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sabato 30 gennaio 2010

Prima del viaggio

Sono stanco di questa vita. Forse all'inizio era piacevole, addirittura eccitante, correre per il mondo dietro ai suoi bisogni, ma ora basta. L'amore da parte mia è stato istantaneo ed ancora oggi l'amo come il primo giorno, ma sono veramente sfinito, non posso più vivere così. So che la vita anche per lei è difficile, so che non è lei a volerla e farei di tutto per aiutarla ma ho bisogno di stabilità col sopraggiungere della vecchiaia. Non ho più il tempo di vivere per ritrovarla, voglio solo tornare al mio umile lavoro, vivere con lei in una casa semplice, passare del tempo con mio fratello e con la mia famiglia, niente di speciale. Ma c'è sempre qualcuno che me la porta via ed ogni volta riconquistarla è più dura fino a rischiare la mia stessa sanità. L'ho fatto per tutta la vita, quand'eravamo insieme mi chiamava eroe per questo ma, mamma mia, durava sempre così poco... era impossibile stare insieme. Non ne posso più di questa vita ma sento che un dolore ancor più profondo mi colpirebbe se non la inseguissi di nuovo in capo al mondo per strapparla dalle mani dell'ultimo che me l'ha portata via. Perchè sì, l'amo come il primo giorno ed ogni minuto lontano da lei renderebbe i miei giorni ancor più infernali di come saranno i giorni della cerca. E così, ancora una volta, devo partire e camminare, camminare, camminare... prego solo che finisca in fretta. Spero di trovare qualche stella sul mio cammino in grado d'aiutarmi. Spero di riuscire a schiacciare ogni ostacolo. Sì, devo partire. E so che alla fine partirò ogni volta, come questa, perchè per lei farei di tutto, ma sono davvero stanco d'esser chiamato eroe. Voglio smettere di essere super.

Mario

giovedì 24 dicembre 2009

Memorie di una gelida notte d'inverno

Mi guardo nello specchio e non mi riconosco più. Profonde rughe solcano il mio viso, segno d'una vecchiaia che pare essere eterna. Com'era il mio volta da giovane? Non lo ricordo più. Nella penombra danzano le ombre sinistre animate dal fuoco del camino. È veramente freddo, stasera. Ho gettato dell'altra legna nel fuoco ed ho indossato il mio pigiama più pesante ma non arriva a me il tepore piacevole di una casa accogliente. Così scrivo, scrivo nella speranza di distrarmi. Scrivo per scaldarmi le mani. La neve scende ormai da giorni, spero solo di riuscire ad aprire la porta quando dovrò partire. Negli ultimi mesi sono rimasto in casa, a leggere le missive inviatemi dai miei bambini. Mi scrivono ogni anno, mi fanno gli auguri, mi dicono che sì, va tutto bene, prima di sparire delle grinfie dell'adolescenza e smettere di pensare a me, smettere di scrivermi. I primi tempi ne soffrivo, ormai non più. La sofferenza viene lenita dal tempo, il tempo che mi ha rigato le mani. Ma ci sono sempre alcuni dei miei bambini che mi scrivono, e questo mi fa stare bene. Bambini sempre nuovi che mi scrivono. Mi scrivono per chiedere. Tutti chiedono qualcosa da me, più o meno esplicitamente, ma almeno il loro scrivermi mi fa sapere che mi pensano, e allora io sto bene. Sono le loro voci mai sentite impresse sulla carta ad allontanare da me la solitudine decennare che soffro, la solitudine che è destino d'ogni vecchio, abbandonato in un ospizio, abbandonato alla sua casa da vedovo circondato da ricordi. Ecco, il ripensare ai miei bambini mi fa soffrire meno il freddo di questa notte, le mani mi si stanno scaldando scrivendo. Nel silenzio il vento sibila tra le assi della mia vecchia casa isolata sulle montagne gelate. Fuori nevica ancora, come non mai. Sarà una dura sofferenza, stasera, ma alla fine sarò soddisfatto. Come ogni volta. Come ogni anno. Ne sarò soddisfatto.

