Ad ogni trasmissione lo annunciano con tono solenne, in ogni telegiornale è la notizia di chiusura e prima e dopo ogni programma televisivo viene ricordato. No, tranquilli, nessuna edizione straordinaria per chissà quale catastrofe: è solo il passaggio al digitale terrestre. Tutta Mediaset è costantemente attiva per ricordarci di comprare il digitale terrestre perchè tra poco l'analogico non funzionerà più mentre la Rai lo dice solo una volta ogni tanto, quando si ricorda. Cioè: Mediaset (privata) ricorda a tutti gli italiani la cosa, Rai (pubblica) se ne frega. Ammesso questo scambio di ruoli ed ammesso che qualcuno sia veramente terrorizzato dall'eventualità di perdere i programmi Rai o Mediaset perchè sprovvisto del digitale terrestre, andiamo ad analizzare la "nuova" tecnologia introdotta. Il digitale permette di vedere programmi senza il consueto effetto neve o effetto sfarfallio tipico delle trasmissioni analogiche fino ad oggi utilizzate. Migliore qualità dunque, ma a quale prezzo? Semplice: mentre con l'analogico è facile raggiungere un compromesso (non si vede benissimo, ma si vede e mi basta) col digitale questo non si può fare: se si vede, è perfetto, impeccabile, privo di sbavature, ma se il segnale non arriva bene semplicemente non si vede. Magie del digitale. Andiamo oltre: con l'avvento del digitale sono apparsi nuovi canali a iosa. Ad esempio, Mediaset ora ha anche Iris (un canale che trasmette film vecchi, ma non come Rete4, molto molto più vecchi) e Boing (cartoni animati). A me pareva che Berlusconi (o relativi famigliari) non potesse neanche possedere Rete4 sia perchè non poteva avere più di due reti, sia perchè occupava le frequenze di Europa7. Ora ne ha cinque. Vabbè. Andando oltre vi è il problema dell'interattività tanto declamata. Per ora l'unica interattività che ho trovato è sui canali Mediaset; ogni tanto appare una miniatura del logo della rete in alto a sinistra in rosso. Se premi il pulsante rosso potrai godere - udite udite - di uno spot pubblicitario! Miracolo tecnologico! Ma le novità non finiscono qui. Un tempo, quand'ero piccino, c'era Tele+ (mi pare si chiamasse così, non l'ho mai avuto). Al tempo hanno inventato i canali sdoppiati per adattarsi alle esigenze del pubblico, ovvero c'era la stessa rete mandata in onda due volte ma una delle due era shiftata di un'ora. Una cosa ingegnosa in effetti. Vent'anni fa. Eppure oggi ancora ripropongono lo stesso sistema per simulare la flessibilità. Con quello che si è speso per cablare l'Italia intera in digitale, smantellare le vecchie infrastrutture dell'analogico e comprare i decoder, si sarebbe potuto cablare l'intero territorio con una dorsale in fibra per l'internet ad altissima velocità. Non può Canale5 e Canale5+1 ma semplicemente "io arrivo a casa all'ora che mi pare e per guardare quello che voglio guardare lo scelgo da una lista di disponibilità e premo semplicemente Play". Ma sarebbe tutto troppo semplice, meglio adottare una tecnologia morta in partenza e farla passare come innovativa. Interessante soprattutto l'idea di renderla obbligatoria, come se quando hanno inventato la radio FM avessero messo fuori uso la radio AM o quando hanno inventato l'automobile avessero messo fuorilegge la bicicletta. Cose assurde. L'unico motivo valido per attuare lo switch off sarebbe quello di vendere decoder per digitale terrestre. E allora, provate a indovinare di chi è la società che produce i decoder?
Bottle
4 giorni fa



