sabato 10 ottobre 2009

Ah, questo Berlusconi...

Sempre circondato da belle donne.

E sempre con la battuta pronta.

Siamo proprio un Paese fortunato.

venerdì 9 ottobre 2009

Buone nuove #11 - Tutto pronto

L'azienda di Cesare Ragazzi sull'orlo del fallimento. Pronta la cordata del premier.

Berlusconi: "Nulla mi farà tradire il mandato che gli italiani mi hanno conferito". Pronto il Lodo contro la morte naturale.

Consulta: "Lodo illegittimo". In preparazione il lodo per i lodi illegittimi.

Berlusconi infuriato sulla bocciatura del Lodo Alfano: "Queste cose qua a me mi caricano e agli italiani gli caricano, viva l'Italia e viva Berlusconi". Viva l'italiano soprattutto.

Il cardinale Turkson: "Siamo pronti per papa africano". Basta che non sia negro.

Benedetto XVI: "Dio si da gratis". Subito invitato a cena a Villa Certosa.

Sondaggi: sette italiani su dieci stanno con Berlusconi. Gli altri tre faranno una telefonata appena arrivano.

Venditti in Sicilia: "Perchè Dio ha inventato la Calabria?". Perchè il ponte fino alla Basilicata non ci arriva.

Messina sommersa dal fango. I calabresi l'hanno presa troppo sul serio stavolta.

Berlusconi: "Ci stiamo già attivando per la costruzione delle case". In Abruzzo.

Topo Gigio testimonial della campagna di prevenzione contro l'Influenza A. Poi passerà ad Onna a distribuire nuove case.

Visita entusiastica di La Russa ai parà di Kabul. Avanti così, siete una bomba.

Nobel per la pace ad Obama. E non aveva neanche fatto fare le canzoncine.

giovedì 8 ottobre 2009

Guida rapida ai principali bacini elettorali

Chi vota Popolo delle Libertà?
1. I vecchi che per tutta la vita hanno votato destra, vogliono continuare a votare destra ma si trovano nella sfavorevole situazione di vivere in un paese in cui l'unico partito di destra è quello di Berlusconi.
2. I ragazzetti tifosi del Milan e le ragazzette che vorrebbero proprio diventare delle attrici.
3. Gli imprenditori le cui aziende potranno vivere nella scia delle leggi che Berlusconi farà per le sue.
4. Chi considera Feltri e Facci dei giornalisti.
5. Chi si ritiene troppo occupato per interessarsi alla politica e quindi la segue sui telegiornali di Mediaset.
6. Chi è troppo ricco e troppo snob per mischiarsi ai pericolosi bolscevichi sovversivi.
7. Chi vede il leader politico con divina adorazione e fa dure espressioni di disapprovazione quando qualcuno lo prende in giro, ci fa una vignetta o ci scherza su.
8. Chi considera satira quella del Bagaglino e di Striscia la Notizia.

Chi vota Partito Democratico?
1. I vecchi che per tutta la vita hanno votato centro-sinistra, vogliono continuare a votare centro-sinistra ma si trovano nella sfavorevole situazione di vivere in un paese in cui l'unico partito di centro-sinistra è il Partito Democratico.
2. I comunisti afflitti dalla cancellazione del loro partito dal Parlamento.
3. Chi è antiberlusconiano ma al contempo troppo conformista per cercarsi un partito diverso dal più grosso.
4. Chi è convinto che Travaglio sia di sinistra.
5. Chi vede, almeno per le prime due settimane, una svolta nel nuovo segretario del partito.
6. Chi è troppo povero per essere difeso dalle politiche di Berlusconi.
7. Chi è in grado di prenderla alla leggera e con autoironia ma non è in grado di vedere dov'è il limite oltre il quale c'è poco da ridere.
8. Chi crede nel voto utile e chi crede che quello al Partito Democratico sia un voto utile.

