domenica 15 novembre 2009

Collisione #1

Studente suppongo. Sale, si siede, si posiziona, tira fuori il portatile poi mi fa: "È libero?". Ormai no, ti sei già seduto. Fa un viaggio di circa 15 minuti ma non può resistere dall'accendere il portatile, tirar giù il tavolino, estrarre la rivista per Pc di turno, di quelle del cazzo che ti insegnano tutti i trucchi per far girare al meglio WindowsXP! e clicca finestre a caso per tutto il viaggio. Poi si alza e se ne va, di corsa. Come se ci fosse il campanello da trillare per dire al treno di fermarsi alla tal stazione. Sapeva di zucchine al forno.

sabato 14 novembre 2009

Controesempi alla teoria evolutiva

L'evoluzione non sempre è una buona cosa. L'evoluzione ha eliminato il tirannosauro che mi sembra invece sia un gran bell'esemplare. L'evoluzione ha portato le zanzare. Nonostante tutti gli esseri viventi sono evoluti ad ugual modo (discendiamo tutti dallo stesso grumo di polvere che, un giorno, ha deciso di fare qualcosa di diverso) ci sono casi in cui le trasformazioni hanno avuto effetti positivi, casi in cui hanno avuto effetti negativi, casi in cui tali effetti sono stati catastrofici. L'evoluzione non è assolutamente un cammino verso la perfezione.






venerdì 13 novembre 2009

Holmes 2.0

I rapporti via web vengono derisi e ridicolizzati dalla gente qualunque perchè affermano che non c'è vero contatto, col totale anonimato uno può dire e fare quello che vuole senza poter provare di dire la verità. Gente meno stupida invece crede che un rapporto via internet sia diverso da un rapporto "dal vivo", ma comunque di ugual valore. Bene. Parlando invece dell'anonimato dal senso più strettamente pratico, agli albori di internet ogni utente iscritto ad un sito o forum veniva identificato da un nome. Questo poteva essere un nickname o il nome vero e proprio, non era importante. L'unico collegamento alla propria persona era generalmente l'account di posta utilizzato per la registrazione (che da che mondo e mondo era creato con dati fasulli). In realtà questo anonimato non c'era, chi sapeva metterci le mani risaliva ad ip ed informazioni varie, ma era tutto piuttosto complesso. Poi internet si è espanso, le connessioni sono diventati più veloci, la mole di dati trasportabili immensa. Ed è nato il cosiddetto Web 2.0, sono nati i social network e via dicendo. Ma la gente è contemporaneamente diventata più ingenua, quando un tempo l'anonimato era un valore da difendere e di cui ci si preoccupava, ora non ci si pensa neanche più. Internet è sicuro. Non puoi risalire a me. Bene.

Ecco il caso in esame. Io frequento un sito con relativo forum. Si iscrive una tizia, lascia un messaggio e lascia le prime due informazioni: il suo indirizzo hotmail e l'anno di nascita (come suffisso al nickname). Ottimo. Faccio un tentativo, aggiugo l'indirizzo hotmail ad MSN Messenger. Funziona. Senza neanche dover aspettare di essere accettato o meno posso cliccare col tasto destro e cliccare su Visualizza Profilo. Trovo la sua pagina su Windows Live (o come si chiama), una sua foto, il suo nome e cognome. Trascrivo quindi nome e cognome su Facebook e grazie al confronto con la foto del profilo su Windows Live (o come si chiama) trovo qual'è della lista colei che mi interessa. Ci clicco. Accidenti, non posso accedere alle sue informazioni, le ha rese riservate a chi non è nella sua lista amici. Poco male, vedo che fa parte del circuito di un certo istituto scolastico. Cerco con Google quel nome. Ce ne sono sostanzialmente tre: una scuola media e due scuole superiori in due città diverse. Grazie all'età (presa dall'anno di nascita del suo nickname) escludo la scuola media. Come escludere una delle due? Un viaggetto tra i suoi amici di Facebook e trovo uno che appartiene ad un gruppo di siciliani doc. Escludo la scuola di Torino. Bene, rimane solo scuola superiore taldeitali. Cerco informazioni e trovo l'indirizzo. Siracusa. Che fare? Una rapida occhiata su Pagine Bianche, cerco il suo cognome nella città di Siracusa. Nessun risultato, ma Pagine Bianche è un sito intelligente, allarga in automatico il campo di ricerca di appena 15km e trova due risultati, un uomo ed una donna. La legge italiana fa generalmente discendere il cognome del padre, ergo escludo la donna. Clicco su ulteriori informazioni dalla pagina dell'uomo e trovo numero di casa ed indirizzo. Potrei fare una chiamata per sentire se è veramente lei. O magari vado su Guide Michelin, mi faccio il resoconto preciso della strada da fare e la aspetto sotto casa. Una sola cosa è certa: se riesco a risalire a tali informazioni io, immagino cosa può fare chi sa investigare veramente. O chi sa sviscerare internet ben bene.

