poi si beve una damigiana di Whisky.
. Injo si arruola all'accademia militare. Sembra brillante negli studi ma poco affine a sparare. Il padre è deluso e picchia la moglie.
. Mentre beve in un bar Injo conosce un'infermiera dell'esercito brutta e vecchia. Le offre della vodka.
. Lei le offre il suo corpo. Fanno sesso gelido ed appena sufficiente. Injo se ne torna al bar a bere.
. Injo è definitivamente parte dell'esercito. Indossa il suo colbacco e se ne va a bere per festeggiare.
. Carriera militare mediocre. Injo aiuta il comunismo a regnare sovrano cercando di convincere i ribelli a cambiare idea. Col fucile.
. Injo viene ammazzato da un soldato dissidente. Il corpo di Injo cade morto nella neve.
. Inquadratura dall'alto, la telecamera si allontana ruotando. Musica folk di sottofondo. Messaggi subliminali tra i fotogrammi "Il Comunismo è il bene".

domenica 3 febbraio 2008

Peccato, ho beccato i tuoi peccati.

Sembra che il Papa non possa fare a meno di lanciare qua e la una cagata, ogni tanto. Almeno quello di prima non ce la faceva a parlare e le diceva a bassa voce, così non si sentivano. Questo invece ha pure l'accento tedesco che mette in risalto ogni parola di suoi discorsi. Qualche tempo fa se ne è uscito con una cosa del tipo che "la scienza non è criterio del bene". L'ho trovato sull'Ansa, tanto per dire. Ora, siccome spero di essere un futuro scienziato, o almeno laureato in laurea scientifica, mi sento chiamato in causa. Visto che il Papa stuzzica la scienza, ora la scienza (rappresentata da me) stuzzicherà il Papa. Quando il Santo Padre leggerà questo post, se vorrà potrà tranquillamente lasciarmi un commento.

Parliamo dei sette peccati capitali. Ricordiamoli un momento, visto che ogni volta che li dobbiamo elencare alla fine ne manca sempre uno: Gola, Ira, Accidia, Lussuria, Superbia, Avarizia ed Invidia. Vediamo come si comporta il Papa in relazione a questi.

Gola:

Allora, leggendo libri di storia e vedendo immagini in giro ho sempre avuto la stessa immagine del Papa, ovvero un vecchio bonaccione vestito in modo bizzarro che ama salutare. E con una bella pancia. Certamente una pancia così non si mette su da sola, lo so per esperienza. E, una volta per tutta, no, le ossa grosse non esistono. Quindi, a mio avviso, il Papa ci da giù coi manicaretti. O, vista la sua origine, con wurstel e crauti.


Avarizia:

L'abito non fa il monaco ma il Papa forse si. Va in giro con un vestito (nel vestito sono compresi anelli e ammennicoli vari, fanno parte della divisa) che da solo basterebbe a sanare il buco dell'economia italiana. Senza parlare poi delle proprietà della Chiesa che anche solo una piccola parte, se ben investita, potrebbe risollevare le sorti del continente africano. Ma no, meglio tenersi gli anelli, cosa ce ne facciamo di quelli. Sono dei negri, per giunta.

Giù le mani, scroccone!

Invidia:

Giovanni Paolo II fu un Papa particolarmente amato anche grazie alla pena suscitata nel prossimo, visto come si era ridotto negli ultimi anni. Questo dev'essere uno scoglio da superare non da poco per Ratzinger, è come andare interrogato dopo il secchione di turno o cercare di fare sesso con la propria ragazza dopo aver visto un film porno. E' inutile, per quanto ci si possa sforzare non regge il confronto. Probabilmente a Benedetto XVI rode di brutto ma riesce a non darlo a vedere. Non più di tanto. Ma la sua invidia era addirittura precedente, già da tanto si preparava a sostituire il caro Giovanni Paolo II. Della serie "quando sarò Papa io, te la faro vedere". Grazie al cazzo. L'altro è morto.


Superbia:

La superbia è il peccato di coloro che si credono superiori agli altri in tutto per tutto e che fanno pesare la propria posizione ai sottoposti. Dunque, prendiamo in considerazione il Papa. E' il capo della Chiesa. Si considera infallibile. Le uniche volte che passa in mezzo alla folla lo fa su un piedistallo mobile, dentro una gabbia di vetro. Può sembrare una similitudine alle spogliarelliste negli strip club ma effettivamente la papamobile non è altro che quello. Ah, non dimentichiamo che sta su un palcoscenico altissimo tutto agghindato davanti ad una folla immensa. E pretende che tutti seguano ciò che dice. Il verdetto è: colpevole.