mercoledì 7 ottobre 2009

Status uniti

Ormai è tutta questione di etichette. Dopo vari avvenimenti mi sento depresso, ma se lo dico verrei immediatamente classificato nella categoria di emo/dark di turno. Questo perchè i suddetti usano talmente a sproposito parole e concetti da snaturarne il significato e renderli parte di un sistema più grande. Ad ugual modo se sostengo che il nostro premier abbia fatto qualcosa di buono sarei un vile berlusconiano (e mi parlerei più) mentre se dico che questo è uno dei peggiori esseri umani presenti su suolo italico sarei semplicemente un pericoloso bolscevico. Tutto perde di significato se usato a sproposito, se non sei con Berlusconi sei solo comunista, non c'è alternativa, una dicotomia inviolabile scritta nella pietra. Questo detto da chi del comunismo sa solo due cose: che il logo è la falce e il martello e che erano tremendamente ghiotti di bambini. Ed è proprio questo mutare delle parole che fa evolvere la cultura diventata oggi una cultura dell'apparire e del parlare, spesso apparire ciò che non si è e parlare con parole d'altri. Ce ne sono a bizzeffe d'esempi simili: si pensi ai ristoranti cinesi. Quand'ero bambino io era praticamente una vergogna mangiare cinese o giapponese perchè, cazzo, ma non lo sai, mangiano i gatti. Oggi è diventato figo. Tutti dicono che il sushi è così tremendamente buono, inarrivabile. E spesso questa bontà viene da chi neanche l'ha mai assaggiato.

Cameriere: Cosa ordina, signore?
Avventore: Del sushi.
Cameriere: Benissimo signore!
Avventore: Ben cotto, per favore.

Senza contare che il buonissimo viene spesso da altri fattori diversi dal responso del senso "gusto". È pieno di frequentatori di fumetterie che scaricano gli anime da PirateBay e che si sentirebbero vuoti senza poter dire ai loro amici che sì, diamine, il sushi è proprio una bomba. Status, semplicemente status. Io l'ho provato il sushi: puzza di pescheria e tutti i pezzi hanno lo stesso sapore a prescindere dal colore, dalla forma o dal tipo di pesce. La ricerca dello status porta invece ad insaporirlo, forse è proprio questa spezia che mancava quando l'ho assaggiato io: lo status. Ma ne esistono decine di status, tranquilli, ce n'è per tutti! Come dimenticare lo status d'universitario fuori sede che fa tanto uomo vissuto. Si cerca un'università lontana da casa, possibilmente una laurea dal nome altisonante ma dagli scarsi contenuti per poter prendere ottimi voti senza far nulla in modo da rendere felice papà ed evitare che smetta di pagare, si vive in un appartamento con coinquilini dello stesso sesso e si beve birra. Poi ci si cerca una ragazza, possibilmente del posto perchè, accidenti, mica voglio viaggiare di continuo per l'Italia per correre dietro a questa qui che s'illude d'essere qualcosa di più che un semplice marker del mio status. Diamine, ora sono davvero soddisfatto, e come nei film americani ci saranno ragazze strafighe disponibili, grandi auto sportive e feste a base di birra e cocaina. Film come American Pie e simili hanno rovinato un buon numero di generazione di giovani. Ma alla fine, chissenefrega, tu sei soddisfatto per il tuo status e non per quello che hai raggiunto (un'istruzione, conoscenza, cultura, una ragazza, responsabilità), semplici obiettivi da spuntare sulla tua lista per poter un giorno dire "sì, l'ho fatto". Ottimo. Grande soddisfazione dal profilodi Facebook dove si potrà finalmente scrivere studente universitario.

