mercoledì 10 giugno 2009

Tutti i numeri della democrazia

Qualcuno non deve aver preso troppo sul serio le mie parole. E qualcuno forse le ha prese troppo sul serio. Meglio chiarire, sempre meglio chiarire.

Attualmente dovrebbero esserci 630 deputati e 315 senatori per un totale di 945. Aggiungiamo qualche personaggio qui, qualche personaggio là ed arrotondiamo a 970 persone. Supponiamo ora di avere una funzione indicante il rigore morale di una data persona. Potremmo approssimare questa funzione con una gaussiana standard N(0,1), dove 0 indica il rigore morale neutrale i valori negativi indicano una morale via via più sporca e, parallelamente, i valori positivi indicano una morale sempre più pura. Nella realtà, è più facile trovare qualcuno con un rigore morale sporco piuttosto che uno con rigore morale pulito quindi la funzione non sarebbe quella ottimale ma noi siamo ottimisti e ce ne freghiamo approssimando il tutto. Ora: la curva gaussiana viene definita avente media sul primo parametro, nel nostro caso proprio su 0, ed è simmetrica rispetto a questo. Allora, la probabilità di trovare un uomo avente rigore morale X maggiore alla media è data da P(X>0)=1/2 proprio a causa della simmetria della distribuzione. Quindi, se noi avessimo un Monarca, un Re, un Dittatore o un Gran Visir (pura semantica), la probabilità che questo abbiamo un rigore morale positivo è proprio:
Passiamo ora alla democrazia (prendo i dati di quella italiana, tanto per esserci dentro fino al collo). Imporre che tutti i 970 parlamentari abbiamo un rigore morale superiore alla media sarebbe troppo restrittivo, limitiamoci ad una grande maggioranza. Supponiamo di volere vedere con quale probabilità il 70% dei parlamentari (679 su 970) capita nella metà di rigore morale positivo. Supponiamo inoltre che i parlamentari non si influenzino tra loro (puro ottimismo anche qui: sappiamo benissimo che se mettiamo uno stronzo ed un gentile in una stanza quando li tiriamo fuori sono due stronzi) quindi possiamo sfruttare il fatto seguente:
Definiamo quindi X1 come il rigore morale del primo parlamentare, X2 quello del secondo parlamentare e così via. Allora ne viene che:
Ora, so che non tutti amano le frazioni quindi vado ad esplicarvi la cosa in percentuali. La probabilità che un dittatore abbia un rigore morale superiore alla media è del 50%. La probabilità invece che almeno il 70% del nostro parlamento abbia un rigore morale superiore alla media è circa pari a 0.00000000000000000 000000000000000000000000000000000000000000000 000000000000000000000000000000000000000000000 000000000000000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000398%.

Con ampie approssimazioni vergenti verso l'ottimismo, come già detto.

martedì 9 giugno 2009

Quote rosa e quoziente intellettivo

È l'ora di finirla con questo buonismo dilagante verso l'altro sesso (l'altro è quello femminile). Le femministe che tanto vogliono l'emancipazione e la parità d'opportunità per la donna finiscono nello stesso tranello degli uomini, ovvero si credono infine superiori e migliori. Ogni volta che viene trovata una qualità oggettivamente migliore nell'uomo (nel senso di maschio) ecco che la femminista infuocata salta sulla sedia, alza la mano ed annuncia al mondo che, sì, abbiamo ragione, ma la donna sa fare quest'altra cosa molto meglio dell'uomo. Ma perchè? Perchè si deve trasformare tutto nel sasso-carta-forbice? Perchè un uomo (o una donna) non può fare qualcosa meglio dell'altro e basta? Perchè se "dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna" è apertura mentale mentre se "dietro ad una grande donna c'è sempre un grande uomo" è maschilismo sfrenato? È l'ora di dare un taglio anche alle questioni delle quote rosa, che sono lo strumento più falso che possa esistere, in grado di dare solo un'apparenza di parità tra i sessi. Infatti le donne vengono così assunte solo per tappare i buchi imposti a norma di legge, non perchè sono qualificate o hanno qualche merito. Semplici tappabuchi, altro che parità. Perchè, se poi devono esistere le quote rosa, allora io posso tirare in ballo le quote per ogni classe di discriminazione: le quote nere, le quote cinesi, le quote nerd, le quote gay, le quote di affetti da pigrizia cronica. Ed è così che le aziende private crollerebbero come castelli di sabbia al sole.