Babbo Natale

martedì 20 ottobre 2009

Caro diario della notte

Non riesco a dormire, devo scrivere. Basta, sono stanco. Davvero. Tutti mi danno addosso, tutti criticano ed io non ho più la forza e la motivazione di un tempo. Stanco. Sì. Lo ammetto, che diamine, ho iniziato solo per cercare una scappatoia veloce dai miei problemi. Non è colpa mia. Avevo le mani in troppe cose e quant'è così si perde un po' il controllo. Sono umano anch'io, cavoli. Fatto sta che dopo qualche tempo ho capito che tutto questo poteva essere di più che una semplice scappatoia: ho capito che poteva essere la mia via. Mi sono lasciato prendere dal dibattito e dal conflitto ottenendo grandi risultati ma senza perdere nulla delle mie vecchia attività, anzi, talvolta le due cose entravano in simbiosi gonfiandosi a vicenda. Successi, sì. Questo nonostante la scorrettezza di coloro che mi circondano sempre pronti ad incolparmi di questo o quel reato, pronti a trascinarmi in tribunale o ad accusarmi di questa o quella nefandezza. So di non essere un santo ma, ripeto, sono umano. Errare è nella mia natura. Mi piacciono i soldi, il potere e le donne come ad ogni uomo su questa Terra, con la differenza che io ho avuto la fortuna di poterne disporre in grande quantità. Sarei stato uno stupido a non approfittarne. In fondo quei soldi potevano diventare miei senza troppi problemi, se fossi riuscito a prendere tempo abbastanza da rendere inutili le indagini. Quelle donne così giovani e belle potevano essere mie se solo avessi dato qualcosa in cambio, un lavoro, un incarico. E perchè non approfittarne, dunque? Si vive una volta sola, meglio godersela. Ho cercato di cambiare le regole del gioco per poter allungare ancora la mia carriera e la mia età d'oro ma questa volta ho forse forzato un po' la mano, le cose non sono andate come previsto. Mi sono incazzato di brutto, lo ammetto, ho perso il controllo. Vorrei non averlo fatto, mi dispiace, ho insultato persone che non lo meritavano solo perchè avevo bisogno di sfogarmi, di designare un nemico da combattere per me e per chi crede in me. Sono stato uno sciocco. La verità è che sto diventando vecchio. Le donne non si accontentano più di semplici regali, ora stanno con me solo per grandi ricompense. La cosa mi rattrista, io amo la conquista ed il corteggiamento. Già, sono vecchio, è ormai inutile negarlo. Per quanto il truccatore, il tricorestauratore ed il plastico possano nasconderlo, e stanno facendo un ottimo lavoro da parecchi anni a questa parte, quei ragazzi, ormai i segni del tempo sono indelebili. Forse non tanto all'esterno quanto all'interno. Non sopporto più la pressione, sbraito e m'arrabbio per un non nulla, non riesco più ad essere subdolo come un tempo, i miei obiettivi segreti diventano presto palesi e di pubblico dominio. Sto perdendo lo smalto. Sto perdendo la motivazione. Molti mi adorano, e mi piace, ma ce ne sono anche troppo che mi odiano, che mi vorrebbero vedere morto, o sofferente. Ciò mi rattrista. Volevo solo far del bene a me stesso e poi a tutti gli altri, non credo di meritare tale astio. Chiedevo solo qualche anno in più, ma mi hanno silurato con qualche ingiusto pretesto. Non lo accetto, ma non ho la forza per oppormi intelligentemente come una volta. Forse devo solo subire. Forse ho fatto il mio tempo. Sono stanco. Spero che un giorno tutto questo finisca e spero di potermi godere una pensione calma nella mia villa senza dovermi coprire costantemente le spalle da fotografi senza scrupoli, senza dover sempre sforzarmi a sorridere in ogni occasione, senza dover sempre mentire. Basta menzogne. Sono stanco. Buonanotte.

S.B.

domenica 11 ottobre 2009

Breve e limaccioso

Una nuova catastrofe che distrugge le case della gente. Ora tutti quelli rimasti per strada accusano non si sa bene chi perchè "quelle case non a norma andavano distrutte". Già.