Lussuria:

L'essere umano è un animale. L'animale come essere vivente ha alcune caratteristiche imprescindibili: nasce e muore sicuramente. Ha bisogno di nutrirsi ed espellere scorie. Ed ha necessità di riprodursi. Ora, volete farmi credere che questo caro vecchietto non ha mai preso in mano il suo gingillo per tutta la sua (lunga) vita? A reprimere certi istinti accadono cose spiacevoli, basta solo pensare a quanti preti sono stati beccati con le mani nei pantaloni dei ragazzini. Quindi il Papa deve avere qualche tipo di sfogo. Magari a settant'anni suonati no, ma prima sicuramente si. E' scientificamente provato che ammazzarsi di pippe non rende ciechi. Ma nulla è stato detto circa l'apparizione di occhiaie. Le immagini si commentano da sole.


Bene, cinque su sette. Non è una buona cosa. In fondo lui dovrebbe essere l'emissario di Dio, colui che fa da tramite tra il vecchio supremo lassù e la gente comune. Vediamo cos'ha da dire a sua discolpa.

Injo: Eminenza!
Papa: Salve a te, Injo.
Injo: Ho condotto una ricerca ed ho scoperto che lei è colpevole di ben cinque peccati capitali. Le va di parlarne?
Papa: Veramente stavo facendo la pennichella...
Injo: A quest'ora?
Papa: Si.
Injo: Aggiungiamo l'accidia allora. Siamo a sei su sette.
Papa: E con questo?
Injo: Non vuole parlarne?
Papa: Non mi interessano le tue sciocche baggianate ragazzo.
Injo: Ma come, sei peccati capitali su sette! Dovrebbe dare qualche spiegazione al popolo che la ascolta ogni domenica.
Papa (gridando): Io non devo alcuna spiegazione a nessuno, ragazzo!
Injo: Si è per caso adirato?
Papa: Certo, mi fai perdere le staffe!
Injo: Ira. E siamo a sette.
Papa: Ho vinto qualcosa?
Injo: La redenzione.

sabato 2 febbraio 2008

Non c'è titolo

Il titolo di un post è un po' come il nome di una persona. Non può esserci una persona senza nome come non può esserci un post senza titolo. Pensate ad una persona senza nome: come si fa a parlare di lei o anche solo a parlare con lei?

Amico di: Ehy!
Passante: Dici a me?
Amico di: No.
Passante: Dici a me allora?
Amico di: No, dico a.
Passante: A chi?
Amico di: A!
Passante: Mi prendi in giro?
Amico di: No, dico sul serio. Ora ve lo chiamo. !

Cioè, non si può proprio fare. Anche il povero Manzoni dovette usare un nome per identificare un personaggio senza nome (Innominato è un brutto nome ma pur sempre un nome). Una persona senza nome è come se non avesse genitori per dargli un cognome, come se non avesse una madre a dargli il nome. Una persona senza passato e senza futuro. Una persona fittizia, una persona vuota ed inutile. Sarebbe impossibile parlargli. Anche se fosse un genio, un grande filantropo, non gli si potrebbero dedicare vie e monumenti. Non potrebbe avere neanche un parcheggio privato effettivamente. Non potrebbe firmare assegni o contratti. Così un post senza titolo, come un uomo senza nome, è privo totalmente di significato. Il titolo è la vera essenza del post stesso. E' il titolo che salta all'occhio della gente, che viene letto per primo e che invoglia alla lettura, se il titolo non è presente il post non ha ragione di esistere. Anche se il post non dice niente di che, con un bel titolo risulterà ugualmente interessante. Proprio per questo non posso lasciare vuoto il campo Titolo del form di compilazione di questo post, altrimenti il post non avrebbe ragione d'essere. Anche se, nell'insieme, è più vuoto del vuoto.

