lunedì 14 settembre 2009

Gruppi ciclici

Dunque: Belpietro è passato da Panorama a Libero. Mulè è passato da Studio Aperto a Panorama. Mario Giordano è passato da Il Giornale a Studio Aperto. Feltri è passato da Libero a Il Giornale. Un bel ciclo. Ora la domanda da un milione di dollari: chi indovina di chi sono (direttamente o indirettamente) Il Giornale, Panorama, Libero e Studio Aperto? Ma soprattutto immagino sia una casualità che il casino scatenato da Feltri coincida proprio con il suo approdo alla nuova testata.

domenica 13 settembre 2009

Il mio tempo ed il suo cast

È morto Mike Bongiorno. È morto Pavarotti, Michael Jackson, Gigi Sabani, Giovanni Paolo II e tutti gli altri personaggi dell'epoca in cui sono nato e cresciuto. E pian piano moriranno tutti quei personaggi che mi era consuetudine conoscere e vedere in tv o nei telegiornali o altrove, a prescindere dal fatto che mi piacessero o no. Gigi Sabani mi stava sul cazzo prima di morire e la mia opinione non è cambiata ora che è orizzontale sotto un quintale di terriccio. Però questo fatto mi fa riflettere, tutti quei personaggi, essendo parecchio più anziani di me, sono destinati a crepare prima di me (o almeno la probabilità che ciò avvenga è abbastanza alta). Questo significa principalmente due cose: primo, sto crescendo troppo fottutamente in fretta, aspettate, datemi tempo di guardami in giro, cazzo. Secondo, quando tutti saranno morti non avrò più riferimenti e devo quindi aggiornarmi al più presto sui nuovi personaggi che andranno a sostituirli. Come avete detto che si chiama il vincitore del Grande Fratello dell'anno scorso?

sabato 12 settembre 2009

Cento vetrate

Grazie Facebook. Lui e gli altri social network hanno permesso all'essere umano medio d'avere qualcosa da fare su internet. Il risultato è che ora chiunque va su internet e, grazie al Web 2.0, carica contenuti. Oddio, contenuti, fotografie generalmente. Guardate quanto sono bello/a, dai, se mi fate i complimenti poi li vengo a fare anche a voi. Tra l'altro le foto sono talmente standardizzate che è facilissimo ormai organizzarle. Al maschile ci sono quelle a petto nudo viste da 3/4 con lo sguardo rivolto ad un imprecisato punto di fuga oltre la macchina fotografica e le capigliature complesse. Al femminile ci sono quelle scattate tenendo la macchina fotografica con una mano in alto sopra la testa indossando enormi occhiali dalle pesanti montature in plastica colorata. O l'una o l'altra, è molto semplice, anche se spesso vi sono contaminazioni tra i due soggetti. L'elemento più diffuso sono certamente gli occhialoni in ogni foto, di giorno, di notte, in casa, a letto. Perchè, dai, con quegli occhialoni sei proprio fashion. Che poi a dirla tra di noi, le foto di una ragazza con quegli occhialoni sono sempre piuttosto attraenti. Forse perchè l'elemento che più caratterizza il viso (gli occhi) è coperto e quindi sembrano tutte uguali. Oppure visto che rimane scoperto solo il mento, il mento è semplicemente un mento. Non può essere bello o brutto più di tanto (eccezioni escluse). O forse è un po' di quel fascino donato dal vedo/non vedo, più non vedo che vedo in realtà. Nasce qui il paradosso. Quest'esercito d'aspiranti donne pubblicano foto esclusivamente con i loro grossi occhiali e si aspettano commenti sinceri sul proprio aspetto fisico da un'esercito di aspiranti uomini. Io più che fare i complimenti a D&G e Gucci (già, le avete fregate ancora, vecchi marpioni. Quanto gli avete spillato questa volta? 300€? 400€?) non posso fare, visto che la faccia sta dietro a quelle vetrate. Forse li indossano per sembrare più carine e giocare sull'effetto mistero suddetto ma forse hanno solo paura di ottenere commenti su come sono veramente. Perchè non potete essere tutte belle, rassegnatevi. Se tutte le ragazze fossero belle semplicemente si sposterebbe la soglia di bellezza trasformando le bellissime in belle e le meno belle in cozze. Semplice logica. Comunque tranquille, l'intelligenza maschile media di commenta le vostre foto segue il dogma magari se le faccio i complimenti rimedio un atto carnale, quindi riceverete sempre e solo complimenti, in ogni caso. Non saranno sinceri, è vero, ma chissenefrega: ha detto che siete carine. Ripensandoci, il significato di quelle foto con gli occhialoni è guardatemi e giudicate la mia bellezza seguito dal speriamo che se sono bella mi riconoscono in giro. Ora pensiamo invece all'effetto pornostar che copre gli occhi per non essere riconosciuta. Chi dei due s'è coperta di più, chi vuole farsi riconoscere o chi non lo vuole?

