martedì 2 settembre 2008

Un grosso buco...

Di esseri pericolosi sulla nostra cara vecchia Terra ce ne sono a bizzeffe, assassini, stupratori, rapinatori, cardinali, vallette. Gli scienziati sono i peggiori. I fisici soprattutto. Come l'Uomo Ragno ci insegna, metter mano troppo in là nei territori della fisica non può fare altro che creare mostruosità e pericoli. Ora questi pericoli per l'integrità del mondo si sono messi in testa di ricreare le condizioni dei momenti immediatamente successivi al Big Bang in modo artificiale. Si chiuderanno in un buco sotto la Svizzera e si divertiranno a tirarsi addosso particelle rischiando di far scoppiare tutto. Sembra infatti che questo esperimento abbia lo spiacevole inconveniente di poter creare un buco nero capace di inghiottire il nostro pianetuccio nel giro di quattro anni. Un buco nero. Sotto la Svizzera. Saremo tutti risucchiato sotto una montagna di denaro esentasse, cioccolata e Ricola. Questo accade a voler ricreare il Big Bang, lo dicono i giornalisti. Si sa che i giornalisti ne capiscono più di quei cattivoni dei fisici, di fisica. È la giusta punizione per gli scienziati che, ricreando le condizioni successive al Big Bang, giocano un po' troppo a fare Dio e mettono le mani nella sua creazione. Proprio non si fa. Ad ogni modo, ci troveremo tutti in Nuova Zelanda, tra quattro anni. Guarderemo partire i Big del nostro pianeta su navicelle mentre attenderemo di entrare nel buco. Li guarderemo svanire in un puntino nel cielo per poi, inevitabilmente, morire galleggiando nel vuoto quando finiranno le provviste. In quattro anni non ce la fanno a costruire l'Enterprise. E noi saremo lì, ad attendere col cuore in gola che il buco nero ci risucchi al suo interno, riflettendo sul fatto che, forse, non è saggio che essere minuscoli viventi su un'insignificante biglia dell'immensità dell'universo giochino troppo con le forze che non conosco. Saremo risucchiati infine. E moriremo. Oppure, chissà, saremo portati una nuova dimensione, una piega della fisica che non conoscevamo dove potremo finalmente stare in pace con noi stessi, bere una tazza di thè con un Dio di cui tutti avevano frainteso lo scopo. Una vita perfetta circondati da meravigliose creature e paesaggi che la nostra ristretta visione tridimensionale del mondo ci avrebbe precluso. Perfetto, sì. E talvolta il pensierò ricadrà sulla nostra Terra, dove tutti siamo nati e cresciuti, penseremo con nostalgia a tutto ciò che era nostro, quando il concetto di proprietà ci apparrà puramente illusorio. Forse una lacrima scenderà sulle nostre guance. Ci renderemo conto che tutti i nostri leader in cui riponavamo fiducia sono morti, i capi di stato, i grandi imprenditori, il Papa. Tutti morti nel vuoto siderale, con gli occhi fuori dalle orbite per la pressione. E ci tornerà allora il sorriso.

Oppure, più probabilmente, moriremo.

3 commenti:

Rocklion ha detto...

Sembri spaventato. Ho paura.

Injo ha detto...

Non avere paura. Quando il mondo finirà dovrai avere il cuore leggero.

boga ha detto...

Maledetti fisici.
Aveva ragione il papa.