giovedì 12 novembre 2009

Collisione #0

Ogni persona che cammina sulla Terra lascia dietro di se una traccia. In questo mondo siamo molti (maledettamente troppi, penso talvolta) ed è difficile incontrare tutte le persone che esistono. Ma è anche vero che la nostra società stipata in agglomerati urbani e la nostra longevità ci permette di incontrare molte, molte persone. E molte di queste sono parecchio strane. Bene, potrebbe essere interessante lasciare una traccia quando due vite si intersecano, specie quando lo fanno solo per un istante; emozioni, pensieri, impressioni, tutte a fior di pelle, dirette e pregiudiziali. Le più sincere. Le più naturali. Così lascierò traccia di ogni persona che è in coda avanti a me, che è seduta in treno accanto a me, che fa la spesa con me, e via dicendo. L'impatto in poche righe, ininfluente o devastante che sia, la testimonianza di una collisione.

mercoledì 11 novembre 2009

L'appeso

La corte di Strasburgo s'è pronunciata, ma evidentemente sono tutti dei fottuti comunisti rossi anche lì. In fondo hanno "corte" nel nome, non potrebbe essere altrimenti. Già, questo maledetti reazionari hanno detto di togliere il crocifisso dalle scuole. Le reazioni sono state molteplici. No, non è vero, la reazione è stata grossomodo la stessa: viva la croce, viva Gesù, viva Dio, la corte è Satana. Togliere la croce mina l'identità europea delle radici cristiani, mina la fede. Beh, se l'identità europea viene influenzata dalla presenza di un pezzo di legno incollato ad una statuetta di plastica ed inchiodato ad un muro, forse non è un'identità così forte e radicata. Quindi se ne può fare a meno.

martedì 10 novembre 2009

Non farsi influenzare

Un giorno l'influenza A (aka nuova influenza, influenza suina, influenza H1N1, eccetera) è un'influenza normale, non c'è da preoccuparsi, l'incidenza della morte è addirittura minore rispetto all'influenza normale. Il giorno dopo muoiono praticamente tutti tra atroci sofferenze. Il giorno successivo le sofferenze non erano così atroci, tranquilli, e poi non sono così morti, dai. Il giorno successivo è indispensabile vaccinarsi. E poi ancora tranquilli, non c'è pericolo. Sono infine arrivati ad annunciare in Italia ottocentomila casi. Ottocentomila. Ovvero l'1,5% della popolazione italiana se la dovrebbe esser presa. C'è qualcosa che non va, non mi sembra proprio, 1,5% è una cosa enorme. Intanto la psicosi generale ha portato l'aumento del fatturato dell'Amuchina, tutti ce l'hanno in tasca. Boh. Sono sopravissuto alla mucca pazza, al maiale pazzo, all'aviaria, alla SARS, sopravviverò anche a questa.

lunedì 9 novembre 2009

Il mio sonno

Sono le 3:15, mondo cane. Ho qualche problema a fare una nottata a dormita unica, come i neonati. E quando mi sveglio è sempre un momento delicato: o mi riaddormendo immediatamente o è finita, sono costretto ad alzarmi. Oggi mi è andata male, ed eccomi qua. Il mio obiettivo reale sarebbe quello di riuscire a diminuire progressivamente la dipendenza dal sonno in modo da poter sfruttare appieno le ventiquattro ore di cui è composta una giornata, ma questo non è il modo adatto; svegliandomi a questi orari mi si sbilancia l'equilibrio sonno/veglia, e la sera poi mi viene sonno prima. Di buono c'è che non sono una di quelle persone che se non dormono quattordici ore non connettono, di quelle che quando sono a casa senza impegni dormono talmente tanto che ogni tanto si alzano solo per non sembrare in coma. No, non ho mai dormito tanto, mi accontento delle semplici sei o sette ore di sonno ogni notte, otto se proprio la giornata precedente è stata particolarmente faticosa. Di contro c'è invece il fatto che in qualsivoglia mezzo di trasporto sento l'irresistibile desiderio di scivolare nel sonno. Il ronzio del motore dell'automobile, i sobbalzi regolari dell'autobus. Il peggiore è il treno che riesce a farmi assopire anche quando sono in piedi. Ma purtroppo è inutile; dormire in piedi è estremamente complesso, ad un certo punto si piegano e si rischia di rovinare al suolo. Ed anche in autobus generalmente non c'è posto a sedere o il viaggio è troppo breve per il pisolino. Quindi mi accontento di farmi cullare dall'automobile ed addormentarmi. Questo è uno dei motivi per i quali non guido.

sabato 7 novembre 2009

La dittatura sta per tornare in Italia

Ma non subito. Quando vedremo i treni arrivare in orario, allora ci sarà da preoccuparsi seriamente.