venerdì 11 settembre 2009

Buone nuove #10 - Migliorie

"Io miglior premier italiano in 150 anni". Speriamo non si riferisse alla sua longevità.

"Io miglior premier italiano in 150 anni". Ed ha ancora tutta la vitalità di un ventennio.

"Io miglior premier italiano in 150 anni". Economicamente parlando.

"Io miglior premier italiano in 150 anni". Solo altri dieci all'arrivo della Squadra del Tramonto.

"Io miglior premier italiano in 150 anni". Mussolini, Nerone e Caligola fanno 38 in totale, gli altri chi sono?

giovedì 10 settembre 2009

Donne du-du-du

Urrà, finalmente il G8 delle donne sulle condizioni di quest'ultima nella società odierna! Effettivamente ne sentivo proprio il bisogno. Non potevo proprio più attendere, la Carfagna avrà proprio tanto da consigliare alle altre rappresentanti dell'evento. Ad esempio su come si ottiene un buon posto di lavoro. Ci serviva proprio un bell'incontro basato su femminismo, pizzi e dieta del melone e poi alle 10:15 tutti in bagno insieme a sistemare il rossetto. Presto, ragazze, sincronizzate il ciclo, ci rivediamo qui tra quindici minuti. E poi sarà tutto un trionfo d'interventi, femminismo, donne stuprate da malvagi extracomunitari e discussioni circal la dieta del melone, guarda, è una cazzata, molto meglio quella dell'arancio. Ci saranno anche momenti informali dove sorseggiando il proprio Martini sarà possibile deridere la prestazione a letto dell'ultimo partner e ridere degli aneddoti di "lo sai come ho ottenuto io questo lavoro?". Speciale. Un covo di vipere ad orologieria che credono che il contrario di femminismo sia maschilismo. Oh, donne combattenti delle decadi passate, che lanciavate reggiseni ovunque e simulavate con le mani la forma della vostra vagina, che cosa hanno portato le vostre lotte? Sì, potete votare e potete mettere i pantaloni, potete entrare nell'esercito e, ma sì, perdio, potete anche uscire dalla cucina senza chiederlo. Oggi mi sento buono. Perchè, quando non c'è freno a certi movimenti (i poliziotti si facevano dei problemi a manganellare una manifestante donna. Non è difficile tranquilli, si fa come con tutte le altre: alzi in alto il manganello e poi lo fai cadere in basso il più velocemente possibile cercando una traiettoria che entri in collisione con la sua scatola cranica) si passa oltre. Ora le donne possono andare vestiti di francobolli. Ora le donne possono accusare un uomo di stupro e subito sono vittime di un orco, prima di accertare le affermazioni. Ora le donne possono assumere incarichi istituzionali se sanno usare sapientemente la lingua. Non per parlare, dico. Il femminismo voleva le donne al successo ma oggi non c'è una singola donna che riesca a parlare di donne senza fare del sessismo. Le donne sono più brave negli incarichi amministrativi e bla bla bla, ma per piacere. In quasi tutte le donne di successo esiste un denominatore comune che non coincide con la capacità. Prendiamo il mondo della musica e consideriamo solo donne oggettivamente prive di alcun talento (o comunque in una parte infinitesima e trasurabile rispetto alla parte commerciale e non proporzionabile al successo avuto). Vedete un denominatore comune? Io sì, e non è l'ugola.

mercoledì 9 settembre 2009

Buone nuove #9 - Modernismi

Rimasterizzata l'intera discografia di Beatles. Come se ci fosse qualcuno che non l'avesse già masterizzata.

Noemi Letizia: "Quello che dice Veronica non mi tocca". Solo papi ha il permesso.