Injo: Ci sono un negro, un ebreo, un cinese, un omosessuale...
George: Ma è un'azienda o una barzelletta degli anni '80?

Tutti si indignano contro questa solita polemica del "è imperdonabile che una donna non venga assunta solo perchè può rimanere incinta ed entrare in maternità". Beh, c'è qualcuno che pensa che se un uomo, malato cronico, si prende tre settimane di malattia al mese e lo dichiarasse prima, verrebbe assunto da un'azienda privata, che deve competere sul mercato? Se sì, quell'azienda è fallita in partenza. O il tizio in questione è il parente di un qualche politico. In sostanza, basta con le pagliacciate delle quote colorate solo per far vedere che siamo sensibili ad un problema che è stato ormai superato vent'anni fa ma che fa comodo tenere in auge per motivi terzi (per campagna elettorale, per dare lavoro alle pseudogiornaliste femministe, ...). Direi che se vi fossero interessate davvero le pari opportunità non votavate il PdL con la Carfagna che non appoggia i gay "perchè non sono abbastanza discriminati e comunque non condivido la loro posizione". L'avete votato? Ora ve lo pigliate nel retto (e non sto parlando di un angolo).

Injo: Salve, sono qui per l'annuncio che avete presentato. Questo è il mio curriculum.
Direttore: Ma lei non risponde minimamente ai criteri richiesti!
Injo: Ma non lo sa che per legge c'è la quota Injo? Ne ha già uno in azienda? Mi sta per caso discriminando?
Direttore: Può iniziare lunedì.

lunedì 8 giugno 2009

Il telecomando mi da il potere

Ho zittito Bruno Vespa.

domenica 7 giugno 2009

Misteri costituzionali

Si fa sempre un gran parlare di Costituzione, chi la considera importantissima, chi dice che è ormai inutile ed obsoleta, ma nessuno ha mai pensato di chiedere il parere di colui che la promulgò. Per fortuna che ci sono io.

Injo: Cos'è la costituzione?
De Nicola: La Costituzione è un documento che contiene tutte le idee che stanno alla base del nostro paese.
Injo: Ma a cosa serve?
De Nicola: Serve a stabilire i principi fondamentali sui quali si basa la nostra nazione, quei principi sacri ed inviolabili che nessuna legge deve poter infrangere. Indica cosa può essere fatto e non fatto, cosa può essere regolamentato e cosa non, una sorta di codice di comportamento morale dei governi.
Injo: Codice di comportamento morale dei governi?
De Nicola: Sì.
Injo: Allora la metto molto bassa. La destrezza invece cos'è?

sabato 6 giugno 2009

Punto critico


Sinistra critica: ecologista, comunista, femminista. Ma perchè femminista è un sinonimo di battaglia per la giustizia mentre maschilista, che ha lo stesso significato, è sinonimo di malvagità? Se si deve attaccare a certe vaccate come il femminismo, la situazione della sinistra è davvero critica.