Passante: Non avevi proprio niente da scrivere?
Injo: No.

venerdì 1 febbraio 2008

Logica divina

Consideriamo un essere inesistente e dimostriamone l'esistenza. Chiamiamolo Dio per comodità. Ora, questo Dio è il capo e l'origine di tutto. Godel nella sua dimostrazione di Dio considera Dio come colui avente tutte le proprietà positive. Ok. E la puzza dove la mettiamo? I foruncoli? La Lega Nord? Com'è facile intuire, gli assiomi di Godel sono sbagliati. Se Dio fosse esclusivamente positivo il mondo da lui creato non potrebbe avere proprietà negative. Quindi, se consideriamo Dio come l'intersezione di tutte le cose positive ed il Creato come un sottoinsieme di Dio (o un gruppo ciclico generato da Dio se fa più comodo) arriviamo ad una contraddizione. Bang.

Ora consideriamo invece che Dio è tutto ciò che conosciamo quindi anche le cose negative. Facciamo l'intersezione e qui finalmente troviamo Dio e il Creato suo sottoinsieme è quello in cui viviamo. Ok. Ora Dio non è in contraddizione logica ma non è detto che vi sia una tale intersezione. O magari l'intersezione è puramente casuale e ci è capitato il mondo li. Ora proviamo ad interpellare Dio e la sua onnipotenza.

Injo: Dio!
Dio: Si?
Injo: Voglio dimostrare la tua esistenza.
Dio: Ottimo.
Injo: Senti, tu hai creato il Creato giusto?
Dio: Completamente.
Injo: Ora, saresti in grado di creare un sasso enorme?
Dio: Ovvio.
Dio crea un grosso sasso.
Injo: Ora sollevalo.
Dio solleva il sasso.
Injo: Bene, hai molto potere. Ma siamo sicuri che questa sia onnipotenza?
Dio: Certamente!
Injo: Ok. Allora crea un sasso pesante, così pesante che neanche tu potrai alzarlo.
Dio: ...
Injo: Non puoi farlo?
Dio: Certo che posso.
Injo: Allora non sei onnipotente. Non puoi alzare il sasso.
Dio: Ma forse, pensandoci bene...
Injo: Se non puoi creare tale sasso, non sei ugualmente onnipotente.
Dio: ...
Injo: L'onnipotenza è contradditoria.

Bene, Dio non onnipotente. D'altronde però l'onnipotenza non fa parte del nostro mondo, non ne abbiamo esempi tangibili quindi il risultato ha utilità relativa.

Injo: Dio!
Dio: Eh.
Injo: Voglio dimostrare la tua esistenza.
Dio: Mh.
Injo: Senti, tu sei in grado di sapere tutto?
Dio: Certo, l'onniscenza è un altro dei miei poteri.
Injo: E come mai non sapevi che l'onnipotenza è utopica?
Dio: ...

Anche l'onniscenza l'abbiamo tolta di mezzo ma anche questa non esiste nel nostro mondo. Dobbiamo ora dimostrare che non esiste una caratteristica mancante a Dio ma presente nel nostro mondo. In questo mondo dimostreremo che Dio è nell'intersezione di tutte le cose del nostro mondo.

Injo: Dio!
Dio: Ancora tu.
Injo: Voglio dimostrare la tua esistenza.
Dio: Uff.
Injo: Voglio sapere se tu hai tutte le proprietà del Creato.
Dio: Puoi contarci.
Injo: Sei malvagio?
Dio (colpendo Injo con uno schiaffo): Si.
Injo: Sei buono?
Dio (regalando ad Injo un leccalecca): Si.
Injo: E com'è possibile, non sono opposti?
Dio: Io sono tutte le cose.
Injo: No, fermo. Quello lo dobbiamo dimostrare. Non posso prendere come assioma il risultato che voglio dimostrare, mica sono Godel.
Dio: Lui l'avevo convinto subito infatti.
Injo: Allora, come fai ad essere buono e malvagio? E vecchio e giovane? E maschio e femmina?
Dio: Ragazzo, non ho tempo da perdere con queste sciocchezze!
Injo: Accidenti!
Dio: Cosa?
Injo: Non hai tempo da perdere. Quindi non sei l'intersezione di tutte le cose.

Come vedete, Dio non è l'intersezione di tutte le cose del mondo. Quindi, prendendo per assioma che tutte le cose del mondo esistono (possiamo toccarle) significa che Dio ha solo alcune di queste cose. Quindi Dio è sottoinsieme del mondo.

Ovvero ce lo siamo inventato noi.