Napolitano: "La Resistenza ci ha ridato la dignità". Ok, ma occuparsi di quello che accade oggi?

Ricerca scientifica rivela che le scimmie reagiscono alle canzoni dei Metallica. Non c'erano dubbi.

Spot contro l'AIDS col volto di Hitler. Pronto anche quello contro l'influenza suina col volto di Gasparri.

Giornaliste incarcerate perchè portavano i pantaloni; quelle che vi hanno rinunciato sono state liberate. Ora che si sono tolte i pantaloni sono pronte per il ministero.

Belpietro prende il posto di Feltri a Libero, Feltri prende il posto di Mario Giordano a Il Giornale, Mario Giordano torna a Studio Aperto. A breve anche la nuova formazione del Milan.

Muore Mike Bongiorno. Berlusconi: "Ci lascia un grande uomo". Su Rete 4 replica dell'intervista in cui Mike racconta le sue attività da partigiano. Berlusconi: "Non così grande, in fondo".

martedì 8 settembre 2009

L'importanza della vita

Cristo è morto solo da 2009 anni anche se le radici di quella religione (ormai frammentata in una miriadi di sottoculti) erano già presenti da prima. Molto prima. L'antico testamento risale a parecchi millenni fa e ancora quello è. Purtroppo, sebbene a volte rimanere saldati alle proprie idee e convinzioni è vantaggioso, in questo caso no. Il povero Ratzinger si trova a dover metter bocca sulle questioni etiche di cellule staminali, aborto, eutanasia, fecondazione assistita e clonazione senza avere documenti divini su cui basarsi. Questo perchè, mentre la Chiesa è rimasta fedele e bloccata sulle vecchie idee, il resto del mondo è andato avanti ed è cresciuto. Ora vi sono quindi questioni etiche, scientifiche, tecnologiche e culturali che al tempo della scrittura della Bibbia non erano nemmeno immaginabili (dall'uomo, visto che la Bibbia l'ha scritta lui, Dio credo le sapesse già. Altrimenti che cazzo di onnipotente è?). Brevemente, la storia dello sviluppo nei secoli e nei millenni.

Sarebbe quindi necessaria la scrittura di un terzo testamento in grado di prendere in esame gli avvenimenti degli ultimi duemila anni ma il problema che sorge è: chi dovrebbe scriverlo? Dio no, lui non scrive. Servirebbe un profeta ma, al giorno d'oggi, uno in grado di trasformare l'acqua in vino sarebbe profumatamente pagato dalla Tavernello per non parlare. Oppure sarebbe chiuso nell'Area 51 per accertamenti. La scelta successiva ricadrebbe sul Papa, massima autorità religiosa sulla Terra, anche se forse sarebbe un po' troppo di parte. Insomma, è facile riscrivere le regole della propria religione così, a piacimento. Soprattutto non sarebbe particolarmente conveniente in quanto sappiamo che la Chiesa ha un concetto di importanza della vita abbastanza personale.
Dovrebbe essere possibile stabilire dei parametri etici indipendenti quindi dalla Chiesa ormai inadeguata (se non si installa l'aggiornamento). Il problema è che nonostante l'evidente inadeguatezza, la Chiesa rimane ancora la principale forza politica del mondo, oltre gli stati ed oltre i governi. Basta guardare l'Italia: c'è Casini col suo partito bigotto. C'è Berlusconi che nonostante tutto riesce ancora ad intrattenere rapporti con la chiesa. Poi c'è gente tipo Rutelli, tipo Bondi (cristianissimo, e si vede, ma incapace di rinunciare all'esperienza del divorzio) e tipo la Santanchè (che farebbe di tutto per salvaguardare le nostre radici cristiane, anche ammazzare tutti quegli sporchi immigrati). Tutte le parti politiche sono infettate dall'etica della Chiesa semplicemente perchè è ancora un grande bacino di voti quindi conviene appoggiarla anche se non si condivide appieno il loro punto di vista (ricordiamo che Mele, quello dei coca-party con le zoccole brasiliane, era dell'UDC). Chi potrebbe allora valutare il vero valore della vita di ogni uomo in modo da poter sempre scegliere al meglio? Una volta scartati governi e religioni viene da pensare che la vita sia importante solo per le associazioni umanitarie, una delle tante. Anche qui è però possibile trovare una sorta di deviazione professionale che non distribuisce equamente l'importanza della vita rendendone alcune più importanti da salvaguardare rispetto ad altre.
Sembra dunque che la vita non sia un valore quantificabile in modo appropriato da nessuno su questa Terra. Forse per il semplice fatto che, avendo vita noi stessi, siamo di parte e difendiamo principalmente quelle che ci fanno più comodo (economicamente, politicamente, egoisticamente) fregandocene delle altre. Perchè dovrebbe avere importanza la vita di quello stronzo che mi ha sorpassato a sinistra ai centoquaranta a bordo del suo SUV lucido? Perchè dovrebbe avere importanza la vita del ballerino di tip-tap che abita al piano di sopra? Perchè dovrebbe avere importanza la vita di uno che neanche mi vota? Gli unici che ancora sono veramente impressionati ed affezionati al valore della vita sono gli animalisti che la difenderebbero ad ogni costo. C'è da spendere cifre esorbitanti per la benzina del motoscafo che serve ad andare ad ostacolare una petroliera? Si va. Tanto paga papà. Anche se, forse, anche in questo caso il valore della vita è giudicato in maniera abbastanza personale.