venerdì 5 giugno 2009

Sei prove contro la teoria darwiniana

Prova 1: Non esistono prove scientifiche reali dell'evoluzione. Si hanno ritrovamenti di scimmie sempre più grandi e sempre meno gobbe e poi all'improvviso, zum, ecco l'uomo, senza una via di mezzo adeguata. Questo anello mancante detto missing link e tutti gli evoluzionisti lo stanno cercando fin da quando la teoria darwiniana ha preso piede ed è stata accettata. Ma ancora nessuno ha trovato niente, nemmeno l'url in questione.
Prova 2: Anche trascurando la prima prova, se le scimmie si sono evolute in esseri umani perchè esistono ancora le scimmie? Dovrebbero essere tutti umani, non è che un bel giorno la scimmia si alza e dice "no, oggi non mi va di scoprire i misteri della scienza e dell'arte, preferisco rimanere qui su questa quercia a mangiare banane e giocare con i miei escrementi". È assurdo pensare che una scimmia possa pensare qualcosa del genere: le scimmie non vivono sulle quercie.
Prova 3: Darwin mangiava tartarughe. Questo dovrebbe dare validi motivi per dubitare delle sue conclusioni scientifiche.
Prova 4: Se l'evoluzione seleziona gli individui migliori che sopravvivono a discapito di quelli deboli, perchè esistono gli idioti? E perchè sono la stragrande maggioranza?
Prova 5: Secondo la teoria darwiniana doveva sopravvivere l'esemplare più forte. Allora perchè il tirannosauro non esiste più? Ammesso che il tirannosauro sia mai esistito (sulla Bibbia non ci sono, i dinosauri) pare che si sia estinto a causa delle meteoriti. Allora, visto che le meteoriti sono più forti dei tirannosauri secondo la teoria darwiniana, perchè le meteoriti non ci sono più, oggi?
Prova 6: Darwin è morto, Dio no. Allora, chi ha ragione? Eh?

giovedì 4 giugno 2009

Se ne ferisce più la penna della spada

Io prendo gli spaghetti, grazie.

mercoledì 3 giugno 2009

Evoluzione della moneta

In principio, l'uomo viveva nelle grotte. Si stava tutti assieme, le donne si prendevano cura dei figli e spazzavano la caverna mentre gli uomini uscivano a caccia di mammuth con clave e sassi. Tutto era in condivisione all'interno della caverna finchè la tribù iniziò ad evolversi. Nasce l'allevamento e l'agricoltura e gli uomini iniziano a fre lavori faticosi. Le tribù vanno espandendosi creando città e via dicendo, storia che tutti conosciamo. Venne il momento poi in cui i lavori divennero troppo da fare tutti caoticamente quindi ognuno iniziò a fare il proprio: ciò che creava lo usava oppure lo scambiava con altre persone per avere ciò che gli serviva. Semplice. Razionale. Lineare. Ma nuvole nere erano all'orizzonte: la nascita del denaro era imminente. Non sappiamo di preciso per quale motivo fu creato ma probabilmente è andata così:

Sgrunt: Voglio una tua mucca.
Brub: Tu cosa mi dai.
Sgrunt: Io coltivo mele. Vuoi una mela?
Brub: Ne voglio cento, per la mucca.
Sgrunt: Cento? Sei matto? Saranno più di trenta!
Brub: Le voglio.
Sgrunt: Non le ho.
Brub: Allora niente.
Sgrunt: Facciamo così: intanto prendi questo sasso. Quando le avrò ti darò cento mele e tu mi darai indietro il sasso.
Brub: Va bene. Mi fido.

Ovviamente il sistema dovette attraversare qualche momento (secolo) per perfezionarsi.

Trof: Ciao. Sono qui per darti il mio grano.
Brub: Sì: dieci spighe per ogni sasso.
Trof: Già, per tre sassi che ti avevo dato fanno trenta spighe.
Brub: Ma come, io ho dieci sassi!
Trof: Quelli non te li ho dati io!
Brub: Come no: sono sassi.
Trof: Devi avere certamente ragione, ecco il tuo grano.
Brub: Bene, ecco i tuoi sassi.
Trof: Ci vediamo.
Brub: Ah, senti...
Trof: Sì?
Brub: Se vedi Sgrunt digli che lo sto aspettando.
Trof: Sgrunt è morto sei anni fa.