martedì 6 ottobre 2009

Nato morto

Ad ogni trasmissione lo annunciano con tono solenne, in ogni telegiornale è la notizia di chiusura e prima e dopo ogni programma televisivo viene ricordato. No, tranquilli, nessuna edizione straordinaria per chissà quale catastrofe: è solo il passaggio al digitale terrestre. Tutta Mediaset è costantemente attiva per ricordarci di comprare il digitale terrestre perchè tra poco l'analogico non funzionerà più mentre la Rai lo dice solo una volta ogni tanto, quando si ricorda. Cioè: Mediaset (privata) ricorda a tutti gli italiani la cosa, Rai (pubblica) se ne frega. Ammesso questo scambio di ruoli ed ammesso che qualcuno sia veramente terrorizzato dall'eventualità di perdere i programmi Rai o Mediaset perchè sprovvisto del digitale terrestre, andiamo ad analizzare la "nuova" tecnologia introdotta. Il digitale permette di vedere programmi senza il consueto effetto neve o effetto sfarfallio tipico delle trasmissioni analogiche fino ad oggi utilizzate. Migliore qualità dunque, ma a quale prezzo? Semplice: mentre con l'analogico è facile raggiungere un compromesso (non si vede benissimo, ma si vede e mi basta) col digitale questo non si può fare: se si vede, è perfetto, impeccabile, privo di sbavature, ma se il segnale non arriva bene semplicemente non si vede. Magie del digitale. Andiamo oltre: con l'avvento del digitale sono apparsi nuovi canali a iosa. Ad esempio, Mediaset ora ha anche Iris (un canale che trasmette film vecchi, ma non come Rete4, molto molto più vecchi) e Boing (cartoni animati). A me pareva che Berlusconi (o relativi famigliari) non potesse neanche possedere Rete4 sia perchè non poteva avere più di due reti, sia perchè occupava le frequenze di Europa7. Ora ne ha cinque. Vabbè. Andando oltre vi è il problema dell'interattività tanto declamata. Per ora l'unica interattività che ho trovato è sui canali Mediaset; ogni tanto appare una miniatura del logo della rete in alto a sinistra in rosso. Se premi il pulsante rosso potrai godere - udite udite - di uno spot pubblicitario! Miracolo tecnologico! Ma le novità non finiscono qui. Un tempo, quand'ero piccino, c'era Tele+ (mi pare si chiamasse così, non l'ho mai avuto). Al tempo hanno inventato i canali sdoppiati per adattarsi alle esigenze del pubblico, ovvero c'era la stessa rete mandata in onda due volte ma una delle due era shiftata di un'ora. Una cosa ingegnosa in effetti. Vent'anni fa. Eppure oggi ancora ripropongono lo stesso sistema per simulare la flessibilità. Con quello che si è speso per cablare l'Italia intera in digitale, smantellare le vecchie infrastrutture dell'analogico e comprare i decoder, si sarebbe potuto cablare l'intero territorio con una dorsale in fibra per l'internet ad altissima velocità. Non può Canale5 e Canale5+1 ma semplicemente "io arrivo a casa all'ora che mi pare e per guardare quello che voglio guardare lo scelgo da una lista di disponibilità e premo semplicemente Play". Ma sarebbe tutto troppo semplice, meglio adottare una tecnologia morta in partenza e farla passare come innovativa. Interessante soprattutto l'idea di renderla obbligatoria, come se quando hanno inventato la radio FM avessero messo fuori uso la radio AM o quando hanno inventato l'automobile avessero messo fuorilegge la bicicletta. Cose assurde. L'unico motivo valido per attuare lo switch off sarebbe quello di vendere decoder per digitale terrestre. E allora, provate a indovinare di chi è la società che produce i decoder?

lunedì 5 ottobre 2009

domenica 4 ottobre 2009

Il mio rabbioso amore

Sono ossessionato dalla rabbia. Non necessariamente dalla mia rabbia, dalla rabbia in generale. Ne provo un'attrazione totale, a livello quasi erotico e, in un periodo in cui la cosa più erotica a cui ho avuto il tempo di pensare è risolvere un'equazione differenziale disomogenea di - oh, sì - quinto grado, la cosa assume connotati ancor più travolgenti ed incontrollabili. Non riesco a cambiare canale quando qualcuno litiga in televisione, anche se la cosa dura poco perchè là i litigi hanno sempre i toni pacati e sembrano troppo artefatti. Preferisco quando vedo persone che discutono, urlano e si menano, le osservo rapite, mi piace vedere le reazioni e studiare i meccanismi di offesa/difesa verbali e fisici che è in grado di costruire la mente umana quando è al suo stato più naturale e primitivo, quando è dentro una disputa con la rabbia pura nelle vene e l'odio che cresce pericolosamente come una bolla nera al centro del torace, da togliere il fiato. È una cosa che non so spiegare e non riesco a capire, so solo che c'è. Per questo un po' mi dispiace che la connessione della 3 sia tornata a funzionare: ora non ho più la scusa per litigare ed alzare la voce con quelli del call center. Litigare al telefono è il massimo in questo senso, puoi litigare e dire cose ad ogni livello senza rischiare di prendere un pugno sul muso. È la prospettiva di prendere un pugno a frenarmi dal litigare spesso, quindi sono in realtà un tipo fin troppo poco litigareccio. Preferisco godere delle litigate degli altri.