sabato 5 settembre 2009

Occasioni

Quanti interventi non scritti e dimenticati perchè fuori sede o senza connessione disponibile. Quante occasioni andate perdute per scelte apparentemente più semplici e soluzioni apparentemente più gestibili. Quanti rapporti interrotti dall'ozio. Ciò che era al tempo noia e consuetudine senza interesse trasformatasi poi in mancanza, in perdita di preziosi e infine in bisogno di qualcosa di fondamentale. E quando cerchi di lasciartela alle spalle ecco i sogni indagatori duri come diamante a puntare il dito contro il bivio, a sottolineare la strada percorsa, a mostrare cosa si è scelto e cosa si è perso. È probabilmente vero che i sogni sono solo pensieri di un cervello semiaddormentato, allora sono io stesso a puntare il dito, a sottolineare e ad esser pieno di rimpianti. Ma forse è proprio la strada che ho percorso ad individuare chi sono, le scelte ai bivi soprattutto. Nonostante i rimpianti a volte viene da chiedersi se non sia stato meglio comunque perdere per avere ciò che ora ho, se aver fatto scelte diverse per ottere cose ora agoniate non avrebbero compromesso altrettante possibilità, magari attualmente in atto, magari talmente semplici da non essere al momento contemplabili. Forse è meglio soffrire degli echi di un sogno o di un ricordo o di un pensiero se questo significa ancora avere la capacità d'emozionarsi. La possibilità passata e perduta, quella non scelta, situazioni e persone passate che potevano evolvere in uguali o diverse situazioni e persone presenti. Forse è però meglio sognare l'inarrivabile che vederlo realizzato perchè solo il sogno ha bellezza perfetta e pura. E quindi mi limito a sognarla, notte dopo notte. Da anni.