Dopo qualche tempo, circa un paio di secoli, di totale anarchia nel sistema si pensò di sostituire i sassi con qualcosa di migliore. Nacquero le primo monete, cerchietti di metallo con su impresso qualche simbolo. In questo modo era più difficile raccoglierne da terra per far figurare valori diversi. Inoltre i cerchietti erano di metallo, quindi il valore del metallo rappresentava proprio il valore del prodotto da scambiare, quindi se uno non tornava a prendersele perdeva il valore delle monete stesse. Le cose iniziarono a complicarsi, le monete passavano di mano in mano come un pagherò che non veniva mai pagato, ma scambiato e le monete se ne andavano in giro per tutto il paese. Presto ci si rese condo che avere quelle monete era importante, non tanto per il loro valore ma quanto per ciò che rappresentavano: erano il biglietto per comprare ciò che serviva, era quindi indispensabile averne tanti. Ma tanti. Nacquero le banche.

Hugh: Dammi tutte le tue monete, io le terrò per te. Se ti servono te le ridò, ma intanto le tengo io.
Brub: Perchè dovrei, allora?
Hugh: Uhm... facciamo così: ogni cento monete che mi dai, io te ne do indietro cento più una per ogni settimana che me li lasci.

Errore. Grave. Il denaro viene versato alla banca, questo lo usa come fosse suo e quando il propietario lo rivuole ci aggiunge gli interessi. Quindi, schematicamente, un uomo produce un valore di cento monete, le porta in banca, e dopo una settimana ritira il suo denaro: il valore è ora di cento monete più una. Quella moneta supplementare è uscita dal nulla come valore simbolico e non corrisponde ad alcun valore reale. Quindi se la produzione totale della città in una settimana è di un milione di monete, dopo sette giorni potrebbero esserci, ad esempio, diecimila monete che non corrispondono a niente: è nata l'inflazione. Ciò che prima veniva venduto ad una moneta, ora viene venduto a due, visto che ci sono monete in più nel circolo. Queste entrano nuovamente in banca e generano altre monete dopo un'altra settimana e lo stesso oggetto passa a quattro monete di valore. Dopo qualche anno, il valore reale delle monete non corrisponde più neanche lontanamente al valore reale dell'oggetto acquistabile con tali monete facendo nascere il sistema monetario come noi lo conosciamo ai nostri tempi. Non sono più i prodotti, il lavoro ed i servizi a creare ricchezza, ma è la stessa ricchezza ad autogenerarsi, gonfiandosi sempre più.

Injo: Vorrei comprare questa automobile.
George: Perfetto: sono 25 mila euro.
Injo: Accettate i contanti?
George: Certo.
Injo: Allora ecco a lei: è un pacco da 500 fogli A4. Dovrebbe bastare.

Essendosi persa la corrispondenza rigida e biunivoca valore del prodotto/valore della moneta l'uomo è stato quindi costretto non più a creare ricchezza e prodotti per poterli scambiare con chi ne ha di diversi ma ad accumulare il maggior numero possibile di monete in modo da poter comprare tutto ciò che gli serve. Possibilmente lavorando il meno possibile, ad esempio facendosi aiutare da Gerry Scotti. Col seguitare di quest'ideologia il denaro si è quindi trasfomato da simbolo di pagherò a merce di scambio vera e propria e, successivamente, da mezzo dello scambio è diventato il fine ultimo del sistema economico, del lavoro e della vita. Succede questo a lasciar andare il sistema a se stesso, si perdono gli obiettivi ed il fine diventa il mezzo mentre il mezzo diventa il fine. In questo mondo dei contrari siamo tutti attaccati a frammenti di nichel e pezzi di carta ma non ci fermiamo a riflettere sulla precarietà del sistema. Pensate ad un'inondazione: chi produce barche può salvarsi, chi ha i soldi per comprarle no. Pensate all'invasione degli zombie, chi ha un fucile potrà ucciderli, chi ha i soldi per comprarlo no. Pensate alla guerra, chi produce viveri sopravvive, chi può comprarli no. Alla fine non abbiamo per le mani che pezzi di materiali poveri con su un numero che simboleggia che noi abbiamo lavorato accumulando un certo numero di crediti cedibili in cambio di beni e servizi. Ma non è detto che questi crediti cedibili qualcuno davvero li voglia. Se un giorno tutti gli agricoltori decidessero di non accettare più questi foglietti colorati (gli agricoltori sono abbastanza indipendenti, nelle loro fattorie), beh, l'intero sistema commerciale degli alimentari crollerebbe a picco più velocemente del Titanic. Meditare è importante.