Toc toc.
Messinese: Salve.
Ingegnere: Salve, buon giorno, siamo del Comune.
Messinese: Sì, mi dica.
Ingegnere: La sua casa deve essere rasa al suolo.
Messinese: Ma...
Ingegnere: Avanti, esca.

Sarebbero sicuramente stati d'accordo. Certo. Ma per piacere. Sta gente non si rende nemmeno conto di quanto sceme siano le polemiche che creano. Per fortuna che almeno qualcuno ci guadagnerà in popolarità dalla cosa mercanteggiando case nuove in cambio di promesse di voto. Secondo me starà già eseguendo operazioni preliminari di autoerotismo pensandoci.

giovedì 3 settembre 2009

Monopoli

Injo: Ho scoperto il tuo oscuro segreto.
S.B.: Tanto non potrai farci niente!
Injo: Lo dirò all'opposizione!
S.B.: Quale?
Injo: Allora lo racconterò a Panorama.
S.B.: Panorama è mio.
Injo: Allora lo racconterò a Il Giornale.
S.B.: Il Giornale è mio.
Injo: Allora lo racconterò a Repubblica.
S.B.: Repubblica è troppo di parte, non sarebbe minimamente credibile.
Injo: Allora lo racconterò al TG1.
S.B.: Il TG1 è mio.
Injo: Allora al TG2.
S.B.: Controllabile.
Injo: Al TG3.
S.B.: Non è credibile quando mi attacca.
Injo: Al TG4.
S.B.: Mio.
Injo: Al TG5.
S.B.: Mio.
Injo: A Studio Aperto.
S.B.: Non è una fonte valida.
Injo: Allora lo racconterò ad un Talk Show.
S.B.: Mediaset è mia.
Injo: Ne pubblicherò un libro con la più grande casa editrice italiana.
S.B.: La Mondadori è mia.
Injo: Ne farò del Gossip su Chi.
S.B.: Signorini è un mio uomo.
Injo: Allora...
S.B.: È inutile, non puoi farci niente, ah ah!
Injo: Allora lo scrivo sul mio blog.

giovedì 9 luglio 2009

Equino zio d'estate

Immaginate un cavallo. Bello, libero, fiero, nella grande prateria verdeggiante. L'emblema della potenza, un fascio di muscoli in grado di correre rapido sull'erba con la criniera al vento, solo o in mezzo ai suoi simili. Ora pensatelo lì, fermo in mezzo al verde e all'improvviso, umph, uno gli sale sulla schiena. Ma come diavolo gli sarà venuto in mente, al primo? Grazie a questo scellerato il cavallo è diventato un mezzo di trasporto come la bicicletta o la scopa volante delle streghe e noi veniamo costretti ad etichettare come sport manifestazioni clownesce come il polo o l'equitazione. Pensate all'umiliazione di questa creature forte e fiera che si trova uno che gli sale sulla schiena con un cappello da cowboy gridando Hi-Ah! e frustandogli le chiappe con una cinghia di cuoio. Io sarei incazzato. Molto incazzato.

Injo: Ciao cavallo.
Cavallo: Ihhh.
Injo: Come ti senti?
Cavallo: Ho un tremendo mal di schiena.
Injo: È duro il tuo lavoro?
Cavallo: Certo! C'è sempre qualche ragazzina di buona famiglia che mi sale sulla schiena solo perchè il conto in banca del padre gli permette di farlo.
Injo: Capisco.
Cavallo: Per non parlare degli ostacoli che mi fanno saltare o dei carri che mi fanno trainare. Ma dico io, perchè non lo fate da soli?
Injo: Ma in fondo ti vogliono tutti bene, si prendono cura di te.
Cavallo: Cosa? A te piacerebbe mangiare paglia secca tutti i santi giorni?
Injo: Ma...
Cavallo: E ti piacerebbe esser messo nudo in mezzo ad un prato mentre qualcuno ti bagna con la canna di giardinaggio e ti strofina con una spatola?
Injo: No.
Cavallo: Io e gli altri cavalli siamo davvero stanchi.
Injo: Perchè non vi ribellate?
Cavallo: Perche l'umano medio poverino soffre nei nostri confronti, dobbiamo capirlo...
Injo: Perchè?
Cavallo: È l'invidia del pene.