venerdì 4 settembre 2009

Trattare con la morte

Faccio sempre fatica a trovare il confine tra il mio (probabile) cinismo ed il mio rinnego del buonismo che fa tanto persona per bene. Nello specifico, tutti i Tg (per quel che vale ormai il loro potenziale informativo) si sono riempiti di titoli per la ragazza morta di overdose al rave party da qualche parte in Italia (non mi interessa dove), scattano indagini, perizie, autopsie, polemiche. Ma per piacere. Se uno va ad un rave party e ci muore di overdose, beh, cazzi suoi. Se penso che i soldi delle mie tasse (non ancora mie in verità) vanno sprecati in indagini di un individuo morto d'overdose ad un rave party, la cosa mi fa girare altamente i coglioni. Perchè uno che va ad un evento del genere e respira droghe come fosse aria primaverile, lo sa cosa sta facendo. A prescindere da quanti anni porta. Un po' come le faccie scure dei politicanti di governo che rilasciano dichiarazioni di condoglianze e lutto per i militari morti nelle missioni di pace fatte coi fucili. Andare in guerra è morire, lo sa chi ci va tanto quanto chi ce li manda. L'optional è tornare a casa vivi ed integri, non morirci. Perchè se si volesse una guerra senza implicazione di morti si combatterebbe con bacini e coriandoli. Uno va in guerra e muore, è normale, non vedo cosa c'è d'avere il volto scuro, specie quando sei tu ad avercelo spedito. Odio tutto il buonismo ed il falso rispetto rivolto ai cadaveri in queste situazione. Generalmente uno che muore è sempre una persona fantastica, brava e tutto il resto, nessuno ha il coraggio di dire "questo è morto perchè ha fatto una stronzata e sapeva benissimo quello che faceva". Beh, io ce l'ho. Ad ugual modo se devo pensare che le mie tasse e le risorse a sanità e sicurezza devono essere utilizzate per mobilitare un contingente da guerra civile ogni domenica per evitare che i tifosi di due squadre di calcio rivali si scannino tra loro, anche questo mi fa girare i coglioni. Sarebbe una soluzione più interessante chiudere le porte dello stadio, dall'esterno, e riaprirle un paio di giorni dopo. Ch i non è morto per la sua stupidità o per quella dei suoi colleghi, può tornarsene a casa. O ancora, dovrei forse intristirmi perchè qualche frustato di mezza età in una nottata più agitata delle altre si avventa su una ragazza che crede che un francobollo sia un vestito e la stupra? Se una va in giro vestita come in foto, a parer mio, sa bene cosa sta facendo ed a che tipo di reazioni che vuole provocare. Ne deve saper quindi accettare le conseguenze. Sarebbe come infilare un braccio in bocca ad un coccodrillo e poi avercene perchè questo ce lo stacca con un morso e ci fa colazione. Stessa cosa per i morti incornati dai tori mentre si fanno inseguire nelle note manifestazioni spagnole. Se uno è così idiota da stuzzicare un toro solo per il divertimento di farsi inseguire allora forse è solo un bene se il suo corpo viene dilaniato da un paio di corna. Stessa cosa per le stragi del sabato sera. Massimo rispetto per chi viene tirato sotto ma chi beve come come una Formula 1 e poi si mette alla guida senza essere in grado di distinguere tra la strada ed il mondo degli elefanti rosa, allora è giusto che il suo corpo si spalmi su una parete ad un centinaio di chilometri orari. Ancora, chi ti entra in casa o in negozio per rubare. Ultimamente il trend italiano è condannare quelli che tirano fuori un fucile e freddano i rapinatori. Io personalmente sono contrario. Se un furbone pensa di poter rubare cose così, senza incorrere in alcuna sanzione se non un buffetto sulla spalla da parte della legge italiana, allora forse la possibilità di esser trasformati in una groviera potrebbe essere un buon deterrente. Chi fa una rapina sa che va incontro alla possibilità di trovarsi il cervello schizzato su un muro, inutile girarci intorno. Come chiunque altro nelle azioni sopra citate, chi fa certe cose sa bene quali sono le possibili implicazioni e se decide di entrare effettivamente in azione allora significa che ha deciso che vale la pena di rischiare di incorrere nelle conseguenze. Io ho sempre subito le conseguenze delle mie azioni (fin troppo), non vedo perchè chi è tanto idiota da fare certe cose non dovrebbe.

giovedì 3 settembre 2009

Monopoli

Injo: Ho scoperto il tuo oscuro segreto.
S.B.: Tanto non potrai farci niente!
Injo: Lo dirò all'opposizione!
S.B.: Quale?
Injo: Allora lo racconterò a Panorama.
S.B.: Panorama è mio.
Injo: Allora lo racconterò a Il Giornale.
S.B.: Il Giornale è mio.
Injo: Allora lo racconterò a Repubblica.
S.B.: Repubblica è troppo di parte, non sarebbe minimamente credibile.
Injo: Allora lo racconterò al TG1.
S.B.: Il TG1 è mio.
Injo: Allora al TG2.
S.B.: Controllabile.
Injo: Al TG3.
S.B.: Non è credibile quando mi attacca.
Injo: Al TG4.
S.B.: Mio.
Injo: Al TG5.
S.B.: Mio.
Injo: A Studio Aperto.
S.B.: Non è una fonte valida.
Injo: Allora lo racconterò ad un Talk Show.
S.B.: Mediaset è mia.
Injo: Ne pubblicherò un libro con la più grande casa editrice italiana.
S.B.: La Mondadori è mia.
Injo: Ne farò del Gossip su Chi.
S.B.: Signorini è un mio uomo.
Injo: Allora...
S.B.: È inutile, non puoi farci niente, ah ah!
Injo: Allora lo scrivo sul mio blog.