giovedì 5 novembre 2009

Trattato come un cane

Credo che in fondo sia vero che gli animali abbiano sensi a noi sconosciuti. E non mi riferisco ai cani ed ai gatti che sentono i terremoti, no, a qualcosa di più pratico. Infondo, chissenefrega se c'è un terremoto nell'habitat naturale del cane o del gatto. Sono le costruzioni dell'uomo ad aver reso pericoloso il terremoto. Comunque, dicevo, i cani e i gatti capisono bene quando sono in pericolo. Ne ho continua riprova sui treni dove inevitabilmente c'è sempre qualche vecchio o gualche barbone o qualche punkabbestia in compagnia di relativo cane. Lo vedo subito, appena entra mi punta, mi scruta curioso, annusa. Fin qui tutto bene. Poi fa l'errore: si avvicina. Invade il mio spazio vitale. Allora lo guardo con gli occhi socchiusi e puntualmente ogni volta il cane di turno capisce al volo che sta per prendersi un calcio sul muso, quindi si allontana facendo finta di niente ed evitandomi una scomoda denuncia per maltrattamento sugli animali. Anche perchè non si sa mai, i padroni dei cani sui treni non sono mai elementi del tutto raccomandabili. Anche se, forse, sono peggiori le vecchiette dell'alta borghesia del nordest, quelle che al cane mettono la maglietta, il gilet, le scarpine o il berretto. Quelle sarebbero capaci di mordere con i loro denti di ceramica fino a strappare abbondanti porzioni delle mie carni se maltrattassi i loro cani, generalmente di piccolissima taglia. A quei cani non manca veramente niente, cibo per cani, acqua per cani, cuccia per cani, shampoo per cani, internet per cani. Vorrei essere trattato anch'io come un cane, da questa gente. Tutta gente del tipo "ogni cane ha il diritto di avere una casa ed un padrone che gli vuole bene". No. Un cazzo. Ogni cane ha il diritto di vivere nella natura senza diventare un'ameba comatosa domestica su qualche tappeto made in china. Non credo ci provi un gran gusto ad avere un padrone. Generalmente la possibilità di avere buon cibo gratis è data in cambio della castrazione. No, non credo che accetterebbero, potendo scegliere. Poi vabbè, la degenerazione buonista degli ultimi tempi sta portando tutti sullo stesso livello, uomini, donne, gay, negri, ebrei, cani. Perchè i cani sono come le persone. No, sbagliato ancora, per dio. Se i cani fossero come le persone avrebbero il sussidio di disoccupazione, il divieto d'andare in giro col pisello al vento e dovrebbero pagare il biglietto quando occupano un posto sul treno, posto che potrei occupare io che invece il biglietto l'ho pagato. No, non sono come gli uomini, hanno un sacco di privilegi. Come per le donne, tutte queste campagne per la parità andranno a toglier loro tutti i privilegi di cui godono e che non apprezzano e che rimpiangeranno quando sarà troppo tardi. Quindi sono contento. Ben gli sta.

domenica 1 novembre 2009

Uomini soli

È tremendo come certa gente abbia bisogno di contatto umano. Quando io salgo sui treni e mi trovo una carrozza semivuota (ovvero solo quando viaggio a notte fonda o ad improponibili orari crepuscolari) calcolo rapidamente la posizione degli altri passeggeri, sento le sinapsi che macinano calcoli ed algoritmi e mi rispondono alla fine indicandomi qual'è il posto seduto più lontano da tutti. Ed è lì che mi siedo. In tranquillità, senza invadere lo spazio altrui. Ma c'è gente che invece proprio non ce la fa, arriva, vede il vagone completamente vuoto, cammina fino al centro e ti si siede a fianco. Non di fronte, proprio a fianco. Magari appoggiando anche il braccio sul bracciolo comune. Ma questo succede sempre, indipendendetemente dall'affluenza dei viaggiatori sul treno o autobus in questione. Arriva sempre il fenomeno che sente il bisogno di posizionarsi esattamente a due centimetri da te. Sempre. Vi è anche un versione più evoluta della cosa; quando viaggio in treno e mi capita di stare in piedi (ovvero tutti i treni compresi tra l'alba e il tramonto) io mi fermo vicino alle porte, dove si sale e si scende, evitando di stare in piedi in mezzo ai sedili. Le mie sinapsi lavorano e mi portano ad appoggiarmi ad un angolo. Bene. Arriva sempre (sempre) una coppia di persone che si mettono uno alla mia destra ed uno alla mia sinistra, quindi iniziano a parlare. Oppure anche in tre o quattro, tutti a semicerchio attorno a me e parlano, schiacciandomi contro il muro. Perchè, mi chiedo io, non possono andare in uno degli altri tre angoli (vuoti) disponibili e si devono ammucchiare attorno a me? La cosa si manifesta con una gran varietà di persone ma c'è un picco sostanziale con vecchi ed extracomunitari (curiosamente i vecchi extracomunitari ne sono immuni) che arrivano a casi limite in cui la persona in questione non solo ti si mette vicina, non solo ti si appoggia addosso, non solo ti dice "scusi, può chiudere il finestrino che mi da fastidio?", no, non solo, vuole anche parlare. Generalmente è proprio in questi momenti che il mio cellulare squilla e devo proprio allontanarmi di qui per rispondere.