lunedì 29 giugno 2009

Cre(t)azionismo

George: Cos'è questo, signore?
Dio: È un pianeta. Guarda come galleggia bene nel vuoto!
George: Splendido, signore.
Dio: George.
George: Sì?
Dio: Sono annoiato.
George: Potrebbe creare qualcos'altro. Qualcosa di più complesso di una palla galleggiante.
Dio: Passami la creta.
George: Eccola, signore.
Dio: Mi è venuta un'idea in mente. Creerò degli esseri da posizionare sul mio pianeta.
George: Degli esseri?
Dio: Sì. Sono stanco di creare cose inanimate che rimangono uguali per millenni. Ora voglio creare qualcosa che viva.
George: Sembra una buona idea, signore.
Dio: Guarda: due gambe forti per muoversi velocemente, due braccia possenti per poter lavorare e costruire. Poi qui ci metto una pallina che servirà a percepire il mondo. Vista, olfatto, tatto, udito e già che ci siamo anche gusto. Qui inseriso quest'altra pallina che servirà per pensare, immaginare, scoprire, inventare. Al centro del torace inserisco tutta la componentistica per farlo fuzionare al meglio, sistemi idraulici, alimentazione, sistemi rigenerativi, depuratore, gestore delle scorie. Eccolo, non è fantastico?
George: Sì, sembra un bel progetto.
Dio: Ora irrobustisco le gambe così che possa correre veloce come il vento, rafforzo le braccia così che possa spostare le montagne, affino i sensi così che nulla possa sfuggirgli. Questo cervello sarà la cosa superiore che abbia mai creato, gli permetterà di trovare risposta a qualsiasi domanda. Quest'essere sarà un grande inventore, così grande che niente e nessuno potrà schiacciarlo, sarà indipendente, invincibile, immortale, non avrà bisogno di nessuno, sarà più forte di un...
George: Cosa?
Dio: di un...
George: Di un dio, signore?
Dio: Già. Sai che ti dico? Non mi convince. Butta tutto nella spazzatura e passami dell'altra creta.
George: La creta è quasi finita, devo uscire a comprargliela?
Dio: No, tranquillo. Mi bastano questi pochi scarti, questa volta.

sabato 13 giugno 2009

Dialogo con le stelle

La volta celeste è sempre stato un meraviglioso enigma per l'uomo, fin dagli albori. L'astronomia fu una delle prime scienze a nascere ed essere studiate metodicamente ma, ancora oggi, l'astronomia resta in gran parte un mistero nonostante si cerchino sempre di tappare tutte le lacune alle modellizzazioni inserendo l'energia oscura, la materia oscura ed il lato oscuro. La realtà è che studiare l'universo ha tempi troppo lunghi per poter essere facilmente analizzati: studiarla con le osservazioni che si fanno con le strumentazioni moderne è come cercare di studiare la cinematica da una fotografia. È un problema grave al quale è stata però data una soluzione: gli astronomi di tutto il mondo hanno decretato che ogni teoria, anche traballante, va bene, tanto i rilievi sperimentali che andrebbero a confutare la teoria richiedono talmente tanto tempo che tutti i loro contemporanei saranno già morti, quindi perchè preoccuparsene. E così, i movimenti astrali rimangono un enigma che non è però necessario risolvere per godersi lo spettacolo offerto dall'illimitata immensità del cielo notturno con le sue stelle ed i suoi pianeti. La stella è senza dubbio l'oggetto che ha interessato di più anche gli antici; già Pitagora aveva notato la sua bellezza e la usava come simbolo della sua setta di fanatici. In effetti la stella si può inscrivere o circoscrivere perfettamente in un pentagono regolare ed è coinvolta nel magico equilibrio dell'aurea proporzione. Ma perchè le stelle le vediamo così? Dovrebbero apparirci come semplici palle luminose. Chi studia ottica suppone che sia il nostro occhio a fare contrasto aggiungendo le punte alle stelle, con la complicità della rifrazione dell'atmosfera. La realtà è che nessuno s'è mai preso la briga di chiederlo alle dirette interessate.