sabato 3 ottobre 2009

Un'alternativa

Nasciamo come pezzi unici. E non come l'ultimo Cd dei Quaraquaqua che è stato numerato a mano o come la Gioconda, noi siamo unici veramente. Ognuno ha il suo aspetto fisico, il suo carattere, le sue idee e le sue arti. Chiunque, nessuno escluso. Questa estrema varietà iniziale viene poi nuovamente ampliata ad aggiornata tramite miliardi di variabili come la famiglia, gli amici, la scuola, il contesto socio-culturale e le esperienze fatte. Insomma, non c'è possibilità che due persone siano uguali. Simili sì, uguali mai. Eppure, per quanto sia, c'è un bisogno di uniformarsi e di compattarsi in un tutt'uno. Basta vedere l'utente medio di una discoteca. Ed è per questo che per differenziarsi dall'utente medio della discoteca (che tragicamente coincide anche con l'umano medio) nascono i vari movimenti, i punk, i metallari, i dark, gli emo e altri che fatico a definire. Non so se si riesce a cogliere l'ironia della cosa: per essere differenti, semplicemente si cambia categoria passando da quella più ampia ad una più di nicchia. Simpatico, no? I punk che vogliono essere anticonformisti si vestono tutti come dei barboni, tutti uguali. I metallari pure, con le magliette dei gruppi e gli indumenti in pelle e metallo. Idem per gli emo con i ciuffi che coprono in viso e li rendono tutti uguali. Dai, si è capito. Ogni categoria ha uno stile talmente fisso e delineato che è possibile tracciare degli stereotipi precisi al limite dell'inquietante. Non c'è nessuno che riesca ad essere alternativo davvero, senza cadere nell'immagine di alternativo che qualcun'altro ha precostruito per lui. Ma probabilmente è anche un fattore culturale visto che si viene cresciuti anche in un certo mondo. Di alternativi davvero ne ho conosciuti tanto pochi da essere statisticamente non consistenti. La verità è che l'alternativo vero fa paura perchè non è incasellabile in uno schema e non è possibile affrontarlo. E allora io mangio quando ho fame e non agli orari prestabiliti con i pasti principali solo perchè è ormai convenzione, dormo quando ho sonno seguendo il ciclo del sole anche se fa molto più figo tirare le quattro del mattino e poi dormire fino alle tre del pomeriggio, respingo gentilmente la gente, sia uomini che donne, indistintamente, prima che possano gettare i ponti della conoscenza e nel fare queste cose sono a mio modo unico. Neanche chi vuole fare l'alternativo riesce a capire queste mie smanie e argomentazioni, ed ho il forte sospetto di esser considerato strano, se non scemo. Pazienza. L'importante è che nessuno mi additi come alternativo perchè non lo sono, sono pieno di pregiudizi, sono vecchio dentro e conservatore al limite del fanatismo su certe questioni. Anche l'alternativo è un conformista perchè esiste la parola per identificarlo ed è possibile additarlo per la strada. Il vero alternativo (nel senso di "non identificabile come umano medio che vuole far parte di una certa categoria di stereotipi") non è chi veste new age o ascolta strana musica ma colui che apre gli occhi e capisce quali schemi possono essere abbattuti per modellare la propria giornata sui propri bisogni, e non il contrario, colui che si guarda attorno con occhio critico e colui che è capace di pensare. Perchè, oramai, anche il solo pensare farebbe di te un alternativo.