(Scenario di guerra, fumo e polvere in lontananza, nazisti zombie che mangiano i bambini e velociraptor a motore che stuprano le nostre donne)
Bill Gates: La prego, mi dia qualcosa da mangiare.
Contatino: E tu cosa mi dai?
Bill Gates: Ho venti dollari.
Contadino: Mpfh.
Bill Gates: Ecco, tenga, è tutto quello che ho dietro, sono ventimila dollari.
Contadino: Cosa vorresti?
Bill Gates: Un po' di frutta, la prego!
Contadino: Allora no.
Bill Gates: Azioni, vuole delle azioni? Guardi, migliaia di azioni!
Contadino: Sono di carta soffice?
Bill Gates: Ma che importa, con queste lei avrebbe il possesso di...
Contadino: Sono soffici?
Bill Gates: Mah, è carta sottile...
Contadino: Va bene. Portala alla latrina laggiù e poi torna qui che ti offro qualche mela.

martedì 2 giugno 2009

La valle incartata

Chi è andato a Napoli dice ancora oggi che è la città più sporca d'Europa.
Realtà: 1. Berlusconi: 0.
Chi abita a Napoli sostiene per amor di patria che la città è stata salvata.
Realtà: 1. Berlusconi: 1.
Berlusconi vincerà anche le prossime elezioni.
Realtà: 1. Berlusconi: 37.432.679.

lunedì 1 giugno 2009

Non si arriva mai

Qualcuno pensa che oggi sia il presente e ieri sia il passato. Legge sui libri di storia e pensa che, cazzo, che antichi. Fortuna che noi siamo qui, nel presente, siamo arrivati. La nostra civiltà è arrivata. Il mondo è arrivato. E invece, guarda un po', non siamo arrivati per niente. Non siamo altro che il passato di qualcun'altro che sarà a sua volta il passato di altri ed altri ancora, così finchè al Sole non girerà di ingrassare fino ad arrostirci a fuoco lento. Ed, effettivamente, se qualcuno avesse la pazienza di fermarsi un attimo a riflettere, questi concetti apparirebbero subito abbastanza palesi. Nel passato c'erano i pirati. Oggi ci sono i pirati. Certo, quelli attuali hanno il motoscafo a motore che sì, è veloce, ma non c'è paragone con la maestosità del galeone. E comunque sempre pirati sono. Nel passato c'erano il Papa e la Chiesa che regnavano sul mondo grazie alla superstizione ed alla credulità della gente. Oggi, dove tutti hanno istruzione e facile accesso alla cultura ed alla scienza, non è cambiato niente. Nessuno si permette di alzarsi in piedi e dire "Ehy vecchio, perchè non pensi al tuo stato invece di venire a sindacare sulle scelti degli altri stati?". In passato c'erano le monarchie. Oggi, in Europa, ce ne sono tantissime: Inghilterra, Spagna, Svezia ed altre. E le analogie continuerebbero. Quindi non danniamoci troppo: fra anche solo cent'anni non saremo che polvere nel vento, residui di gente considerata antica ed obsoleta, come lo sono state tutte le persone comuni del '800, del '700, del '600...

Deprimente.

Succede.