Injo: Salve stelle.
Stelle: Buona notte a te.
Injo: Volevo solo sapere se potevate finalmente chiarire al mondo il vostro mistero!
Stelle: Quale mistero?
Injo: Perchè avete cinque punte?
Stelle: Ne avevamo tutte sei prima che arrivasse quello stronzo coi baffetti.

domenica 7 giugno 2009

Misteri costituzionali

Si fa sempre un gran parlare di Costituzione, chi la considera importantissima, chi dice che è ormai inutile ed obsoleta, ma nessuno ha mai pensato di chiedere il parere di colui che la promulgò. Per fortuna che ci sono io.

Injo: Cos'è la costituzione?
De Nicola: La Costituzione è un documento che contiene tutte le idee che stanno alla base del nostro paese.
Injo: Ma a cosa serve?
De Nicola: Serve a stabilire i principi fondamentali sui quali si basa la nostra nazione, quei principi sacri ed inviolabili che nessuna legge deve poter infrangere. Indica cosa può essere fatto e non fatto, cosa può essere regolamentato e cosa non, una sorta di codice di comportamento morale dei governi.
Injo: Codice di comportamento morale dei governi?
De Nicola: Sì.
Injo: Allora la metto molto bassa. La destrezza invece cos'è?

giovedì 28 maggio 2009

Non solo veline

«Ero stato chiamato dall'attuale governo per ricoprire il ruolo di Ministro della Giustizia ma purtroppo ho dovuto declinare l'offerta. Sono nel campo da anni e credo che la lotta contro la criminalità possa farla meglio stando tra la gente piuttosto che in un ufficio ministeriale.»
2009, Batman.

domenica 10 maggio 2009

Il segreto del campione

«Sono diventato ciò che sono oggi viaggiando con Trenitalia e grosse valigie al seguito.»
2009, Campione mondiale Tetris

lunedì 2 febbraio 2009

Scaviamo sempre di più

Il valore della società si misura osservando quali sono i principali argomenti che la società prende in considerazione quotidianamento. Considerando che verranno realizzati un film ed un telefilm su Facebook, la società non può essere che in fortissimo declino. Potrei azzardare che è un bene, più giù di così non si può più andare, si può solo risalire ma i film di Natale ci insegnano che non c'è mai fine al peggio, mai. Mai. Vediamo cosa ne pensa il diretto interessato.

Injo: Benvenuto.
Facebook: Io non volevo, mi dispiace!
Injo: Lo sappiamo, lo sappiamo, tranquillo...
Neri Parenti: Ciao!
Injo: Sì, un momento. Ma dimmi, come credi di poter cambiare?
Neri Parenti (Vacanze di Natale '95): Ehy, guardatemi!
Facebook: Pensavo di rimuovere la sezione giochi, innanzitutto...
Injo: Bene.
Neri Parenti: Yu-hu!
Facebook: ...per poi limitare l'accesso a determinate categorie di persone, come agli inizi.
Injo: Sì.
Neri Parenti: Ciao!
Facebook: Solo così potrei essere utile invece di essere un archivio a cielo aperto.
Injo: Sei abbastanza saggio per essere un social nerwork.
Neri Parenti (Natale sul Nilo): Ehy, guardate!
Injo: Per favore, c'è un'intervista in corso.
Neri Parenti (Natale in India): Guardate.
Injo: Ma si può sapere cosa vuole?
Neri Parenti: Voglio mostrarvi che si può sempre andare oltre!
Injo: ...
Neri Parenti (Natale a Miami): Guardate!
Injo: Già visto.
Neri Parenti (Natale a New York): Questo?
Injo: Visto.
Neri Parenti (Natale in crociera): ?
Injo: Visto.
Neri Parenti (Natale a Rio): Devo passare ai pezzi forti allora!
Injo: Visto.
Neri Parenti: ...
Injo: ...
Neri Parenti (Natale su Facebook): Così?