venerdì 2 ottobre 2009

Che Male

Il male è tra noi. Buona e vecchia argomentazione, come fare senza? Cosa sarebbero oggi la Chiesa, la Lega, i film d'azione e le argomentazioni della sinistra senza la possibilità di vedere il male tra noi? Niente, ecco cosa. L'eterna battaglia tra bene e male è ancora un argomento verde e rigoglioso per chiunque voglia raccontare, dimostrare, persuadere, minacciare. Purtroppo è, com'è sempre stata, un'argomentazione debole. Cos'è il male? Ciò che fa soffrire contrapposto a ciò che fa gioire? Esistono azioni che fanno soffrire fatte a fin di bene, in fondo. Ma allora cosa si giudica di un'azione, l'intenzione o l'azione fine a se stessa? L'intenzione è d'altra parte altrettanto eterea in quanto soggetta all'interpretazione personale. E allora cosa identifichiamo come male. Per gli amanti del fantasy il male si incarna in un uomo assetato di sangue e distruzione, generalmente un potente mago che ama vestirsi di nero ed abitare in luoghi impervi e desolati (tipo la Basilicata). Ma quest'immagine (stereotipo, veramente) che regge da sempre, da Il Signore degli Anelli ad oggi ed oltre, è assolutamente erronea e sbagliata. Perchè qualcuno, per quanto malvagio, dovrebbe volere la distruzione e la morte di tutti? Su cosa regnerebbe poi, una volta rimasto da solo in un mondo trasformato in una steppa desertica infinita? Io, che non sono forse così malvagio ma mi sto impegnando per diventarlo, preferirei un colpo secco per sradicare il sistema facendo i minori danni possibile, taglio la testa con intelligenza e prendo il controllo del resto. Per poi governare tirannicamente. Questo sì che è realistico (qualcuno ci sta già provando e riuscendo, qua). Quindi il male dev'essere altrove, non può essere solo morte e distruzione. Eppure la figura del demonio, del demone, del diavolo, di Satana è sempre stata presente nella storia, lo è ancora e temo che ci sarà ancora per un bel po'. Satana, diamine, siamo nel 2009 e la gente ha paura di Satana. Che poi se vogliamo dirla tutta, la storia di Satana è abbastanza interessante: era un caro angioletto di Dio poi un giorno s'è seccato di nuvolette e zuccherini ed ha deciso di fare l'alternativo, ha infranto qualche legge e Dio l'ha preso a calci spedendolo via dal cielo, sotto terra. Si può dire che Satana è stato il primo punk della storia, i Clash gli fanno una pippa. Quindi Dio ha deciso di sbolognare i rompipalle mandandoli giù sotto terra mentre lui accettava nel suo regno solo gli uomini migliori. Dio è stato il primo protettore della razza della storia, Hitler gli fa una pippa. Fatto sta che Dio e Satana si sono trovati a dover incarnare le due anime opposte, bene e male, dell'animo umano (una bel salto di carriera per Satana, promosso da semplice angioletto inutile ed anonimo a protagonista delle dispute etiche). E ancora nessuno è riesce a districare i vari stereotipi del bene (Dio, il cielo, la luce, gli angioletti, l'amore sincero verso il prossimo) e del male (Satana, il sottosuolo, i demoni, il sesso prematrimoniale) per poter vedere al di la delle etichette, magari concentrandosi un po' più sui fatti in sè che sul loro significato etico e filosofico. E Satana rimane ancora un personaggio centrale nel nostro mondo moderno.

giovedì 1 ottobre 2009

Troppa immondizia nelle reti

Ormai la rete è piena di blog di gente media con menti semplici, pieni di immagini gigantesche, contenuti multimediali, video, colori e smiles. C'è davvero tutto, mancano solo i contenuti. Credo che un blog, essendo una finestra visibile dal mondo e dove ovunque può affacciarsi a dare un occhiata, debba innanzitutto contenere delle idee. Non me ne frega un cazzo di quello che hai fatto sabato sera, ne di chi ti sei strusciato ieri e, no, neanche quanto il tuo lui ti manchi. Proprio me ne frego. Uno dovrebbe esporre idee, non i propri cazzi. Per esprimere questi esistono i diari, personali, chiusi nel cassetto o come txt secretati, come preferite, ma sono privati. A nessuno interessa della vostra vita. Gli unici fatti personali raccontabili sono quelli che vengono legati ad idee, riflessioni o gelido sarcasmo. Se non ci sono delle idee dietro perchè dovresti pubblicare tutto davanti al mondo? Non andresti mai a sbraitare in mezzo alla strada che l'attore di Twilight cioè è troppo un figo, quindi non vedo perchè tu ci debba pubblicare un post per un pubblico ancor più ampio. Chi ti credi di essere per poter intralciare la rete, la nostra rete, la rete di tutti, con le tue aride stronzate? Ma vaffanculo, va.